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Digital divide in calo in Emilia-Romagna con banda larga per 80mila cittadini in più

Accesso alla banda larga per 80mila cittadini in più dell’Emilia-Romagna, finora esclusi dal servizio, e riduzione del digital divide dal 12 al 10%. Il tutto grazie ad una serie di interventi di adeguamento sulle reti del territorio.

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Due milioni di italiani coperti dalla banda larga, il digital divide si riduce... ma non basta

Nonostante gli 800 milioni “fantasma” il piano Romani negli ultimi dodici mesi è andato avanti, riuscendo a raggranellare quasi 250 milioni di euro tra fondi europei, nazionali, regionali e locali. Oggi gli italiani senza banda larga sono poco più di 5 milioni, ma l’Europa (e la competizione globale) ci chiede di più.

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Una road map per lo sviluppo della banda larga

Quasi metà degli italiani (47%)  non ha un collegamento ad internet, e appena il 39% delle famiglie è collegata in banda larga. In ritardo sul resto d'Europa urgono azioni che finora non sono state messe in campo in maniera efficace. Per superare questa rovinosa impasse, l’Osservatorio "Il Futuro della Rete" propone una Roadmap per la digitalizzazione del Paese: 5 azioni strategiche e un piano di investimenti sulla banda larga.

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"Provincia Wi-Fi": a Roma altri 250 hot spot per navigare gratis

Roma punta a diventare la città con l'area wi.fi libera più vasta d'Italia, e lo fa con un programma di sviluppo ambizioso del piano "Provincia Wi-fi". 7 milioni di euro per raggiungere 3 obiettivi:

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Italia e banda larga, la strana coppia

I f%*king hate networking.

Foto di ▄█▀▐█▌█▄▐█▌

Quando si parla di Italia e di banda larga bisogna purtroppo essere preparati a gestire lo sconforto. Niente di nuovo, sia chiaro, i dati Eurostat vedono il Bel Paese ancora indietro sull’uso della banda larga: in un' Europa in cui una persona su due usa internet ogni giorno, alla fine del 2009 meno di quattro famiglie su dieci hanno una connessione internet ad alta velocità, ben al di sotto della media Ue, salita quest’anno al 59%.

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Il nuovo ciclo di infratel: in due anni 500 centrali in fibra

In una recente intervista al Corriere delle Comunicazioni Domenico Tudini, Presidente di Infratel dal 2007, annuncia i nuovi piani di sviluppo della banda larga della società.

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La fibra al posto del doppino per un'Italia competitiva. La relazione AGCOM 2009

Se l’Italia vuole competere a livello europeo nelle telecomunicazioni non ci sono alternative alla Fibra. Lo aveva detto un anno fa e oggi, a 12 mesi di distanza, Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM), lo ripete nella relazione annuale 2009, costatando, con un po’ di amarezza, che in tutto questo tempo non è stato fatto praticamente nulla per realizzare una rete in fibra ottica capillare ed efficiente.

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Rapporto Caio: censimento delle reti, scorporo telecom e “banda larghina”

L’infrastruttura a banda larga è una necessità per il paese e la politica deve fare la sua parte. Questa, in estrema sintesi, la risposta che Francesco Caio ha offerto, con il suo Rapporto, al suo committente: il Ministero per lo Sviluppo Economico, nella persona di Paolo Romani, già Sottosegretario, ora Viceministro alle Comunicazioni.
Al rapporto Caio, infatti, si chiedeva di analizzare quale fosse l’attuale situazione del nostro paese in tema di infrastrutture di rete, che tipo di scenari si profilassero all’orizzonte e che tipo di direzione si dovesse dare alle politiche pubbliche in tema di sviluppo della rete.

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Banda larga: per Brunetta non servono maggiori investimenti

Lo scorso 9 giugno il ministro Brunetta ha sostenuto la necessità di innovare la PA valorizzando le risorse e le infrastrutture che già esistono. L'innovazione a costo zero, sostiene Brunetta, è possibile, ma come la mettiamo con lo sviluppo della banda larga e dei servizi interattivi sulla rete su cui l'Italia arranca?

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Il "Rapporto Caio": Portare l’Italia verso la leadership europea nella banda larga

Il 12 marzo scorso è stato consegnato al Governo il Rapporto di Francesco Caio (intitolato Opzioni di politica industriale per la banda larga) che analizza, in un centinaio di pagine, la politica industriale del nostro Paese riguardo la rete e si interroga sulle strategia per capire dove l’Italia vuole collocarsi tra 5-6 anni nel mercato della broad band, in termini di copertura e penetrazione della fibra per le comunicazioni.

Il Rapporto Caio suggerisce tre opzioni:

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