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Ministro si, Ministro no. Ma serve o non serve un ministro per l’innovazione?

Nella storia dei Governi italiani dal 1948 ad oggi in solo quattro Governi c’è stato un Ministro dell’Innovazione. Tra i 27 Paesi dell’Unione Europea 11 Paesi hanno un Ministro con una delega specifica per l’innovazione o la Società dell’Informazione in generale insieme a deleghe per la ricerca o la scienza. Negli altri paesi l’innovazione tecnologica è trasversale ai vari dicasteri. Insomma le scelte sono diverse. Ma se in sé non è un dramma se nello scarno Governo Monti non c’è un Ministro delegato all’Innovazione, perché allora io sono così preoccupato? Perché è un fatto incontrovertibile che l’Italia è attualmente ai margini nella geografia mondiale dell’economia digitale. Ma senza economia digitale non c’è sviluppo e non c’è crescita neanche in termini di qualità della vita e sostenibilità. Non è possibile però risalire la china senza scelte coraggiose, che per loro definizione sono politiche.  Vediamo quali… 

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"La tua idea per una PA migliore": il contest si chiude il 15 novembre. E dopo?

C’è tempo ancora una settimana per mettere nero su bianco “la tua idea per una PA migliore” e iscriverla al nostro contest on line. Alla chiusura del contest FORUM PA riesaminerà tutte le idee pervenute e ne sceglierà cento che, riorganizzate e approfondite, saranno oggetto di una pubblicazione con l’obiettivo di farle conoscere soprattutto ai decisori politici. La redazione di FORUM PA, inoltre, realizzerà degli approfondimenti con interviste agli autori delle dieci idee giudicate più rappresentative.

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Formazione ed efficienza: le vostre parole chiave per una PA migliore

Di cosa si sta discutendo all’interno del nostro contest “La tua idea per una PA migliore”? Soprattutto di formazione ed efficienza, come si può vedere dalla nuvola dei tag presente sulla pagina web dell’iniziativa. Queste due parole chiave, infatti, spiccano tra tutte quelle utilizzate dagli utenti e ci raccontano quali sono gli argomenti che ricorrono con maggiore frequenza all’interno delle idee pubblicate.

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Aspettiamo la tua idea per una PA migliore!

Sono già oltre 90 le idee inviate per il nostro contest "La tua idea per una PA migliore", l’iniziativa lanciata appena una settimana fa in un editoriale che metteva in evidenza l’importanza della partecipazione per costruire una PA che funzioni meglio e costi meno. Un appello a non arrendersi ai tagli indiscriminati e alla visione secondo cui in tempo di crisi non si può innovare; un appello a cui finora hanno risposto 170 persone, che si sono iscritte al contest e, oltre a proporre le proprie idee, hanno partecipato commentando le idee degli altri utenti (220 i commenti pubblicati) e votandole (562 i voti registrati finora).

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La tua idea per una PA migliore

In occasione del lancio del nostro “concorso di idee” per una PA migliore, questo editoriale vuole essere insieme un appello e un invito. Un appello a non arrenderci, ma a combattere coraggiosamente il pensiero semplicistico, ma pericoloso e diffuso, che vede qualsiasi spesa pubblica, quindi in primis la PA nel suo complesso, come il grande imputato della crisi: basta tagliar lì, ridurre i numeri e le funzioni, bloccare stipendi e turnover, abbassare il livello dei servizi o limitarli solo ai “poveri” e tutto va a posto…E non si venga poi a parlare di innovazione: ne riparleremo quando la crisi sarà passata! Ma il mio intervento è anche e soprattutto un invito a dire la vostra per essere protagonisti e rispondere a questo messaggio rozzo e spesso in malafede con la forza delle idee: prendendo onestamente atto che sprechi da combattere ci sono eccome, ma che sono il più delle volte là dove non li cerchiamo, che la conservazione tout court dell’esistente è impossibile e perniciosa, che per uscire dalla crisi ci vogliono innovazione e nuovi paradigmi e le forbici non bastano.

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Un new deal per progettare un nuovo ruolo del settore pubblico e una PA che funzioni meglio e costi meno

Ancora le cifre sono ballerine, ma si parla per il prossimo biennio di più di otto miliardi di tagli nelle spese dei Ministeri e di circa altrettanto per gli Enti locali e le Regioni. Forse alla fine qualche taglio sui tagli ci sarà, ma si tratta comunque di cifre enormi che vanno a gravare su bilanci già ridotti dalle precedenti manovre. Di fronte a questa debacle che fare? attendere passivamente che arrivi la falce tenendo il più possibile la testa bassa? provare a spuntare qualcosa a spese dei nostri vicini, come “polli di Renzo” tutti comunque destinati a una brutta fine? oppure provare a rilanciare, a prendere l’iniziativa, a immaginare un altro paradigma, un nuovo e diverso modo di intendere il settore pubblico, un new deal appunto, un “nuovo corso”, che si interroghi su quale modello di amministrazione pubblica serva ora al Paese e rifletta su un nuovo ruolo che il “government” può e deve avere nella società italiana per favorirne la ripresa e per contribuire a rimetterne in moto le energie vitali?

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Virtualizzazione del desktop nella PA per ottimizzare le infrastrutture IT riducendo i costi di esercizi.

La classica architettura informativa di tipo distribuito, costituita da PC di tipo Desktop o Laptop, è ancora abbastanza flessibile per adeguarsi in modo sufficientemente rapido al grado di innovazione richiesto nella Pubblica Amministrazione?

Esiste un’alternativa più flessibile del classico PC Desktop, che a medio-lungo termine possa far risparmiare la Pubblica Amministrazione, senza pregiudicare il livello di servizio offerto?

Ecco perché la Virtualizzazione del Desktop potrebbe essere la soluzione ideale.

Virtualizzazione del desktop nella PA per ottimizzare le infrastrutture IT riducendo i costi di esercizi.

La classica architettura informativa di tipo distribuito, costituita da PC di tipo Desktop o Laptop, è ancora abbastanza flessibile per adeguarsi in modo sufficientemente rapido al grado di innovazione richiesto nella Pubblica Amministrazione?

Esiste un’alternativa più flessibile del classico PC Desktop, che a medio-lungo termine possa far risparmiare la Pubblica Amministrazione, senza pregiudicare il livello di servizio offerto?

Ecco perché la Virtualizzazione del Desktop potrebbe essere la soluzione ideale.

Il CRM nell’epoca del Cloud Computing Come i modelli di fruizione as-a-service stanno modificando il concetto di CRM

Da qualche anno a questa parte si assiste ad un cambiamento profondo del significato di CRM: mentre in origine il CRM vedeva la centralità esclusiva del Cliente, oggi si ha modo di apprezzare, anche guardando alle dinamiche del settore pubblico, come questa centralità venga affiancata con quella di Processo. La relazione con il Cliente non è più qualcosa che ha valore solo in quanto tale, ma viene invece esperita attraverso i processi che lo vedono partecipe.

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Governare per Obiettivi: la soluzione Oracle per la Pubblica Amministrazione

Negli ultimi anni l’interesse delle organizzazioni e istituzioni pubbliche verso l’area della gestione della performance e’ cresciuto notevolmente per l’impulso che e’ stato dato al quadro normativo di riferimento che ha rinnovato l’interesse sul tema della Programmazione e sulla Misurazione delle Performance delle Organizzazioni.

Nello spazio delle Officine PA verranno presentati i punti principali della soluzione Governare per Obiettivi proposta da Oracle, che sono i seguenti:

  • definizione degli obiettivi strategici ed operativi

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