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Promozione delle rinnovabili nel settore elettrico: il ruolo delle Regioni

Quale percorso seguire per raggiungere l’obiettivo del 20-20-20 e quali, in particolare, le strategie per ripartire tra le singole Regioni l’obiettivo nazionale di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (“burden sharing”)? Nella relazione vengono presentati e analizzati i dati relativi alle politiche regionali di promozione delle rinnovabili nel settore elettrico dalla fine degli anni 90 ad oggi, con l’obiettivo di valutarne efficacia ed efficienza, mettendole anche a confronto con le previsioni e gli obiettivi nazionali per lo stesso periodo di riferimento.Leggi tutto

Processi decisionali, un confronto internazionale

Una ricerca condotta per l’Unione Europea da Cogen Europe e da altri enti evidenzia come in Italia ci sia un’insoddisfazione diffusa, da parte di aziende e potenziali investitori, per quanto riguarda i processi autorizzativi, di certificazione e labeling in materia di generazione distribuita e fonti rinnovabili. Vengono lamentati, tra l’altro, tempi lunghi, normativa incerta, scarso livello di competenza e responsabilità da parte delle amministrazioni.Leggi tutto

Teoria e pratica economica a supporto della programmazione energetica

Sì a un dibattito aperto, ma chiarezza nei ruoli: bisogna ripristinare il principio della esclusiva competenza statale per quello che riguarda la programmazione, pianificazione e gestione energetica del Paese. Lo sottolinea Andrea Bollino nella sua relazione, evidenziando come l’energia in questo momento sia un problema di carattere geopolitico e di dimensione mondiale, viste le implicazioni delle politiche petrolifere e della competizione con i territori vasti nel resto del mondo per quello che riguarda, soprattutto, il discorso dell’energia da fonti rinnovabili.Leggi tutto

Obiettivo 20-20-20: il ruolo delle Province

L’Italia è ancora lontana dagli obiettivi di risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento stabiliti dall’Unione Europea. Per raggiungerli va sottolineata l’importanza di elementi come la declinazione territoriale delle politiche ambientali ed energetiche, la cooperazione interistituzionale, la capacità di programmare politiche di lungo periodo. La dimensione provinciale si rivela ideale per la penetrazione e declinazione delle politiche ambientali su area vasta, offrendo opportunità di coordinamento e progettazione condivisa con i Comuni e gli altri attori del territorio.Leggi tutto

Riduzione gas serra: entrano in scena le Regioni

Un breve intervento di Diego Gavagnin introduce il convegno “Obiettivo 20-20-20: ruolo delle regioni e degli enti locali”. In particolare, si accenna al “burden sharing” regionale italiano, introdotto dall’ultima Legge finanziaria, ovvero la decisione di suddividere tra le Regioni gli oneri per il raggiungimento, entro il 2020, dell’obiettivo del 20% di fonti energetiche rinnovabili. Prossimo passo: definire in maniera concordata gli obiettivi delle singole Regioni, che sommati daranno il totale dell’obiettivo nazionale, da raggiungere per rispettare la soglia stabilita dalla UE.Leggi tutto

Ripensare e rivitalizzare gli organismi di Pari Opportuniità

Constatando che l’Unione Europea ha dichiarato lotta aperta ad ogni tipo di discriminazione, Francesca Bagni Cipriani riflette sulla necessità di dare nuova identità e nuova linfa alle iniziative e agli organismi che lavorano specificatamente per la parità di genere. Definendo l’attuale quadro normativo come favorevole ad una intensificazione degli sforzi sul territorio, sottolinea la necessità di cooperazione e sinergia, puntando a fare della parità di genere un elemento di mainstreaming in tutte le politiche.

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Una strategia bottom up per la competitività dell'Italia

Pierciro Galeone indica nella incapacità del Sistema Italia di far valere le relazioni di mercato un primo elemento di rallentamento per la competitività. Rilevando la difficoltà per l’Italia di attenersi alla Direttiva Bolkstein, a causa della disarticolazione del nostro sistema, propone un approccio agli obiettivi di competitività che da top down si trasformi in bottom up: si definisca una road map per i Comuni, richiedendo di conseguenza un atteggiamento coerente da parte di Stato e Regioni.

Risultati della XV legislatura e impegni dell’attuale legislatura per le liberalizzazioni

Nel suo intervento Gianfrancesco Vecchio propone una riflessione in tema di concorrenza e competitività nell’ottica della Strategia di Lisbona a partire dalla mappatura di quanto fatto nella scorsa legislatura. I temi sono quelli della semplificazione e delle liberalizzazioni, intese come elementi di spinta alla competitività. Tra gli impegni futuri vi è il recepimento della cd Direttiva.Leggi tutto

Come trasformare la direttiva Bolkestein in una opportunità

La semplificazione è una politica multilevel, affermazione che nella pratica si rivela meno banale di quanto possa sembrare. L’attuazione dei principi della direttiva Servizi richiede, infatti, uno straordinario impegno e una forte cooperazione tra tutti i livelli istituzionali (Governo, Regioni e autonomie locali), ma anche tra tutte le amministrazioni statali interessate.Leggi tutto

Cogliere le opportunità della direttiva Servizi: un problema di competitività

Quando parliamo della direttiva Servizi dobbiamo parlare naturalmente di semplificazione, ma questo non è l'unico né il principale argomento. La direttiva Servizi, infatti, potrebbe offrire una grande opportunità in tema di recupero di competitività e apertura del mercato interno, ma solo assumendo un atteggiamento “aggressivo”. In che senso? Il nostro sistema di pubblica amministrazione entrerà in concorrenza diretta con i sistemi degli altri Paesi, in quanto elemento di attrazione per l'insediamento dell'attività d'impresa.Leggi tutto