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Dal dire al fare: l’Osservatorio Smart City a #SCE2014

Siamo capaci di trasformare le parole in azioni? Smart City Exhibition 2014 volge la propria attenzione sull’aspetto pratico e operativo, suggerendo un passaggio essenziale e ormai imprescindibile da compiere per migliorare concretamente le città e gli ambienti che abitiamo. Non è così semplice, ma la sfida ormai consiste proprio nel passare dal ben detto al ben fatto. L’Osservatorio Nazionale Smart City di ANCI, proprio in quest’ottica e nel quadro della consolidata collaborazione con FORUM PA, porterà a #SCE2014 i protagonisti del cambiamento territoriale, a partire dal presidente Francesco Profumo, e animerà i diversi eventi.

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Smart Cities di Europa: modelli emergenti a #SCE2014

Gli orientamenti di Europe 2020 – crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva – sono noti già da diversi anni, ma arrivano soltanto ora le prime azioni concrete che ci permettono di vedere come si stanno muovendo le città e le reti più importanti. L’edizione 2014 di Smart City Exhibition sarà l’occasione per scoprire i modelli emergenti, le esperienze positive e i risultati ottenuti da quelle città che in Europa hanno abbracciato il modello Smart City.

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PON Metro: (co)work in progress

Nel nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 la Commissione Europea ha dato grande enfasi al ruolo delle città nella gestione diretta delle risorse. Le indicazioni dell’UE invitano a considerare le città come uno dei temi cardine di sviluppo sostenibile e coesione sociale dell’Agenda Europea. In Italia si sta lavorando allo sviluppo del PON per le 14 nascenti Città Metropolitane: un programma sperimentale e plurifondo per la stesura del quale è già stato avviato un percorso collaborativo di co-progettazione.
Aggiornamento del 4 settembre: durante l’estate il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica ha reso pubblico il documento del Programma operativo nazionale plurifondo Città metropolitane. In ballo 590 milioni a cui se ne dovrebbero aggiungere altri 300 co-finanziati dalle 14 Città Metropolitane. Ecco i dettagli

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Guerra aperta al degrado urbano: il caso Milano

Ci sono gli ex cinema De Amicis, Splendor, Luce, Maestoso e Adriano, l'ex palazzo Inps di via Toffetti e l'ex Grand hotel Brun, senza contare diverse villette, nell’elenco delle aree ed edifici privati che versano in stato di abbandono stilato dal Comune di Milano e per cui l’amministrazione richiede l’immediato intervento da parte dei proprietari. Gli immobili, distribuiti in tutte le nove zone della città e dalle tipologie più varie, sono stati individuati grazie alla collaborazione delle associazioni di quartiere con l’obiettivo di portarle a nuova vita, nel rispetto del decoro urbano e dell’interesse generale.

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Le città intelligenti di EFISIO: on line la graduatoria

È online la graduatoria definitiva delle proposte progettuali presentate nell’ambito di EFISIO, l’iniziativa lanciata da Studiare Sviluppo in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Smart City – ANCI, dedicata alla pianificazione finanziaria dei progetti di Smart Cities a valere sul progetto EPAS.

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Data driven decision: non un vezzo, ma una esigenza che ci chiede anche l’Europa

I dati ci stanno già aiutando a prendere decisioni. Ci aiutano ad accelerare le diagnosi, a trovare il posto ideale per installare un parco eolico, a evitare gli imbottigliamenti nel traffico, a prevedere i raccolti o a studiare gli avversari nello sport. E’ tempo che anche la politica e l’amministrare pubblico comincino a ponderare decisioni e a fare scelte sulla base di un’informazione affidabile e ben strutturata.

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A Roma c’è lo SCEC: lo sconto che cammina al fianco dell’Euro

Contrastare la crisi, trovare soluzioni intelligenti ed alternative alla grande distribuzione e rivitalizzare il commercio di vicinato. A Roma, nel quartiere San Lorenzo, da qualche tempo è cominciata una sperimentazione completamente dal basso ed un “po’ folle”: lo SCEC è una moneta complementare che fa bene all’economia e all’identità locale. L’obiettivo non è dichiarare guerra alle distribuzione organizzata, ma arricchire di significato l’esperienza di abitare una città.

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Ingranare politiche smart per un lungo viaggio

Con tre macchine ogni 5 abitanti, l’Italia è sul podio. Le nostre abitudini di mobilità sono assolutamente sbilanciate verso l’automobile così come le nostre infrastrutture:  la rete ferroviaria sotterranea (il metrò) di tutto il Paese è di poco superiore per estensione a quella della città di Madrid. Entro il 2020 tutte le grandi aree metropolitane dovranno considerare come priorità l’individuazione di nuove politiche strategiche per ridefinire il trasporto all’interno delle città e spingersi verso un nuovo paradigma di mobilità urbana. Di buoni esempi ce ne sono e ve li mostriamo.

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Dal frigo alla pattumiera: un percorso a senso unico?

Un’ennesima contraddizione del vivere grandi città è quella legata al cibo. Se da un lato il consumismo ci invita a gettare cibi commestibili dall’altro cresce la fame, ma paradossalmente proprio in quelle regioni del pianeta dove lo stile di vita usa e getta è più diffuso. Negli Stati Uniti si getta in media il 40% degli alimenti venduti. In Italia lo “spreco” costa circa 8,7 miliardi e un piano nazionale punta a ridurre del 50% questa cifra nei prossimi 10 anni. La crisi e la crescente attenzione degli italiani agli sprechi hanno creato un terreno più che adatto ad accogliere politiche ad hoc in materia, anche perché l’intelligenza di un contesto urbano si misura anche e soprattutto dalla propria sostenibilità.

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Le città cambiano e crescono. Cambia il loro modo di comunicarsi (?)

Con la Legge n. 56 "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni" si sta finalmente giungendo ad un punto di svolta per la nuova geografia istituzionale. Le dieci grandi città interessate dalla riforma, insieme alle altre quattro situate nelle regioni a statuto speciale, sono chiamate a trasformarsi rapidamente, e non soltanto istituzionalmente, per cogliere le migliori opportunità e vincere le sfide più complesse che questo cambiamento lascia già intravedere. Per far comprendere i radicali cambiamenti a cui andranno incontro i cittadini e le imprese, sarà necessario modificare profondamente anche il modo di comunicare e di confrontarsi con la popolazione.

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