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Da Amsterdam Sharing City qualche "dritta" per il Collaborative Territories Toolkit a #SCE2014

Pieter van de Glind e Harmen van Sprang sono i cofondatori di shareNL, una piattaforma olandese di conoscenza e networking che connette e informa consumatori, imprese, organizzazioni, amministrazioni, centri di ricerca e media sulle iniziative di sharing economy.  Nel 2013 Pieter e Harmen hanno avviato la piattaforma e hanno cominciato ad implementarla. Ora il team è cresciuto, ne fanno parte altri quattro membri che li aiutano nel lavoro. Una importante iniziativa promossa da shareNL è Amsterdam Sharing City: insieme al city’s Economic Board e a numerosi altri stakeholders locali, stanno lavorando per fare di Amsterdam la prima “Sharing City” ufficiale in Europa, seguendo esempi internazionali come Seul e San Francisco (BayShare). Lavorando alla stesura  del Collaborative Territories Toolkit - CCT, abbiamo chiesto a Pieter e Harmen di condividere l'esperienza maturata con ShareNL. Continua il viaggio di Sharitories verso la prima tappa di co-design del Toolkit, a Bologna il 23 ottobre.

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Da Lisbona, quando è la comunità che gestisce l'energia

Qualcosa sta cambiando in merito alla gestione delle fonti energetiche. Non parliamo semplicemente di un passaggio alle rinnovabili, ma di come queste fonti vengono gestite da una comunità di utenti. Si volge verso una dimensione micro, dove è la piccola comunità che si occupa della propria fornitura e della distribuzione, consumando tanta energia quanta ne serve fino ad arrivare all'azzeramento dei costi. Di efficientamento energetico parleremo a #SCE2014, nell'attesa scopriamo i nuovi modelli che arrivano dall'Europa.

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L'impatto di genere delle politiche comunali: Bologna lo valuta insieme ai cittadini

All’interno della attività di approfondimento che FORUM PA sta conducendo in relazione alla call “Tecnologie per le smart city e le smart community in ottica di genere” promossa insieme a futuro@lfemminile, in collaborazione con ASUS e Microsoft, abbiamo incontrato la Vicesindaco del Comune di Bologna Silvia Giannini, la Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi e Gabriella Cioni e Manuela Corazza, rispettivamente del Dipartimento Programmazione e dell’Ufficio Pari Opportunità e Tutela delle Differenze del Comune.

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Le app e le tecnologie che rendono le città più inclusive e sostenibili: Italia e Finlandia a confronto

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il documento nato dall'incontro a Roma tra la giornalista finlandese Ella Tanskanen e rappresentanti di Cittalia. Nel corso dell'incontro si è parlato dell’uso di app e open data per la vivibilità urbana, in particolare per le fasce più disagiate, mettendo a confronto i nostri due Paesi. Un interessante scambio di esperienze e buone pratiche.
La Redazione

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Guerra aperta al degrado urbano: il caso Milano

Ci sono gli ex cinema De Amicis, Splendor, Luce, Maestoso e Adriano, l'ex palazzo Inps di via Toffetti e l'ex Grand hotel Brun, senza contare diverse villette, nell’elenco delle aree ed edifici privati che versano in stato di abbandono stilato dal Comune di Milano e per cui l’amministrazione richiede l’immediato intervento da parte dei proprietari. Gli immobili, distribuiti in tutte le nove zone della città e dalle tipologie più varie, sono stati individuati grazie alla collaborazione delle associazioni di quartiere con l’obiettivo di portarle a nuova vita, nel rispetto del decoro urbano e dell’interesse generale.

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A Roma c’è lo SCEC: lo sconto che cammina al fianco dell’Euro

Contrastare la crisi, trovare soluzioni intelligenti ed alternative alla grande distribuzione e rivitalizzare il commercio di vicinato. A Roma, nel quartiere San Lorenzo, da qualche tempo è cominciata una sperimentazione completamente dal basso ed un “po’ folle”: lo SCEC è una moneta complementare che fa bene all’economia e all’identità locale. L’obiettivo non è dichiarare guerra alle distribuzione organizzata, ma arricchire di significato l’esperienza di abitare una città.

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Copenhagen, Green Tiger di Europa a #SCE2014

La capitale danese è l’esempio concreto che la sostenibilità urbana non è un animale mitologico, utilizzando l’espressione di Peter Hall[1], ma esiste e si può replicare. Un caso urbano più unico che raro, il cui modello eccelle per l’alta qualità di vita, le scelte legate alla mobilità, le politiche energetiche così come per l’architettura che ha ancora un forte valore sociale e si disegna intorno alla vita dei cittadini. Una città che avremo occasione di conoscere direttamente a Bologna durante Smart City Exhibition 2014.

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A Toronto ogni spostamento comincia e termina a piedi

Negli ultimi mesi servizi on-demand e nuove piattaforme (bla bla car, uber, car2go, enjoy…) ci hanno fatto spostare l’attenzione dall’aspetto hardware della viabilità urbana (spazi e luoghi) a quello software (flussi e tempi). Dal Canada sembra venire il messaggio opposto: spingere sulle trasformazioni urbane per garantire ai propri cittadini una mobilità a misura umana. E oggi si raccolgono i frutti della semina di oltre dieci anni fa.

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San Francisco e i Fantastici 3: missione "zero waste"

La città di San Francisco si è data un obiettivo ambizioso: quello di azzerare entro il 2020 la produzione di rifiuti e, pensate un po', lo ha fatto più di 10 anni fa. Oggi è a buon punto per raggiungere il traguardo e a vederla da qui non sembra così complicato. In realtà è tutto frutto di un innovativo waste management iniziato negli anni'80, che ha saputo coniugare politiche, partnership private, cittadinanza attiva e un'ampia campagna di sensibilizzazione e formazione fuori e dentro le aule scolastiche. La sostenibilità non si improvvisa.

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Open Data, nuovi strumenti di progettazione urbanistica: l'esperimento su Torino

La città moderna, sistema complesso e dinamico, oggi può beneficiare dell’immenso supporto della tecnologia atomizzata che stravolge il modo in cui questa ci parla di sé e noi possiamo vivere in essa. Nella la sua tesi di Laurea Magistrale, Andrea Galli (Politecnico di Torino) ha esplorato come, tramite la progettazione urbanistica parametrica, open data geo-referenziati sul territorio cittadino possano essere elaborati da algoritmi con l’intento di ottimizzare le performance e ottenere una maggiore qualità del progetto urbano. In accordo con i temi che definiscono l’immaginario della smart city, la sperimentazione che Galli ha effettuato su Torino, applica simili strategie per generare uno scenario futuro di città policentrica dove, minimizzando la necessità di spostamenti veicolari, i cittadini riscoprano e vivano in modo nuovo lo spazio pubblico in cui risiedono e lavorano. Assecondando la storica indole produttiva della città, questa vuol esser incoraggiata a divenire protagonista della "terza rivoluzione industriale" tramite la diffusione di spazi per la digital fabrication e di ambienti di lavoro flessibili e condivisi, dove agevolare la contaminazione e l’interazione tra diverse competenze professionali.

Redazione FORUM PA

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