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La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza di ANCI

Annalisa D'Amato sottolinea come il taglio delle spese per la formazione dei pubblici dipendenti disposto dal decreto legge n. 78/2010 si sia inserito in un contesto in cui, al contrario, la domanda di formazione è molto forte, soprattutto da parte degli enti locali. Questi da una parte si trovano impossibilitati a un ricambio generazionale del personale, visto il blocco delle assunzioni, dall'altra devono tenersi al passo con continui cambiamenti normativi. Questo quadro richiede una reingegnerizzazione dei processi interni delle amministrazioni locali.

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La formazione dei dipendenti pubblici tra riforma e manovra: l'esperienza dell'UPI

Più responsabilità, date le riforme intervenute negli ultimi anni, e meno risorse, visti i tagli che pesano sugli enti locali: questo il quadro che si presenta al sistema delle province, che ogni anno diminuisce la sua spesa di circa un miliardo di euro rispetto ai 15 miliardi del 2007. Gaetano Palombelli, nel riportare questi dati, sottolinea come i tagli non colpiscano solo gli sprechi ma anche i servizi. Per quanto riguarda la formazione, oltre al taglio delle spese disposto all’articolo 6 comma 13 del decreto legge n.

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Dirigenti della PA consulenti irregolari. Il record: 62 incarichi in dieci anni di onorata (e abusiva) carriera

Più di un centinaio i casi anomali scoperti dal nucleo della Guardia di Finanza in forze all’ispettorato del ministero. Sia gli enti esterni committenti che i reprobi interni dovranno ripagare completamente un danno economico che le indagini hanno stabilito essere molto rivelante. Il conto più salato è quello presentato ad un avvocato napoletano in forze alla Pubblica Amministrazione, globe trotter dell’incarico multiplo: a breve dovrà versare almeno 2 milioni e mezzo di euro incassati illecitamente.

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300.000 impiegati pubblici in meno: troppi o troppo pochi? È questione di "bene comune".

Stiamo ovviamente parlando dei trecentomila dipendenti in meno (-8,4%) che lavoreranno nelle amministrazioni pubbliche nel 2013, secondo le dichiarazioni fatte da Brunetta qualche giorno fa. Si tratta, come subito precisato, non di licenziamenti, ma di blocco del turnover, di regolamentazione dei contratti atipici, di pensionamenti: ma comunque è una bella cifra seppure frutto di cinque anni di provvedimenti. È troppo grande o troppo piccola questa riduzione? Gli statali sono troppi o troppo pochi?

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