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La Smart City del mediterraneo: creatività e tecnologia, l'esempio di Palermo

Esiste un modello di smart city del mediterraneo? Lo chiediamo a Jesse Marsh che, in occasione della prima edizione di Smart City Med, individua nella città di Palermo un tipico esempio di città intelligente mediterranea. La caratteristica infatti di questo modello urbano è quella di saper coniugare la creatività, tipica del tessuto sociale del mezzogiorno, con la tecnologia e il dialogo. Da questo laboratorio escono cose nuove, spesso inaspettate, che si presentano come le risposte più idonee ai bisogni delle persone.

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Password 2012, una primavera di ascolto e partecipazione

La crisi di risorse pubbliche per la cultura, dato ormai inconfutabile, impone la ridefinizione degli strumenti istituzionali di promozione, sostegno, sviluppo, in sintesi di “politica culturale” delle città, rendendo necessaria una vera e propria rivoluzione, che metta la cultura in testa alle priorità di una città. L’esperienza di Password, un progetto curato da Paolo Dalla Sega (docente di Progettazione culturale e di Valorizzazione urbana all’Università Cattolica di Milano) per l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento, è un prodotto di questo pensiero contemporaneo sulla cultura e sulle politiche culturali, basato sulla cultura della partecipazione e sulla “partecipazione alla cultura”.

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Nicos Komninos: la smart city nasce dall'intelligenza collettiva

Nicos Komninos è professore ordinario in Urban Development and Innovation Policy presso l’Aristotele University of Thessaloniki. Inoltre è il fondatore e il direttore dell’Urban and Regional Innovation (URENIO) Research, uno dei principali centri di ricerca a livello mondiale nello studio delle modalità di integrazione delle tecnologie digitali nei contesti urbani, con particolare riferimento ai modelli della digital city, dell’intelligent city e della smart city. Sarà uno dei protagonisti di Smart City Exhibition 2013.

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Intervista a Juan Pablo Espinosa, Agenda Digitale e sociale Quito 2022

Smart City Exhibition 2013 ospiterà Juan Pablo Espinosa, coordinatore dell'Agenda Digitale e sociale di Quito 2022. Juan Pablo Espinosa è anche il coordinatore del quattordicesimo incontro iberoamericano delle città digitali, XIV Encuentro Iberoamericano de CiudadesDigitales - organizzato da AHCIET (l'associazione americana dei Centri di Ricerca e  delle Aziende di telecomunicazione) con il sostegno del Comune di Quito – che si terrà a settembre e durante il quale verrà presentata anche Smart City Exhibition.

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Fundao, una piccola Human Smart City. Intervista a Jean Barroca, Alfamicro

La Smart City è fatta soprattutto di persone, di cittadini attivi che prendono parte al processo di cambiamento e rigenerazione della città. Questa la visione fondamentale sulla Human Smart City prospettata a FORUM PA 2013 da Jean Barroca, membro della giunta del Comune di Fundao e ricercatore presso Alfamicro. Jean Barroca è stato relatore del convegno Co-creare soluzione Smart.

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Smart Cities Learning: la tecnologia per una città partecipata e formativa

Carlo Giovannella docente di Interfacce e Sistemi Multimodali e Fisica generale presso la laurea di Scienze e Tecnologie dei Media e di Design delle Esperienze presso la laurea di Teoria e Dedign dei Nuovi Media del Dip. di Scienze e Tecnologie della Formazione dell’Università di Roma Tor Vergata. Si occupa da 20 anni di linguaggi della contemporaneità a base tecnologica: la sua attività ha come focus principale la il “Design per le esperienze” e in particolare la comunicazione mediata dalle tecnologie, l’interazione naturale uomo-macchina, gli ambienti fisici aumentati e sensibili, gli ambienti virtuali collaborativi e socializzanti, le città e i territori smart, l’ innovazione di processo e di prodotto. Con lui abbiamo parlato di Smart Cities Learning e affrontato i temi relativi alla tecnologia che aiuta la città ad essere partecipata e formativa.

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"Connected life": se le città imparano dai cittadini ad essere più intelligenti

Alberto Marinelli, docente di Teoria e Tecnica della Comunicazione e dei Nuovi Media alla facoltà di Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma, ci spiega qual è il ruolo della comunicazione multimediale in una smart city e quali sono gli strumenti attraverso i quali le PA possono incidere sui comportamenti dei cittadini creando le condizioni per la realizzazione di una città intelligente.

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Una città smart sa ascoltare e aprirsi alle novità

Ascolto come metodo e nuove tecnologie come strumenti. Queste le chiavi di una città smart secondo Flavia Marzano, Presidente dell'Associazione Stati Generali dell'Innovazione.

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Piccolo è intelligente? La smart city nelle soluzioni dei comuni italiani

Nei piccoli centri le tecnologie non trasformano la vita del cittadino facilitandone l’accesso ai servizi pubblici né ha molto senso applicarle a sistemi di mobilità urbana, come accade nei modelli dominanti di smart city. Per questi centri c'è invece la necessità di individuare esigenze, problemi e soluzioni applicabili alla propria realtà. Come fare? Si può partire con l'individuare le esigenze ma si può anche partire con il condividere le soluzioni. Perciò nasce Piccolo è Intelligente?, uno spazio on line di condivisione di pratiche intelligenti e sostenibili per le città d’Italia. Ce ne parla Dimitri Tartari, assessore a Innovazione tecnologica, Comunicazione e Politiche giovanili di San Giovanni Persiceto, tra i promotori dell'iniziativa.

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Enabling city. L'innovazione sociale (spesso) succede dove meno te lo aspetti

“Enabling” con un termine un po' evocativo di manuali di pedagogia può tradursi in italiano con “abilitante”. Ma è un po’ il contrario di quel che sembra, perché l’enabling city è in realtà una città che sa imparare. Dai cittadini e dalle comunità che la abitano, la animano, la migliorano, risolvendo i problemi che la attraversano. Spesso in modi imprevisti e nei luoghi su cui meno si scommetterebbe. “Enabling City” è il progetto di Chiara Camponeschi che si occupa di innovazione sociale nell'ambito della sostenibilità urbana e della governance partecipativa. “Per me – ci spiega Chiara - una città è veramente “enabling” quando lascia spazio alla collaborazione, alla sperimentazione, alla trasparenza. Quando mette cioé a disposizione fondi, infrastrutture e un progetto politico per stimolare l'empowerment di comunità locali che si attivino per contribuire al cambiamento”.

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