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Open Data in Italia, cosa è cambiato in un anno? Facciamo il punto con Spaghetti Open Data

Nel 2013 tante sono state le novità in materia di open data. Abbiamo intervistato, in rappresentanza di Spaghetti Open Data, Paolo Mainardi e Luca Corsato per capire lo stato dell’arte sul tema in Italia e farci dare qualche anticipazione sul prossimo raduno a Bologna i prossimi 28-29 e 30 marzo. NB la registrazione al raduno è aperta a tutti!

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Open data: il Comune ha un hacker per amico

Una bella storia quella che ha per protagonisti alcuni piccoli/medi comuni della Romagna, voglia di cambiamento, spinta a migliorare e migliorarsi, attivismo civico ed open data. Una storia che mostra chiaramente come sia possibile introdurre innovazione reale in una amministrazione senza bisogno di grandi investimenti, ma solo con una buona dose di responsabilità, competenza e capacità di coinvolgimento… ah sì e con la “rete” ovviamente.

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I cittadini come “controllori” della PA

Coinvolgere i cittadini è ancora il punto debole di qualunque progetto di realizzato dalla pubblica amministrazione. Eppure un piccolo progetto del Dipartimento della Funzione Pubblica sembra essere sulla buona strada, tanto da meritare una “convocazione” per la cerimonia di consegna dello European Public Sector Award a novembre. È la Bussola della trasparenza che offre ai cittadini l’opportunità di trasformarsi in controllori della PA e contribuire al miglioramento del nostro settore pubblico. Ne abbiamo parlato con Davide D’Amico, responsabile tecnico.

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Diffondere la cultura open data dentro e fuori l’amministrazione: l’App contest OpenRoma

Le aziende, gli sviluppatori e le associazioni interessati avranno a disposizione tutte le vacanze di Natale per finire di ultimare e presentare la propria App basata su dati pubblici, al concorso promosso dalla Provincia di Roma. Ma come si fa, in mancanza di una norma scritta, a farsi rilasciare i dati in possesso dei singoli uffici di una amministrazione per caricarli sul portale open data? Ne abbiamo parlato con Francesco Loriga dirigente dei Sistemi informativi della Provincia di Roma, che ci ha descritto il percorso di informazione/formazione intrapreso per l’avvio del portale open data provinciale. Obiettivo: un ufficio dedicato ad aprire i dati dell’amministrazione.

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Chi chiede trasparenza dia il buon esempio: un manifesto per la trasparenza delle ONG

L'open government è un processo che per realizzarsi a pieno deve necessariamente fondarsi su tre protagonisti: l'amministrazione pubblica, le imprese e la società civile. Ciascuno deve fare la propria parte e soprattutto deve dimostrare di saper mettere in atto quello che chiede agli altri. Dall'associazione Stati Generali dell'Innovazione arriva un vero e proprio Manifesto per la trasparenza delle ONG, aperto all'adesione e al contributo, con l'obiettivo di diventare una proposta internazionale al prossimo incontro sull'Open Government Partnership a Roma.

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La forza motrice dell’open government in USA non è Obama, sono gli americani

Alex Howard, meglio conosciuto come @digiphile, è uno dei punti di riferimento della comunità del Government 2.0. È il corrispondente da Washington di O'Reilly Media ed ha un blog ricchissimo di informazioni su cosa succede su temi del Government 2.0. Alex e David Osimo hanno fatto una chiacchierata via skype, l’uno da Bruxelles l’altro in un Internet café di Washington. Si comincia con un aggiornamento sullo stato dell’Open Government negli Stati Uniti e si finisce con una domanda aperta “possiamo utilizzare parte del tempo dedicato a guardare la televisione verso attività che migliorano la cosa pubblica e creano occupazione”?

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Su Wikinomics, collaborazione di massa e PA. Intervista a Anthony D. Williams

Anthony D. Williams è co-autore, insieme a Don Tapscott, di “Wikinomics. Come la collaborazione di massa sta cambiando il mondo” e MacroWikinomics, testi che mettono al centro del dibattito internazionale il tema della collaborazione di massa come motore di cambiamento strutturale. Recentemente Anthony ha lavorato in Brasile e in Europa, studiando i modi in cui la tecnologia cambia l’educazione, la scuola e l’organizzazione industriale. David Osimo lo ha incontrato via skype e  ha cominciato la chiacchierata chiedendogli un primo bilancio, a sei anni di distanza dalla pubblicazione di Wikinomics, del modello di collaborazione aperta descritto nel libro, per poi arrivare a riflettere sul "se e come la collaborazione di massa può cambiare la pubblica amministrazione". 

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Che ci fa la società civile con l’Open Government? Intervista a Tom Steinberg, mySociety

Avvicinandoci a FORUM PA 2012 (dal 16 al 19 maggio a Roma), cominciamo a preparare il terreno per rendere il più proficuo possibile ognuno degli incontri in calendario. Iniziamo ad alzare la palla a quelli che chiamiamo quest’anno i Maestri dell'Innovazione. Su scala internazionale, andiamo a conoscere e a intervistare quelli che sull’Open Government ci hanno scommesso, da prospettive diverse, con creatività e serietà. E hanno qualcosa da insegnarci. Per cominciare David Osimo ha intervistato per noi Tom Steinberg, che nel 2003 nel Regno Unito ha fondato mySociety. Per capirci, quelli di FixMyStreet e TheyWorkForYou.

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Apps in the City. Quando le apps arrivano in città

La città è per vocazione al centro dell'amministrare 2.0. Così, seguendo il paradigma di una amministrazione partecipata, smart e capace di resilienza le città sviluppano la loro multiforme anima digitale. Cosa succede quando arrivano le Apps? Ne abbiamo parlato in skype video con Paolo Coppola, assessore all'Innovazione di Udine, Lorenzo Marchionni, presidente della fiorentina Lineacomune spa e Elena Rapisardi, esperta Protezione Civile - Emergency management. 

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A ciascuno il suo Open data. Quello italiano viaggia in bottom up

A ciascuno il suo Open data, verrebbe da dire. Infatti, se da un lato assistiamo ad una spinta diffusa per la messa on line di dati pubblici in formato aperto, dall’altro rileviamo che di contesto in contesto mutano gli output e i modelli adottati. Nel momento in cui l’Italia sembra allinearsi “ufficialmente” all’ondata open data già dilagante in Europa, ci siamo chiesti se c’è e quale è il modello italiano. Ne parliamo qui con Anna Cavallo, CSI Piemonte. Non solo perché Regione Piemonte è stata la prima amministrazione a mettere on line dati in formato aperto, ma anche e soprattutto perché dati.piemonte.it si è rivelato, ad oggi, il centro nevralgico di un importante percorso di avanzamento dell’open data sui territori italiani (ed è proprio il caso di usare il plurale). 

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