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Smart Planning? Visione d'insieme e strategia Europa 2020

Come fare a cogliere in pieno le opportunità offerte dall’attuale programmazione europea, valorizzando i risultati dei progetti realizzati durante il precedente ciclo senza tralasciare i bisogni che emergono dalla città, dai cittadini e dalle imprese? Il comune di Padova se lo è dato come obiettivo, strutturando un apposito ufficio per il raccordo di tutta la programmazione 2014-2020 con gli obiettivi strategici di miglioramento. Molto più che pianificare la città, molto più che reperire fondi…

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Socloo, arriva la social school dove lo studio è condiviso

Si chiama Socloo, si legge “so-clù” ed è l’acronimo di SOCiaL schOOl, la prima vera piattaforma italiana di social learning, ovvero che si ispira alle dinamiche dei social network e alle piattaforme di e-learning. E’ assolutamente gratuita e soprattutto sicura e protetta. Ambisce a dare una scossa alla scuola italiana e un valido aiuto agli insegnanti che vogliono innovare la loro didattica. Socloo si rifà al concetto della classe scomposta e della didattica capovolta è connettendo in rete insegnanti, studenti e presto anche i genitori.

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Come estrarre valore dai dati, una soluzione open

Spesso le opportunità offerte dall’apertura dei dati relativi ad un determinato territorio sono difficili da cogliere, a causa della mancanza di interoperabilità tra le banche dati e della carenza di risorse di cui soffrono gli enti locali. Lo sviluppo di soluzioni ad hoc appare impossibile per la maggior parte dei Comuni, così in questa sede proponiamo un modello di conoscenza – sviluppato da DISIT per la Regione Toscana e il Comune di Firenze - che consente l'interconnessione, lo stoccaggio e la successiva interrogazione di dati da fonti diverse.

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Baviera: vogliamo auto elettriche in strada? Allora pensiamo ad un'infrastruttura di ricarica diffusa

Spesso per introdurre nella società quell’innovazione disruptive che consente un salto di qualità e permette il raggiungimento di determinati obiettivi di governo della città, l’impegno del settore pubblico non basta. È il caso della mobilità elettrica: se non c’è un numero sufficiente di veicoli, gli investimenti in infrastruttura si trasformano facilmente in sprechi, ma senza infrastruttura il mercato non decolla. Un circolo vizioso che a Monaco (una delle sedi storiche dell’auto tedesca) stanno provando a spezzare con un’interessante strategia pubblico-privata.

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Da Amsterdam Sharing City qualche "dritta" per il Collaborative Territories Toolkit a #SCE2014

Pieter van de Glind e Harmen van Sprang sono i cofondatori di shareNL, una piattaforma olandese di conoscenza e networking che connette e informa consumatori, imprese, organizzazioni, amministrazioni, centri di ricerca e media sulle iniziative di sharing economy.  Nel 2013 Pieter e Harmen hanno avviato la piattaforma e hanno cominciato ad implementarla. Ora il team è cresciuto, ne fanno parte altri quattro membri che li aiutano nel lavoro. Una importante iniziativa promossa da shareNL è Amsterdam Sharing City: insieme al city’s Economic Board e a numerosi altri stakeholders locali, stanno lavorando per fare di Amsterdam la prima “Sharing City” ufficiale in Europa, seguendo esempi internazionali come Seul e San Francisco (BayShare). Lavorando alla stesura  del Collaborative Territories Toolkit - CCT, abbiamo chiesto a Pieter e Harmen di condividere l'esperienza maturata con ShareNL. Continua il viaggio di Sharitories verso la prima tappa di co-design del Toolkit, a Bologna il 23 ottobre.

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Open Data, nuovi strumenti di progettazione urbanistica: l'esperimento su Torino

La città moderna, sistema complesso e dinamico, oggi può beneficiare dell’immenso supporto della tecnologia atomizzata che stravolge il modo in cui questa ci parla di sé e noi possiamo vivere in essa. Nella la sua tesi di Laurea Magistrale, Andrea Galli (Politecnico di Torino) ha esplorato come, tramite la progettazione urbanistica parametrica, open data geo-referenziati sul territorio cittadino possano essere elaborati da algoritmi con l’intento di ottimizzare le performance e ottenere una maggiore qualità del progetto urbano. In accordo con i temi che definiscono l’immaginario della smart city, la sperimentazione che Galli ha effettuato su Torino, applica simili strategie per generare uno scenario futuro di città policentrica dove, minimizzando la necessità di spostamenti veicolari, i cittadini riscoprano e vivano in modo nuovo lo spazio pubblico in cui risiedono e lavorano. Assecondando la storica indole produttiva della città, questa vuol esser incoraggiata a divenire protagonista della "terza rivoluzione industriale" tramite la diffusione di spazi per la digital fabrication e di ambienti di lavoro flessibili e condivisi, dove agevolare la contaminazione e l’interazione tra diverse competenze professionali.

Redazione FORUM PA

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Sharing-lab: un laboratorio per la condivisione

Mercoledì 28 mattina a FORUM PA, in occasione dell’evento "Soluzioni per la Smart City a confronto: pratiche di trasferimento e riuso", si è parlato di soluzioni concrete e progetti specifici per le smart cities in un contesto di lavoro diverso dal solito. La sala creativity ha ospitato uno sharing-lab: sette tavoli suddivisi per tema si sono animati per discutere e approfondire la replicabilità di prassi virtuose in ambito smart.

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Kazan Smart City: il modello russo è un hub d'affari internazionale

Non siamo rimasti indifferenti all'attenzione mediatica riservata alla Russia in quest'ultima edizione dei giochi olimpici, ma dal nostro punto di vista, ci siamo interrogati se vi potesse essere un "modello russo" di smart city da raccontare. E così, un po' per caso, scopriamo Kazan smart city, il primo progetto di sviluppo urbano in chiave smart dell'intera Russia. La sostenibilità c'è, la partecipazione dei cittadini un po' meno, perché la smart city russa è un hub d'affari internazionale.

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A scuola di partecipazione: Reggio Emilia città delle persone

Sono poche le città che sono riuscite ad avviare una solida politica della partecipazione in ambito smart city. Un esempio interessante arriva dall'amministrazione comunale di Reggio Emilia con il progetto Open Urbe. Definita la città delle persone, Reggio Emilia nel tempo ha investito molto nell’ambito dei processi partecipativi e oggi può applicare la conoscenza e l’esperienza acquisita per capire cosa la comunità chiede alla tecnologia. Una domanda a cui tutte le città dovranno riuscire a dare una risposta.

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Mantova smart region: l'unione fa la forza

Nel territorio mantovano l'iniziativa smart city ha qualcosa di nuovo ed esemplare rispetto ai numerosi casi nazionali e internazionali di città che stanno lavorando a questo tema. Infatti, grazie alla solida guida dell'amministrazione provinciale, in questa iniziativa i rigidi confini che separano le singole aree urbane sono stati completamente cancellati, favorendo la costruzione di un'unica grande community di progetto in cui sono stati coinvolti tutti i Comuni della provincia. In questo contesto, partecipazione e collaborazione sono diventati i concetti chiave che hanno permesso di sviluppare un progetto caratterizzato da un obiettivo condiviso che poteva essere raggiunto solo lavorando come gruppo, e non come singoli: mettere a sistema l'ingente patrimonio culturale e ambientale custodito da ciascun Comune al fine di migliorare la capacità attrattiva dell'intero territorio e le sue modalità di fruizione, promuovendone un'immagine unitaria.

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