Cerca: Saperi PA, Governance, beni comuni

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Presentato a Bologna il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni

Recuperare aiuole come beni comuni, valorizzare i graffiti e la street-art, convocare un’assemblea di quartiere per decidere come usare uno spazio pubblico: in poche parole, prendersi cura dei beni comuni. Da qualche giorno è possibile, grazie ad un regolamento comunale a disposizione delle amministrazioni che lo desiderano. E’ stato presentato a Bologna ed è frutto di una sperimentazione durata circa due anni promossa dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, realizzata dal comune di Bologna con il supporto scientifico di Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà).

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L’ABC nella governance dei beni comuni. Alberto Lucarelli e l’acqua di Napoli

 A un anno dai referendum che hanno decretato l’acqua “bene comune” e mentre si riscalda il dibattito sui modelli di gestione dell'oro blu (con particolare veemenza a Roma dove si discutono le sorti dell’Acea), Alberto Lucarelli, assessore a Beni comuni, Acqua pubblica e Democrazia partecipativa del Comune di Napoli e professore di Diritto pubblico all’Università Federico II, ci introduce al tema della governance dei beni comuni. E parte da una "pratica" unica in Italia: la gestione dell'acqua pubblica con l'azienda speciale ABC - Acqua Bene Comune Napoli. 

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Le sinapsi dell’innovazione sociale italiana. Ecco i primi "flash"

Qualcuno ha scritto di FORUM PA 2012 come di un grande cervello: un raggruppamento inusuale di neuroni e sinapsi, in una tre giorni e mezzo di incontri, presentazioni e contatti, nelle sale di lavoro come al bar. Uno zoom speciale meritano le “sinapsi” in creativity room il 17 maggio, dove hanno lavorato gli innovatori sociali italiani, quelli “ufficiali” insieme a quelli “di fatto”, attivi in campi solo apparentemente senza legami: dalla governance dei beni comuni alla scienza, dalla finanza all’education, dall’impresa al welfare e alla tecnologia. (Qui le immagini).

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La democrazia partecipativa nell'esperienza del Laboratorio Napoli – Costituente per i beni comuni

"L'attuale amministrazione del sindaco de Magistris ha istituito un assessorato con delega specifica per i Beni comuni e la Democrazia partecipativa. Rientra, quindi, nei programmi dell'Amministrazione l'inaugurazione di un nuovo modo condiviso e partecipativo di individuazione ed attuazione delle politiche locali per cui assume particolare rilevanza la costruzione di nuovi metodi di partecipazione democratica, attraverso consultazioni, incontri con le comunità, i comitati civici, la cittadinanza attiva.

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Innovare l’innovazione: la lezione dei referendum

La parola innovazione solo sul nostro sito ricorre più o meno in tremila documenti, non parliamo neanche del numero delle occorrenze se la ricercate su Google. Mi pare utile quindi una riflessione per provare a precisarne meglio alcuni aspetti alla luce dei risultati dei referendum. Io credo sia nella nuova attenzione a quella che in un articolo di qualche tempo fa ho chiamato “innovazione empatica”. Stiamo parlando di cose come la capacità di fare rete, la consistenza e la qualità dei beni relazionali del Paese, la coesione sociale e con essa la capacità delle comunità di reagire alla crisi in forme non competitive, ma collaborative e solidaristiche.

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Partnership per fare: la valorizzazione dei beni pubblici sul territorio

Le occasioni offerte dai beni pubblici presenti in gran numero sul territorio nazionale; le politiche di gestione attuabili in questo settore per rispondere ai temi emergenti che influiscono sulla città e sul territorio; il metodo e gli strumenti di governo dei beni pubblici per la riduzione della spesa, la razionalizzazione degli usi e la valorizzazione dei beni stessi, nell'ottica della partnership pubblico/privato, ma soprattutto di quella pubblico/pubblico attraverso lo strumento dei PUV (Programmi Unitari di Valorizzazione).Leggi tutto