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P.C.M. - DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI REGIONALI, LE AUTONOMIE E LO SPORT

Il Dipartimento è la struttura di cui il Presidente del Consiglio, i Ministri e i Sottosegretari delegati si avvalgono per esercitare le competenze su:

- Rapporti con il sistema delle autonomie
- Sport

Cosa Fa

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La resa delle Province. Benefici e rischi connessi alla loro abolizione/trasformazione

Si riuniscono il 5 e 6 dicembre a Roma le Province italiane, nell’annuale Assemblea nazionale dell’UPI – Unione delle Province italiane. Con l’occasione pubblichiamo con piacere e interesse il contributo di Nicola Melideo che qui ci introduce ad un importante documento di cui egli stesso è stato curatore “La resa delle Province. Benefici e rischi connessi alla abolizione/trasformazione delle Province. Scenari probabili, soluzioni possibili”. Il documento integrale è scaricabile, previa registrazione, su gogol.it

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Province sì, province no. Un tema semplice…anzi no

Come sapete, nel nostro percorso verso l’Open Government, abbiamo individuato le necessarie tappe nell’innovazione istituzionale, organizzativa e tecnologica. Dopo aver parlato negli ultimi editoriali dei rischi di trascurare una seria politica di innovazione tecnologica e aver avanzato in questo campo proposte concrete, vorrei oggi occuparmi, brevemente ma con la stessa concretezza, dell’innovazione istituzionale riflettendo insieme sul tema dell’abolizione o meno delle amministrazioni provinciali. Mi servono da spunto in primis la manovra del c.d. “decreto salva Italia” che fa, sulla strada dell’abolizione delle province, tutto quello che la legislazione ordinaria può fare; poi l’assemblea nazionale dell’UPI che lancia il suo allarme di incostituzionalità; infine il bel saggio di Nicola Melideo che abbiamo pubblicato sul nostro sito e che, in forma pacata e razionale, discute a mente libera non dell’ottimo ideale, da situare in qualche Iperuranio, ma del meglio in questo mondo e a condizioni date.

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Il ruolo della trasparenza e della partecipazione

Nicola Corvasce riporta l'esperienza della Regione Puglia e una serie di considerazioni inerenti il ruolo del partenariato, della partecipazione nelle politiche di sviluppo. La partecipazione in sè non garantisce il successo ma è utile nella costruzione di una better regulation, è un modo per avvicinarsi maggiormente alle problematiche del territorio ed evitare errori già in partenza. La valutazione non può essere fatta se non sulla base di scelte che sono state prese anche con la partecipazione alle procedure.

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Una riflessione sul ricorso alla clausole valutative di proposta dell'esecutivo

Gli Statuti recano disposizioni riguardanti la valutazione delle leggi che può avvalersi dell’apposizione di specifiche clausole valutative. Esse sono tra i principali strumenti individuati per dettare i tempi e le modalità del controllo dell’attuazione e della valutazione dell’efficacia di un intervento normativo. Maria Buono presenta alcune riflessioni ed esperienze sul ricorso ad una nuova modalità di valutazione di proposta dell'esecutivo.

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L'analisi di impatto della regolazione: lezione apprese e criticità emerse

La Regione Toscana ha intrapreso un'attività di AIR, Analisi d'Impatto della Regolazione, intrapresa in via sperimentale nel 2001 e successivamente inquadrata nel processo giuridico legislativo con la legge regionale n.55 del 2008. Simonetta Cerilli presenta l'esperienza della Regione, mettendo in evidenza oltre alle tappe del percorso seguito, le criticità incontrate e le soluzioni prese a fronte dei problemi emersi.

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Concorrenza, competizione, competitività e regolazione

Edoardo Burlini parla di concorrenza, competizione e competitività. Molto spesso questi tre concetti vengono usati come sinonimi ma pur essendo strettamente legati tra loro intendono aspetti diversi del funzionamento dei mercati. La regolazione applicata al mercato deve tener conto di questà diversità.

Milgiorare la qualità della regolazione nelle regioni della Convergenza. Il progetto POAT

"Le difficoltà per le imprese sono più alte nelle regioni che hanno più necessità di attrarre imprese Nel Sud  l’intermediazione pubblica è altissima”. Così  Amadio Salvi apre il suo intervento in cui da un lato traccia un quadro a tinte fosche sulle difficoltà delle imprese nel rapporto con lo Stato e la pubblica amministrazione, dall’altro presenta le iniziative di miglioramento e supporto messe in campo nell’ambito del QSN 2007 -2013. Si sofferma in particolare sul progetto POAT, rivolto alle quattro regioni della Convergenza.

Conoscere i destinatari della regolazione. Il punto di Rete Impresa Italia

 “Quando parliamo di better regulation dobbiamo innanzitutto capire quali imprese abbiamo davanti.” Così parla Andrea Stabile per la neonata Rete Impresa Italia. Ricordando che l’impresa media italiana è composta da quattro addetti (dati Istat 2010), riporta la riflessione alle reali esigenze del nostro tessuto imprenditorale. Per farlo, usa l’esempio concreto di un acconciatore che, nonostante le recenti liberalizzazioni, è sottoposto ad una media di 23 adempimenti per il solo avvio di attività. Tra le richeste di Rete Impresa Italia, il divieto di introduzione di nuovi oneri.