Cerca: Saperi PA, SCE2013, unione europea

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Cosa significa adattamento?

Cosa significa creare una rete di città? Quali possono essere le difficoltà e le esigenze, spesso diverse, che le città possono mostrare lungo il percorso? Il progetto EU Cities Adapt mira ha creare proprio una piattaforma che aiuti le città aderenti a sviluppare sulla base delle proprie capacità una strategia di adattamento e, allo stesso tempo, dare assistenza nell’attuazione della strategia. Tra le città aderenti ci sono anche le italiane: Padova, Ancona e Alba.

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Una strategia nazionale per lo sviluppo urbano

Secondo Valentino Castellani, Vice presidente di Torino Strategica, occorre superare l’alta frammentazione del nostro paese. Il piccolo comune all’interno dell’area metropolitana ha dei vantaggi in termini di funzioni e servizi, ma bisogna costruire un “pensatoio” nazionale delle politiche urbane per mettere insieme nicchie di eccellenza (amministrazione, centri di ricerca, università) e proseguire step by step.

La smart City va oltre la sfera politica

È importante lavorare sui modelli istituzionali. È necessario allargare i confini, collaborare e non comprimere l’identità delle comunità locali. Secondo Mauro Bonaretti, Capo di Gabinetto del Ministro per gli Affari Regionale e le Autonomie, una smart city nasce solo se vi sono progettualità, sfide strategiche, software e hardware per competere con le altre città europee. La legge deve essere il quadro di opportunità e opzioni, poi saranno gli attori sul territorio a decidere come muoversi.

Città metropolitane: i fondi UE come supporto alle politiche

Secondo Marco Magrassi, Coordinatore per le politiche urbane dell’Unità di Valutazione degli investimenti pubblici del Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero Sviluppo Economico, sulle 14 aree metropolitane ricadono 41,8miliardi di fondi. Tuttavia solo l’1% di questi viene gestito direttamente dai Comuni e solo su questo hanno impegnato e concretizzato le loro azioni. Occorre che tutte le città metropolitane utilizzino i fondi UE, non solo negli ambiti tradizionali, ma anche in quelli metafisici.

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Città metropolitane: grande opportunità, ma ancora enormi deficit

Oggi la competizione è tra sistemi locali, non vince l’azienda ben organizzata, ma i diversi sistemi esistenti se integrati e coordinati. I 2/3 del Pil sono localizzati nelle città metropolitane, come anche le iniziative di innovazione, ma c’è una grande contraddizione al loro interno, divise come sono tra potenzialità e arretratezza. Secondo Enzo Bianco, Sindaco di Catania, è insopportabile il deficit della governance e dei meccanismi istituzionali di queste aree urbane.

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Ricerca, innovazione e impresa: ecco dove investire

Responsabile dello sviluppo urbano e della coesione territoriale alla Commissione Europea Direzione Generale per la Politica Regionale, Piskorz sottolinea l’importanza di focalizzarsi sulle priorità chiave stabilite dalla Strategia 2020: l’80% dei fondi va investito in ricerca e innovazione, nelle PMI e nello sviluppo urbano. E’ necessario creare reti tra le città per uno scambio costante e reciproco dei programmi e, in una logica di empowerment delle città, nella selezione dei progetti.

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