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Il riduzionismo normativo e comunicativo che blocca l’innovazione

Tre eventi sugli Open Data degli scorsi giorni, apparentemente slegati tra di loro, mi hanno fatto riflettere sui limiti e le possibilità delle politiche dell'innovazione in Italia. L'immagine che ci viene restituita è quella che conosciamo bene di un paese ricco di energie vitali, con singole eccellenze distribuite a macchia di leopardo, ma che non fa sistema, non ha una visione che lo porta a non reggere i confronti internazionali. Non possiamo continuare a considerare l'innovazione come uno slogan da usare a tempo debito, come la foglia di fico per coprire la vergogna delle nostre inefficienze.

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Chiarezza chiarezza, mi punge vaghezza di te... la travagliata vita dell'Agenzia per l'Italia digitale

Così cominciava una bella canzone politica di quando ero giovane. Mi torna in mente stamattina quando ci svegliamo, dopo l’annuncio delle dimissioni di Alessandra Poggiani da direttrice dell’AgID, senza più una guida per la già tanto travagliata strategia per l’Italia digitale, ossia per risalire il baratro nelle classifiche internazionali nel campo probabilmente più importante per l’occupazione e lo sviluppo sostenibile.

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L'Italia al contrario, come allontanare i ragazzi dall'informatica

Il tema delle competenze nella scuola, e di quelle tecnologiche in particolare, è uno degli argomenti ricorrenti nel nostro paese tanto da sfiorare la logica del tormentone: dalla politica delle famose tre i ai ricorrenti proclami dell’importanza di una scuola più moderna e tecnologica. Purtroppo i risultati non si vedono, rapporti ed indici internazionali non fanno che confermare la marginalità delle nostre politiche su questo tema e il ritardo operativo su tutti i fronti. Due casi personali che si inseriscono in questo contesto purtroppo noto.

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FORUM PA 2014: laboratorio di innovazione

Nelle ultime settimane si è messo in moto un vorticoso processo di cambiamento nella politica e nell’organizzazione stessa della Repubblica che avrà importanti conseguenze anche sulla vita delle amministrazioni, delle imprese e dei cittadini. E’ stata annunciata una riforma dell’amministrazione, che ancorché vada meglio definita, presenta già importanti e rivoluzionari segnali di discontinuità. In questo contesto a cosa serve e cosa può fare FORUM PA?

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Ex malo bonum? Come trarre del bene dall'ennesima crisi di Governo

Con questo motto cristiano Sant'Agostino ci invitava a considerare come dal male assoluto - la condanna, la tortura e la crocifissione di un innocente -  potesse venire un bene universale. Molto più umilmente mi chiedo, in questa serata di sconcerto, se dall'ennesima transizione di Governo senza elezioni, e quindi decisa all'interno della politica politicante, si possa trarre qualche beneficio. Comincio dai dati. Non ci troviamo affatto di fronte ad un'anomalia: dei 61 Governi che si sono succeduti nella Repubblica (durata media  di poco più di un anno) 44 non sono immediatamente derivati da elezioni politiche. Al limite possiamo dire che si ritorna al passato, quando i cambi, gli sgambetti e i rimescolamenti nella stessa legislatura erano la norma. 
Ciò detto, spinto da un'inguaribile perversione che mi spinge all'ottimismo, cerco di capire quali cose dovrei vedere per dire che alla fine ne è valsa la pena

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Parte il 2014: prendiamo impegni, troviamo soluzioni

Le parole d’ordine che ci sentiamo di lanciare in questo inizio 2014 sono parte integrante della nostra storia: concretezza negli impegni e nelle soluzioni possibili; massima attenzione all’innovazione basata sulle competenze e le professionalità; promozione della connettività tra i soggetti attivi perché lavorino insieme come un sistema coeso.

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Forconi? "qu'ils mangent de la brioche!"

E’ la frase che si attribuisce a Maria Antonietta quando le annunciarono, appena prima della rivoluzione, una rivolta con i forconi di un popolo che non aveva più pane. Il rischio che la politica risponda completamente fuori tono alla protesta di piazza esisteva allora ed esiste ora quando alla rabbia disperata la risposta arriva incomprensibile e distorta. E vedo la rabbia di casa anche nel pubblico impiego.
Mi aggiro quindi tutti i giorni tra gli uffici pubblici e i commenti che quotidianamente vengono postati a latere degli articoli nostri e dei vari quotidiani online, per comprendere le ragioni che sono alla base di una rabbia vera, quella che può animare per mesi piazza Tahrir, separandole dai momentanei sbuffi che al massimo producono qualche “Vaffa”. Ne è uscito un sommario e provvisorio elenco delle cose che appaiono ora, nella PA, assolutamente insopportabili e che devono quindi trovare risposte adeguate (pane non brioche) immediatamente (settimane, non mesi, né tantomeno anni), per evitare che “i forconi” trovino nell’impiego pubblico altra truppa per riempire le piazze.

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Cinque miliardi europei alle città italiane: una sfida che non si può perdere

Per invitarvi a venire a “Smart City Exhibition” che si apre a Bologna mercoledì 16 ottobre per chiudersi venerdì 18 vorrei condividere con voi la mia preoccupazione per un dato di fatto certamente positivo, ma che, senza interventi decisi, sarà foriero di grandi delusioni.
Nei prossimi sette anni arriveranno, dall’Europa direttamente sulle città italiane, almeno cinque miliardi di finanziamenti per l’innovazione. Una pioggia di soldi che è certo una grande opportunità, ma anche una sfida. Una sfida che perderemo certamente senza cambiamenti strutturali nel modo di progettare gli interventi, nella governance dell’innovazione, negli strumenti di partnership tra pubblico, privato e cittadinanza attiva; senza impostare infine una nuova sinergia che eviti frammentazioni egoistiche e promuova collaborazione, standardizzazione delle soluzioni, condivisione dei percorsi. Cosa possiamo fare subito e tutti insieme per non bruciare questa occasione?

Per avere qualche speranza di spendere questi finanziamenti in modo strutturalmente utile per la nostra economia dobbiamo infatti cambiar passo, ma nessuno può farlo da solo. Governo centrale, Parlamento, governi locali, amministrazione pubblica, imprese, università e mondo della ricerca, forze sociali, terzo settore e cittadinanza attiva sono tutti coinvolti e tutti responsabili. Li abbiamo raccolti a Bologna per tre giorni a confrontarsi e a progettare il nuovo.  Vorrei che ci foste anche voi, qui trovate la pagina per accreditarvi all’ingresso e iscrivervi agli eventi congressuali e formativi. "Cominciamo con esaminare ora i finanziamenti in arrivo....

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SMART City Exhibition 2013: innovare le città per rilanciare il paese

“L’Italia è di per sé una nazione smart: la sua bellezza e le sue piazze generano relazioni e connessioni positive. Ma non deve accontentarsi e rinunciare alla possibilità di innovare. Questo Paese deve fare sistema appellandosi a tutte le sue forze”. Così il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Graziano Del Rio, ha presentato la seconda edizione di Smart City Exhibition, la manifestazione promossa e organizzata da BolognaFiere e FORUM PA, che si svolgerà a Bologna dal 16 al 18 ottobre.

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Riprendiamo a costruire il futuro

In questo momento difficile per il Paese, sospeso tra barlumi di ripresa e morsi della crisi e confuso da una politica sempre meno comprensibile, bisogna avere il coraggio di non smettere di immaginare e operare per il futuro in cui vorremmo vivessero i nostri figli (stay hungry, stay foolish diceva Jobs). Noi ci proviamo cominciando a confrontarci su come costruire le città del futuro, perché è nelle città e nelle loro strade che che si sviluppano problemi e contraddizioni, ma si trovano anche soluzioni.

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