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Class action: attenzione all'effetto "moda"

Francesco Giorgianni introduce il punto di vista dell’Enel sulla class action, illustrando la procedura di conciliazione già attiva nell’azienda e dichiarandosi soddisfatto del rigore con cui le Autorità indipendenti lavorano in Italia. Augurandosi che la pubblica amministrazione italiana possa trasformarsi in una “amministrazione di risultati” chiede regole certe e una attenzione particolare del legislatore affinché la class action non si trasformi in “una moda al servizio del mercato degli avvocati”.

Quale class action?

Paolo Fraulino propone una riflessione sulla class action cosiddetta "normale", ovvero non riferita alla PA. In particolare si interroga sull’ultilità di un simile strumento e su quale possa essere la configurazione giuridica più opportuna. Si tratta di dare alle associazioni dei consumatori un nuovo diritto o piuttosto si tratta di una legittimazione processuale? La necessità assoluta è inquadrare la class action nelle regole processuali, per evitare di creare un pericoloso ibrido.Leggi tutto

Questa class action aiuta la PA a migliorarsi

"“Questa class action nasce dalla volontà della PA di migliorare se stessa, attraverso l’individuazione delle cause dell’inadempienza per poi rimuoverle, l’individuazione dei responsabili per sanzionarli e la diffusione della premialità per esaltare il merito. Il tutto con pochi costi se non addirittura con risparmio per l'amministrazione. Si tratta di un’azione collaborativa per la PA, in quanto aiuta la PA a migliorarsi”. Un analisi tecnico-giuridica del disegno normativo poi stralciato in sede di approvazione, nell’intervento di Ermanno De Francisco. "

Class Action: i nuovi strumenti per la tutela dei diritti

L’azione di classe (Legge Finanziaria 2008, articolo 2, commi 446 e 447; legge 4 marzo 2009, n. 15, articolo 4, lettera l) costituisce uno strumento legale capace di conferire tutela a diritti ed interessi afferenti una moltitudine di soggetti lesi da condotte plurioffensive, laddove il danno sofferto dal singolo sarebbe insufficiente a giustificare l’esercizio di un’azione individuale.Leggi tutto

Le finalità della class action verso la PA

Introducendo la già controversa azione collettiva verso la pubblica amministrazione, Germana Panzironi spiega che il suo fine non è il risarcimento di un danno economico. La vera finalità è il ripristino di standard qualitativi e quantitativi del servizio, secondo quanto in dovere dell’amministrazione, potenziando i meccanismi della responsabilità e della premialità. Luci ed ombre di una norma inizialmente tra i capisaldi della riforma Brunetta, poi stralciata in fase di approvazione.

Class action e servizi pubblici locali

Giuseppe Galasso propone una riflessione sulla class action, con particolare attenzione al settore dei servizi pubblici locali. L’attivazione della class action nel settore dei servizi pubblici locali porterà alla luce numerose e complesse questioni legate alle procedure per l’affidamento e alla concorrenza Quale sarà il ruolo dell’Autorità rispetto a quello del giudice amministrativo? Cosa ne sarà delle Autorità di settore previste da legge e mai istituite? L’esigenza emergente è quella di riformare alcune parti della legislazione di settote, in linea con le indicazioni comunitarie. "

Questa class action non è una class action

La class action verso la PA è una class action fittizia, perché non risponde ai due criteri fondamentali: l’interesse collettivo e il risarcimento del danno. Constatato ciò, Carlo Riccardi si domanda perché un cittadino dovrebbe aderire a una azione collettiva. Con questo disegno normativo esiste una convenienza in termini di costi – benefici per il cittadino che decide di partecipare a una azione collettiva? La conclusione è che sarebbe più opportuno prevedere meccanismi stragiudiziali più semplici e efficaci

Class action verso la PA: niente di troppo nuovo

Dal punto di vista di chi agisce, la class action nei confronti della PA propone una modalità di azione già esistente, seppur diversa per numero di soggetti coinvolti. La rappresentante di Cittadinanzaattiva chiede che la nuova norma sia un’occasione per far uscire la PA dall’autoreferenzialità, aprendola all’azione del cittadino anche in via preventiva, ovvero attraverso la consultazione, il controllo e la valutazione civica.