Cerca: Saperi PA, scuola digitale

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Socloo, arriva la social school dove lo studio è condiviso

Si chiama Socloo, si legge “so-clù” ed è l’acronimo di SOCiaL schOOl, la prima vera piattaforma italiana di social learning, ovvero che si ispira alle dinamiche dei social network e alle piattaforme di e-learning. E’ assolutamente gratuita e soprattutto sicura e protetta. Ambisce a dare una scossa alla scuola italiana e un valido aiuto agli insegnanti che vogliono innovare la loro didattica. Socloo si rifà al concetto della classe scomposta e della didattica capovolta è connettendo in rete insegnanti, studenti e presto anche i genitori.

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Scuola come motore di innovazione, sviluppo e collante territoriale. Ruolo del digitale e consigli pratici per la realizzazione di incubatori di progettualità

Nel seminario, Carlo Giovannella presenta un modello e la relativa rete di supporto creati per sostenere la concreta realizzazione di incubatori di progettualità - Teeming bubbles - allo scopo di favorire il recupero della centralità della scuola, rimotivare studenti e docenti, fluidificare i rapporti tra i portatori di interesse, favorire l’innovazione sociale e lo sviluppo territoriale.

Scuola, giustizia e sanità, a #FPA2015 i grandi temi dell'Italia digitale

L'Italia digitale, la PA connessa e informatizzata sono solo parole se questi obiettivi non incidono poi nella nostra vita. Tre grandi servizi pubblici: scuola, sanità e giustizia, possono essere trasformati da un'innovazione radicale se applichiamo intelligentemente le tecnologie. Nel prossimo FORUM PA ci confronteremo su quel che si è fatto e quel che resta da fare.

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La digitalizzazione della scuola e la responsabilità di riformare un sistema

L’introduzione del digitale nella scuola è in ritardo come un po’ in tutte le amministrazioni del Paese e non è solo un problema legato alle infrastrutture. La scuola è parte della pubblica amministrazione e risente in pieno dell’approccio inefficiente e viziato da una cultura per la quale il pubblico, ciò che è di tutti, è di ‘nessuno’ e rappresenta spesso l’oggetto di interessi non proprio leciti: la mancanza di attenzione all’efficacia delle azioni intraprese, il non fissare e non verificare i risultati da conseguire rende inutile e ‘spreco’ ogni spesa. Gli effetti di questa impostazione ricadono su tutti noi e le nuove generazioni già ne subiscono le pesanti conseguenze.

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A Scuola di OpenCoesione: educazione civica elevata al digitale

Mentre leggete questo articolo oltre 2.000 studenti e circa 100 docenti, insieme, stanno imparando a cercare, analizzare ed elaborare dati aperti (Open Data), per monitorare come i fondi pubblici vengono spesi e intervengono sul loro territorio. Questo avviene nelle scuole secondarie superiori su tutto il territorio nazionale selezionate per partecipare al percorso didattico “A Scuola di OpenCoesione” [ASOC]. Studenti e docenti coinvolti sono chiamati a costruire un progetto di ricerca sul loro territorio, utilizzando metodologie di ricerca avanzate, elaborando dati aperti, sperimentando attività di monitoraggio civico a partire dalle informazioni che si possono trovare su OpenCoesione, il portale che pubblica bimestralmente i dati sullo stato di avanzamento dei progetti finanziati con le politiche di coesione in Italia.

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Serve un nuovo modello educativo, l'educazione per la vita

È dal 1977 che in Italia non si registra un tasso di disoccupazione giovanile così elevato, oltre il 35 per cento. Il lavoro è finito? Come aveva predetto anni fa l’economista Jeremy Rifkin, c’è sicuramente un lavoro che è finito, quello legato alla carriera e agli scatti di anzianità, all’occupazione unica di tutta una vita. Insieme alle nuove generazioni, a partire dalla scuola, dobbiamo imparare ad essere job creator, il lavoro si crea. Ma come? Da dove cominciamo? Se è vero che i mestieri del futuro non esistono ancora, non bastono le competenze digitali. Serve un nuovo modello educativo e uno strumento per diffonderlo sul territorio, dal basso. Per questo abbiamo lanciato la Rete nazionale delle Palestre dell’Innovazione, per una cultura diffusa dell’educazione per la vita. Servono conoscenze, competenze e valori.

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Il pensiero computazionale tra i banchi di scuola: il progetto che ha coinvolto più di 200mila studenti

Programma il Futuro nasce a giugno 2014 come iniziativa di due docenti universitari, Enrico Nardelli dell'Università di Roma Tor Vergata e Giorgio Ventre dell'Università di Napoli Federico II, per fare entrare il coding in Italia nella Scuola dalla porta principale, ossia facendolo inserire nella normale pianificazione didattica delle classi. Il progetto è stato adottato dal MIUR nell’ambito del programma #labuonascuola e vede come partner ufficiale del Ministero il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, che unisce i docenti di Informatica di 39 università italiane.

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Nativi digitali, cittadini di domani. Scuola, competenze e responsabilità

La scuola e, in generale, le politiche e i programmi formativi sono sempre stati dei temi caldi nel nostro Paese. Un calderone in cui rientrava un po' tutto, ma che ora rischia di rovesciarsi rovinosamente davanti alle nuove sfide del mercato del lavoro, della società e dell'economia. Sfide che il sistema sembra non recepire. Come ha testimoniato il Direttore di FORUM PA Gianni Dominici, nell'editoriale che apre questo dossier, la scuola oggi non è pronta nel formare gli adulti di domani, non parliamo di aule senza PC - anche se pure non è un buon punto di partenza - ma di un modello di insegnamento e di programmi non al passo con i nuovi strumenti. In questa sede intendiamo aprire una discussione, a cui speriamo che partecipino tutti coloro che ritengano di poter portare un contributo interessante, uno spunto di riflessione in più volto a innovare l'attuale modello didattico. Il presente dossier è solo l'inizio di un lavoro il cui work out avrà luogo in occasione di un evento dedicato a FORUM PA 2015.

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Torino, Scuola 2.0: banda ultralarga e lezioni di infomatica per docenti

Dodici scuole elementari e medie di Torino saranno connesse con rete a banda larga in tutto l’edificio scolastico, agli insegnanti si farà formazione informatica e sarà prevista nelle aule l’assistenza tecnica. In quegli istituti scolastici si lavorerà a diffondere la didattica innovativa e digitale, l’informatica, il pensiero computazionale.

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