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Open data e innovazione, la scelta di Parma

Primo Comune a “5 stelle" (e prima di salire agli onori della cronaca per aver ospitato l'adunanza dei dissidenti del Movimento) Parma, sotto la guida dal sindaco Pizzarotti, aveva fatto parlare di sé per le modalità di selezione della squadra di governo locale. “A cosa servono i grandi nomi per la città? L’importante sono le competenze e la voglia di fare", aveva affermato il neo-eletto. A poco più di due anni dall’inizio del nuovo corso dell’amministrazione parmense, abbiamo intervistato Giovanni Marani, Assessore all’Innovazione tecnologica oltre che alle Politiche Giovanili e allo Sport.

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Collaborative mapping: se la mappa viene dal territorio…

In questi anni stiamo assistendo alla crescita di una nuova generazione di geografi, sono i mappers di OpenStreetMap: esperti GIS, informatici, ma anche ciclisti, blogger locali e semplici appassionati accomunati dal desiderio di collaborare alla più sorprendente mappa mundi di tutti i tempi. Il progetto raccoglie ogni giorno migliaia di contributi che permettono di dar vita a iniziative di empowerment della cittadinanza a progetti “umanitari” e anche prodotti commerciali. Maurizio Napolitano, tecnologo di FBK e ambasciatore della Open Knowledge Foundation (OKF), ci ha raccontato le peculiarità e potenzialità per i territori di questa mappa in fieri.

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Open data, smart city, engagement: la parola ai vincitori #Censimenti Data Challenge

Clara Attene, Stefano Rosignoli, Alessio Dragoni hanno presentato a SCE2014 i progetti vincitori del contest #Censimenti Data Challenge, indetto dall'Istat per il riuso dei dati del Censimento Industria e Servizi. Ai nostri microfoni raccontano i progetti, l'esperienza di partecipazione ... e cosa tutto questo abbia a che fare con la smart city.

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Linked Open Data: come fare, cosa serve

Di cosa è necessario dotarsi per entrare a far parte del Web dei Dati? Quali sono le tecnologie di riferimento?

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Open data per le smart cities - uno spazio europeo unico attraverso le API

La possibilità di accedere agli opendata tramite API standard è una chiave interessante per rendere i dati aperti davvero usabili da imprese e cittadini che vogliano sviluppare applicazioni secondo il principio "write once - run everywhere". Diversi progetti europei hanno adottato questa filosofia e offrono alle città intelligenti una maniera unica per presentare i dati del turismo, della mobilità e - perché no - del lavoro.

Open Data come servizio territoriale: lo scenario Smart Region

Con il diffondersi dell’idea di Open Data – che la cosa pubblica amministrazione metta a disposizione le informazioni che detiene – si va allargando pure l’ambito della sua applicazione. Diventano oggetto di accesso libero non soltanto i dati di una determinata amministrazione comunale, ma i dati di altri enti pubblici oppure dei comuni limitrofi. Ad esempio, Il Patto di Ventimiglia, che riunisce 54 comuni intorno alla città di Palermo con obiettivi di sviluppo condivisi, elenca l’Open Data e servizi Smart Cities tra gli obiettivi del Protocollo d’intesa recentemente firmato. C’è un problema però: chi deve gestire l’Open Data per conto di tutti questi Comuni? Ventimiglia di Sicilia, il Comune promotore dell’iniziativa, conta 2,223 abitanti; deve istallare una infrastruttura Smart City o aprire un portale Open Data tutto suo, così come gli altri 53?

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"Osservaturismo", una soluzione per un territorio smart

Nel caso di territori a destinazione turistica in cui i flussi della domanda presentano modelli comportamentali sempre più complessi e variabili, la possibilità di analizzare in tempo reale la competitività della destinazione e monitorare le variazioni quali-quantitative della domanda turistica diventa uno strumento strategico per prendere decisioni circa il mantenimento o l’acquisizione di mercati. Ecco la soluzione della Provincia di Rimini.

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#opendatafase2: "Cittadini attivi, amministrazioni attente"

Se dici dati aperti non dici semplicemente trasparenza. Engagement dei cittadini ed empowerment dei dipendenti pubblici sono i due binari su cui viaggia la fase2 degli Open Data. Da una parte è necessario innescare un processo di consapevolezza e valorizzazione del patrimonio informativo pubblico per il miglioramento dei servizi e il decision making che muova dall’interno dell’amministrazione stessa, dall’altra non si può prescindere dal sensibilizzare e coinvolgere i cittadini nella produzione di valore a partire dal dato “liberato”.

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Dall’Open Data al “data as a service”. Il progetto Homer

Nella catena del valore dovremmo passare dai “Dati pubblici liberi” ai “Dati pubblici utilizzati”. Purtroppo non sempre succede, anzi molto spesso, ci si ferma al solo valore della trasparenza desumibile dalla esposizione dei Dati pubblici sul web che, fra l’altro, dovrebbe avvenire per legge, ma così non è.

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L'Arte di Analytics: usare i bigger data per creare valore nelle arti e nel settore culturale

Gli Open Data possono essere uno strumento per generare valore, ma anche profitto nel settore artistico culturale? Nel nostro Paese sappiamo bene quanto possa essere importante per un teatro o un museo riuscire a far quadrare i conti, mantenendo al contempo alta la qualità della produzione culturale. E se poi si riuscisse anche a fidelizzare il pubblico? Pubblichiamo l'interessante riflessione di Juan Mateos García.

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