Cerca: Saperi PA, Editoriale, PA digitale, e-government

5 risultati

Risultati

Ministro si, Ministro no. Ma serve o non serve un ministro per l’innovazione?

Nella storia dei Governi italiani dal 1948 ad oggi in solo quattro Governi c’è stato un Ministro dell’Innovazione. Tra i 27 Paesi dell’Unione Europea 11 Paesi hanno un Ministro con una delega specifica per l’innovazione o la Società dell’Informazione in generale insieme a deleghe per la ricerca o la scienza. Negli altri paesi l’innovazione tecnologica è trasversale ai vari dicasteri. Insomma le scelte sono diverse. Ma se in sé non è un dramma se nello scarno Governo Monti non c’è un Ministro delegato all’Innovazione, perché allora io sono così preoccupato? Perché è un fatto incontrovertibile che l’Italia è attualmente ai margini nella geografia mondiale dell’economia digitale. Ma senza economia digitale non c’è sviluppo e non c’è crescita neanche in termini di qualità della vita e sostenibilità. Non è possibile però risalire la china senza scelte coraggiose, che per loro definizione sono politiche.  Vediamo quali… 

Leggi tutto

E-government, indietro tutta

La presentazione dei risultati dell'Egovernment Report ci da l'occasione per riflettere sull'andamento del processo di digitalizzazione della nostra Pubblica Amministrazione. I risultati complessivi, descritti in circa 180 pagine, purtroppo non fanno che confermare le tendenze già in atto da diversi anni e da noi più volte commentate: la prima fase dell'e-government, inteso quale processo di informatizzazione incentrato prevalentemente sulle strutture e sui processi esistenti, è da considerarsi conclusa con diversi risultati raggiunti, molte aspettative tradite e svariati obiettivi mancati. E in un contesto complessivamente deludente l'Italia non figura essere la prima della classe, tutt'altro.

Leggi tutto

PA digitale? Io l’ho vista…

...ma non era dove la cercavo. Qualche settimana fa avevo lamentato in un editoriale di non riuscire a vedere un effettivo progresso nel campo cruciale dell’innovazione tecnologica della PA. Tre fatti avvenuti in questi giorni mi hanno convinto che ero io che non guardavo dalla parte giusta. In realtà non è verso il Governo centrale che dobbiamo rivolgere il nostro sguardo, ma verso la capacità di progettazione e di coesione delle istituzioni che sono sul territorio.

Leggi tutto

Occasione perduta?

In un recente editoriale lamentavo che la PA digitale fosse ormai da aggiungere alle tante riforme perdute da far cercare a “Chi l’ha visto?”. Immediatamente ho avuto l’indignata reazione di molti che in questi anni ci hanno lavorato e creduto e che magari hanno anche ottenuto, nel loro settore o nel loro territorio, risultati apprezzabili. Per non incorrere in quello che Michele Serra ha magistralmente descritto come “pensiero sbrigativo”, che tanto successo ha ora nella politica, cerco di argomentare meglio il mio ragionamento dividendolo (Bacone insegna) in pars destruens e pars adstruens, insomma in criticità e proposte. Non è un elenco “sbrigativo” io ci ho lavorato un bel po’ di tempo, quindi altrettanto ve ne chiedo. Armatevi di un po’ di pazienza e prima di criticare leggetelo tutto.

Leggi tutto

PA digitale, chi l’ha vista?

Cominciamo da un aneddoto: mi sono trovato ieri ad un tavolo con molte delle aziende multinazionali di ICT che operano nel mercato pubblico italiano. Nella chiacchierata (era un tavolo sulla sanità elettronica) l’umor nero era generalizzato: tutte, ma proprio tutte, le aziende lamentavano che il ruolo del public sector italiano è sempre più calante nel panorama internazionale, che le case madri disinvestono dalla PA italiana sia in termini di persone, che di risorse per la ricerca e quindi di innovazione, che il mercato appare sempre più confuso, frammentato in piccole e piccolissime iniziative e lento nelle decisioni.

Leggi tutto