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L’impegno dell’INAIL verso il gender mainstreaming

Rendere effettiva la parità di genere nelle azioni di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, richiede un approccio di mainstreaming, capace di legare le politiche di parità con quelle sulla sicurezza sul lavoro.

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Un nuovo approcio alla salute sul lavoro

Per Paola Conti la complessità è il tema centrale nella tematica della sicurezza e salute sul lavoro. Il primo passo per affrontarla in ottica di genere sarà dunque dotarsi di strumenti di conoscenza e analisi per conoscere la realtà su cui si intende operare. L’interdisciplinarietà è la parola d’ordine per comprendere a fondo la questione di genere sui luoghi di lavoro, sorretta dalla convinzione che il cambiamento sarà sulle persone prima ancora che sulle organizzazioni.

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Introdurre salute e sicurezza sul lavoro in ottica di genere

Introducendo la tematica dell’approccio di genere alla salute e sicurezza sul lavoro, Antonella Ninci, evidenzia la responsabilità dell’INAIL in termini di prevenzione, formazione e forme di incentivazione alle imprese.

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Umanizzazione delle cure. Come mettere il paziente al centro del sistema.

Prendendo spunto dall’attività svolta all’interno dell’azienda ospedaliera “D. Cotugno” di Napoli e dai processi in atto per “umanizzare” la struttura stessa, Antonio Giordano, Direttore Generale dell’ospedale, indica la strada da seguire per realizzare nella sua totalità l’idea di presa in carico della persona.

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La cura, le cure e il calore umano

Il creatore del Commissario Montalbano parte da tre brevi episodi per parlarci di come il medico debba sì curare con l’esattezza della sua diagnosi ma anche e soprattutto con l’occhio che guarda il paziente e con la parola. Il medico infatti sceglie di diventare medico mentre il paziente non sceglie di essere ammalato e la presenza del corpo in sofferenza è qualche cosa di unico per ogni paziente. Proprio per questo - egli sostiene - il documento dall’Ospedale Cotugno di Napoli (L’ospedale ospitale) presentato in questo convegno si rivela straordinario.

La gestione della patologia cronica in Italia: gli ostacoli alla tutela del diritto alla salute

A partire da considerazioni quantitative si può comprendere l’importanza di alcuni fattori per una migliore gestione del problema della cronicità sul territorio nazionale. Dalle segnalazioni delle associazioni parte del coordinamento, ci si rende conto di quanti siano gli ostacoli che impediscono la reale tutela del diritto alla salute e l’accesso all’innovazione terapeutica. Il diritto all’informazione non è assolutamente rispettato.

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Mettere a sistema la valutazione dei servizi per garantire livelli qualitativi adeguati

L’Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari ha incentivato un progetto di verifica e di confronto tra le Regioni sul lavoro che hanno compiuto per la valutazione dei servizi. Il suo Direttore Aldo Ancona illustra alcuni risultati del lavoro che ha coinvolto 7 Regioni italiane e ne trae alcune conclusioni: quelli regionali sono metodi che fanno sistema perché sono fortemente ancorati alla componente professionale, tecnica, scientifica e politica ma si deve lavorare anche per sviluppare una valutazione del sistema nazionale, che si presenta ancora drammaticamente spaccato tra Nord e Sud.

Approfondire la valutazione secondo le complesse articolazioni dei livelli qualitativi

Carla Colicelli sottolinea come l’aziendalizzazione e il federalismo abbiano permesso al sistema sanitario di fare dei passi in avanti ma abbiano anche prodotto alcuni problemi aggiuntivi, in primis alcune soluzioni troppo burocratizzate, troppo legate alla dimensione economica e poco attente all’esito degli interventi e alla qualità delle prestazioni pubbliche.Leggi tutto

Sistematizzare i processi valutativi per implementare i percorsi di qualità

Dopo aver specificato le declinazioni del concetto di valutazione Francesco Ripa di Meana sottolinea come la grande discrezionalità e la negazione della possibilità di valutare siano a monte del difficile legame tra Direzione Generale e politica. Per questo FIASO sta lavorando sulla legittimazione di una quindicina di indicatori per proporre un metodo semplice di raggiungere il vero obbiettivo: che in tutta Italia si faccia una valutazione oggettiva e che non ci siano luoghi dove c’è un’ossessione valutativa e luoghi dove non si fa nulla.

Responsabilità territoriali, perequazione e risorse per una sanità valutabile

Quella del bilancio - sostiene Mengozzi - non può essere l’unica priorità della valutazione e una certa visione del federalismo può diventare dirompente perché il processo solidaristico è quello che fino ad oggi ha tenuto in piedi il sistema sanitario pubblico. Mengozzi propone allora di ragionare sull’introduzione dell’obbligatorietà della valutazione purché essa sia sostenuta con le risorse necessarie.Leggi tutto