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Guerra aperta al degrado urbano: il caso Milano

Ci sono gli ex cinema De Amicis, Splendor, Luce, Maestoso e Adriano, l'ex palazzo Inps di via Toffetti e l'ex Grand hotel Brun, senza contare diverse villette, nell’elenco delle aree ed edifici privati che versano in stato di abbandono stilato dal Comune di Milano e per cui l’amministrazione richiede l’immediato intervento da parte dei proprietari. Gli immobili, distribuiti in tutte le nove zone della città e dalle tipologie più varie, sono stati individuati grazie alla collaborazione delle associazioni di quartiere con l’obiettivo di portarle a nuova vita, nel rispetto del decoro urbano e dell’interesse generale.

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A Roma c’è lo SCEC: lo sconto che cammina al fianco dell’Euro

Contrastare la crisi, trovare soluzioni intelligenti ed alternative alla grande distribuzione e rivitalizzare il commercio di vicinato. A Roma, nel quartiere San Lorenzo, da qualche tempo è cominciata una sperimentazione completamente dal basso ed un “po’ folle”: lo SCEC è una moneta complementare che fa bene all’economia e all’identità locale. L’obiettivo non è dichiarare guerra alle distribuzione organizzata, ma arricchire di significato l’esperienza di abitare una città.

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Copenhagen, Green Tiger di Europa a #SCE2014

La capitale danese è l’esempio concreto che la sostenibilità urbana non è un animale mitologico, utilizzando l’espressione di Peter Hall[1], ma esiste e si può replicare. Un caso urbano più unico che raro, il cui modello eccelle per l’alta qualità di vita, le scelte legate alla mobilità, le politiche energetiche così come per l’architettura che ha ancora un forte valore sociale e si disegna intorno alla vita dei cittadini. Una città che avremo occasione di conoscere direttamente a Bologna durante Smart City Exhibition 2014.

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Dal frigo alla pattumiera: un percorso a senso unico?

Un’ennesima contraddizione del vivere grandi città è quella legata al cibo. Se da un lato il consumismo ci invita a gettare cibi commestibili dall’altro cresce la fame, ma paradossalmente proprio in quelle regioni del pianeta dove lo stile di vita usa e getta è più diffuso. Negli Stati Uniti si getta in media il 40% degli alimenti venduti. In Italia lo “spreco” costa circa 8,7 miliardi e un piano nazionale punta a ridurre del 50% questa cifra nei prossimi 10 anni. La crisi e la crescente attenzione degli italiani agli sprechi hanno creato un terreno più che adatto ad accogliere politiche ad hoc in materia, anche perché l’intelligenza di un contesto urbano si misura anche e soprattutto dalla propria sostenibilità.

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San Francisco e i Fantastici 3: missione "zero waste"

La città di San Francisco si è data un obiettivo ambizioso: quello di azzerare entro il 2020 la produzione di rifiuti e, pensate un po', lo ha fatto più di 10 anni fa. Oggi è a buon punto per raggiungere il traguardo e a vederla da qui non sembra così complicato. In realtà è tutto frutto di un innovativo waste management iniziato negli anni'80, che ha saputo coniugare politiche, partnership private, cittadinanza attiva e un'ampia campagna di sensibilizzazione e formazione fuori e dentro le aule scolastiche. La sostenibilità non si improvvisa.

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[29/05 a #FPA14] Non è solo emergenza abitativa a far condividere spazi #SharePA #Cohousing

L'emergenza abitativa è uno dei fronti su cui più si fa sentire  la“crisi di vivibilità” delle nostre città.

Ma anche chi può permettersi l'acquisto o l'affitto di una casa, spesso è alla ricerca di legami sociali più forti di quelli che le aree residenziali che abbiamo ereditato dal passato recente possono offrire. Senso di comunità, luoghi in cui le dinamiche della condivisione tra vicini possano svilupparsi spontaneamente senza tornare al “collettivismo” forzato: è questa la domanda che sempre più persone e famiglie rivolgono agli architetti, agli urbanisti e naturalmente ai responsabili delle politiche abitative.

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La Smart City del mediterraneo: creatività e tecnologia, l'esempio di Palermo

Esiste un modello di smart city del mediterraneo? Lo chiediamo a Jesse Marsh che, in occasione della prima edizione di Smart City Med, individua nella città di Palermo un tipico esempio di città intelligente mediterranea. La caratteristica infatti di questo modello urbano è quella di saper coniugare la creatività, tipica del tessuto sociale del mezzogiorno, con la tecnologia e il dialogo. Da questo laboratorio escono cose nuove, spesso inaspettate, che si presentano come le risposte più idonee ai bisogni delle persone.

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Si apre a Napoli Smart City Med: la manifestazione dedicata alle città del mezzogiorno

Ha preso il via oggi, assieme a EnergyMed - la manifestazione sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica nel Mediterraneo, la prima edizione di Smart City Med, la mostra convegno organizzata da FORUM PA, in collaborazione con ANEA e Smart City Exhibition, che lancia il grande forum dell'innovazione delle città del  mezzogiorno e del mediterraneo. Fino a sabato 29 Marzo, presso la Mostra d’Oltremare, tante le occasioni per gli amministratori, i cittadini, il mondo della ricerca e le imprese di tecnologia avanzata per incontrarsi, confrontarsi e stringere alleanze che costituiscono la base di qualsiasi cambiamento.

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Una città resiliente per resistere alle pressioni della storia

Nel parlare di città resilienti si finisce sempre per fare confusione. Un po’ perché il termine assume diversi significati riconducibili al contesto disciplinare in cui lo si utilizza, un po’ perché il riferimento alle realtà urbane ha portato in modo automatico all’associazione resiliente = smart. Questo nella convinzione che una città smart, sia sempre e comunque una città resiliente ovvero in grado di adattarsi ad ogni intervento esterno, sia esso prodotto dall’uomo o dal cambiamento climatico, al fine di ripristinare il proprio equilibrio interno. Una definizione riduttiva, perché la città smart è quella che resiste alla storia.

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L'innovazione sociale al servizio della smart city: uno sguardo al mediterraneo

In Italia grazie alla linea di intervento sostenuta dal MIUR, centinaia di giovani innovatori si sono messi al lavoro su progetti spesso molto articolati e, nonostante le risorse economiche decisamente limitate, si sono poi rilevati di grande interesse. E' l'esempio di City Roaming, un progetto che intervenendo sulla mobilità ha convinto non solo l’amministrazione di Napoli, ma anche importanti aziende come Vodafone, Renault e ABB.

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