Cerca: Saperi PA, Articolo, PA digitale, open government

Risultati 1 - 10 di 66

Risultati

Smart disclosure e "government as a platform"

La smart disclosure (rilascio intelligente) consiste nell’esportare verso il web in modalità machine-to-machine i nostri dati personali detenuti dalle varie PA e da altre entità (banche, associazioni di categoria). Mediante l’uso di tecnologie di autorizzazione digitale, l’esportazione si rivela sicura poiché ogni dato viene fornito solo previa autorizzazione digitale del proprietario stesso. La smart disclosure aprirebbe scenari assai innovativi, tra cui la fine del monopolio della PA sui servizi di eGovernment e la realizzazione del “government as a platform”.

Leggi tutto

Passi avanti per l'Italia in e-government ed e-Participation: United Nations e-Government Survey 2014

Dal 2003 le Nazioni Unite rilevano lE-government Development Index (EGDI) che misura, in una scala da 0 a 1, il livello di sviluppo di e-government di ogni paese in relazione allo sviluppo degli altri membri, componendo tre dimensioni: capitale umano, servizi online e infrastrutture. Da quanto emerge dall’indagine del 2014 E-Government for the Future We Want, l'Italia migliora in governo elettronico e parecchio in partecipazione.

Leggi tutto

€800 ogni anno, le tasse che ci chiedono i Comuni

Quanti soldi diamo al Comune ogni anno? Nel 2012, fra i grandi Comuni, Venezia e Roma erano le città con più tasse e imposte, con oltre €1.000 a cittadino. La media all’anno raggiunge €800 pro capite. Se vi siete mai chiesti quanti soldi all’anno sono spesi in tasse e imposte al Comune,openbilanci.it è lo strumento che fa per voi. Nella sezione dedicata alle classifiche, è possibile confrontare gli oltre 8000 Comuni italiani nelle varie voci di spese ed entrate.

Leggi tutto

Open Data come servizio territoriale: lo scenario Smart Region

Con il diffondersi dell’idea di Open Data – che la cosa pubblica amministrazione metta a disposizione le informazioni che detiene – si va allargando pure l’ambito della sua applicazione. Diventano oggetto di accesso libero non soltanto i dati di una determinata amministrazione comunale, ma i dati di altri enti pubblici oppure dei comuni limitrofi. Ad esempio, Il Patto di Ventimiglia, che riunisce 54 comuni intorno alla città di Palermo con obiettivi di sviluppo condivisi, elenca l’Open Data e servizi Smart Cities tra gli obiettivi del Protocollo d’intesa recentemente firmato. C’è un problema però: chi deve gestire l’Open Data per conto di tutti questi Comuni? Ventimiglia di Sicilia, il Comune promotore dell’iniziativa, conta 2,223 abitanti; deve istallare una infrastruttura Smart City o aprire un portale Open Data tutto suo, così come gli altri 53?

Leggi tutto

OpenSiope: un’opportunità che non può essere sprecata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Openpolis un commento all'annuncio dell'apertura dei dati dei sistema SIOPE. La Ragioneria dello Stato ha stabilito che entro il 16 Giugno 2014 saranno liberamente accessibili online le informazioni della banca dati Siope. Ma con quali modalità? Ecco le proposte di Openpolis per una OpenSiope.

Leggi tutto

Open data: nessuna rivoluzione senza community

L’appuntamento del prossimo 28 maggio a FORUM PA è l’occasione per presentare l'applicazione concreta del modello "Open data Engagement" proposto da FORUM PA. L'obiettivo è andare oltre la trasparenza iniziando a riconoscere nei dati pubblici uno strumento concreto per creare valore. Il portale open data che la Regione Lazio sta progettando, infatti, punta a rendere operativo il modello. Insieme a due protagonisti Vittorio Alvino e Francesco Loriga ci immergiamo nel tema e scopriamo tutto quello che “open data” dovrebbe essere e, invece troppo spesso, non è. 

Leggi tutto

Open Data: obiettivo cancellare la "macchia di leopardo"

Per far crescere e maturare capillarmente la cultura Open Data su un territorio è necessario mettere in campo iniziative che, operando a diversi livelli di profondità, valorizzino le eccellenze, permettano un confronto proficuo tra iniziative differenti e colmino il divario tra le realtà più avanzate e quelle più arretrate. Il ruolo delle Regioni in questo processo è fondamentale e deve essere portato avanti lavorando in stretta sinergia sia col livello territoriale che con quello nazionale. La Regione Lombardia si candida ad essere un ottimo modello di questo processo di concertazione multilivello. Cogliamo l’occasione del recente documento sugli standard regionali per l’Open Data, per approfondirlo.

Leggi tutto

Dall’Open Data al “data as a service”. Il progetto Homer

Nella catena del valore dovremmo passare dai “Dati pubblici liberi” ai “Dati pubblici utilizzati”. Purtroppo non sempre succede, anzi molto spesso, ci si ferma al solo valore della trasparenza desumibile dalla esposizione dei Dati pubblici sul web che, fra l’altro, dovrebbe avvenire per legge, ma così non è.

Leggi tutto

Se dici Open Data dici Open Census

In un immaginario (abbastanza) collettivo, quando dici dati dici Istat e quando dici Istat dici Censimenti. “Il Censimento è una roba che se non ci fosse bisognerebbe inventarla”, diceva Andrea Nelson Mauro, data journalist e attivista dell’open data italiano, introducendo il Data Lab #Censimenti - Open Census, promosso da Istat lo scorso ottobre a Smart City Exhibition 2013. Alle soglie dell’Open Data Day 2014 che arriva a margine dell’ultima tornata censuaria (Popolazione, Agricoltura, Industria e servizi e Non Profit)  ci addentriamo in questa relazione dalla natura fortemente complementare: la community open data da un lato, l’Istituto nazionale di statistica dall’altro.

Leggi tutto

La partecipazione, nella democrazia rappresentativa, rimane un dilemma irrisolto

Il tema della partecipazione pone un importante dilemma quando si parla di democrazia rappresentativa. Le iniziative più inclusive, infatti, sono quelle che si collocano fuori dal sistema politico tradizionale, nel quale, invece, i partecipanti non rispecchiano le caratteristiche socio-demografiche della popolazione. I cittadini più privilegiati sono più rappresentati nel sistema politico, mentre le iniziative non tradizionali vedono una forte partecipazione più allargata. Pubblichiamo un articolo di Tiago Peixoto in cui un confronto tra la presenza dei cittadini alle elezioni politiche newyorkesi del 2009 e al Bilancio Partecipativo (sempre di New York) del 2012, induce a riflettere sul valore e sul peso della partecipazione.

Leggi tutto