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Comunicare con il cittadino e non verso il cittadino: una sfida ancora aperta per la sanità italiana

I siti di ASL e Aziende Ospedaliere rispettano i criteri per una comunicazione online di qualità indicati nelle linee guida 2010 del Ministero della Salute? Non completamente, secondo uno studio realizzato da professori e ricercatori delle Università romane Tor Vergata e Campus Bio Medico. Scopriamo perché in questo articolo[1] di Marina Vanzetta, Dottoranda di ricerca in Scienze Infermieristiche che ha partecipato all’indagine.

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Wikipedia salva tutti?

Molti se ne sono accorti a partire da una di quelle grandi piccole curiosità che quotidianamente ci portano a Wikipedia. Ieri Wikipedia Italia ha “nascosto” le sue pagine reindirizzando ogni sua voce a un comunicato di allarme e protesta contro il cosiddetto comma “ammazza blog”, ovvero il comma 29 del Ddl sulle intercettazioni in discussione in Parlamento in questi giorni. “Questo comma ucciderà Wikipedia”, questa brutalmente la sintesi del comunicato di Wikipedia Italia. A fronte di una appassionata mobilitazione in rete e della presa di posizione di esponenti di entrambi gli schieramenti, ieri la Commissione Giustizia della Camera è giunta ad un’intesa, specularmene detta “salvablog”. Vediamo a che punto siamo.

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Ancora un pasticcio di Governo sulla libertà di espressione in rete

Tra gli articoli del decreto anti-intercettazione attualmente in Parlamento è stata inserita - nuovamente - la norma che introduce l'obbligo di rettifica per qualunque tipo di contenuto sul web (solcial network compresi?) e in rete rimonta la protesta.

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Dalla trasparenza globale al controllo globale? Il Garante-privacy invita a governare Internet e a gestire le nuove tecnologie

Innovare sì, ma governando i rischi con attenta consapevolezza: è questo in estrema sintesi il messaggio che viene dalla relazione annuale del garante dei dati personali, mai come quest’anno attenta all’evoluzione delle tecnologie e preoccupata di una certa inversione di tendenza nel pendolo della sensibilità collettiva. La riservatezza rischia infatti di essere percepita non più come un valore da difendere, ma come “una inaccettabile pretesa di limitare il diritto a conoscere e sapere”. Una relazione coraggiosa, che in buona parte condivido, che prende posizioni molto nette contro il rischio che un uso “leggero” del diritto di informare ed essere informati possa far sì “che ciascuno diventi allo stesso tempo il potenziale controllore ed il possibile controllato, il cacciatore e la preda”.

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La memoria lunga della rete

Il 23 giugno scorso si è tenuto a Roma un evento, organizzato dall’ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online), dall’Istituto di Informatica e Telematica del CNR e dall’Istituto per le politiche dell’innovazione, dedicato a “La memoria lunga della Rete” e alle sue conseguenze su “privacy, reputazione e diritto all’oblio”. Guido Scorza, che ha moderato l’incontro, ci fornisce un’interessante riflessione sui temi affrontati e lascia ancora aperte molte domande…

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Lotta fra media: tv e radio francesi mettono al bando i social network. Ma i veri "nemici" siamo tutti noi

Il Conseil Supérieur de l’Audiovisuel ha stabilito che nelle trasmissioni non si possono più pronunciare le parole “Facebook” e “Twitter”: utilizzare questi termini equivale a fare pubblicità tout court a quei marchi a scapito della concorrenza, quindi delle stesse emittenti. Una presa di posizione dura in difesa della categoria dell’informazione, che però testimonia la sempre più crescente influenza della comunicazione in rete. Con queste iniziative si certifica di fatto la crescita di un fenomeno i cui contorni futuri, nella loro imponenza, sono ancora tutti da definire.

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La parola ai cittadini

Dalla presentazione dati di contesto emerge chiaramente una fotografia del controverso rapporto tra i cittadini e le tante facce della Pubblica Amministrazione, sia centrale che locale, messo in evidenza anche da un incremento di lamentele da parte dei cittadini. A determinare questa situazione le frequenti violazioni del diritto all’informazione, alla tutela, alla trasparenza e ai servizi di qualità. Le principali criticità si riscontrano in aree quali: il fisco, le pratiche amministrative, le multe, il welfare, la sicurezza, e l’autocertificazione.

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Tempi di attesa: su internet ancora poco chiari

Into the Unknown

by Thomas Hawk

I tempi di attesa indicano il periodo che intercorre tra la richiesta di prestazioni ambulatoriali (visite specialistiche, esami, test) e la loro effettuazione e nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale, l'erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati rappresenta una componente strutturale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Se, infatti, il fattore tempo è un elemento importantissimo in ogni interazione umana e ancora di più lo è quando si tratta di un rapporto tra un cittadino che chiede un servizio ed una struttura pubblica che lo eroga. Inoltre in ambito sanitario l'attesa può diventare una delle massime cause di disagio o addirittura di sofferenza e trasformarsi, quindi, in un grave disservizio.

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Fattore "tempo": prestazioni sanitarie e comunicazioni on line

Orologio 3 tocchignato

by Hop-Frog

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Il ROC, un esempio di come NON regolamentare la rete

Tra la metà di ottobre e l'inizio di novembre la discussione in rete è stata quasi totalmente monopolizzata dal dibattito sul ROC, il Registro per gli Operatori della Comunicazione, uno strumento che un ddl dell'Agosto 2007, approvato il 12 ottobre, rendeva obbligatorio per chiunque producesse informazione, anche in rete. La discussione ha toccato i toni più infuocati e il ddl è poi naufragato, ma al di là della polemica, ciò che ci preme sottolineare è la dinamica che, per la prima volta, ha portato il Governo a fare marcia indietro su un procedimento legislativo a seguito di una mobilitazione autonoma dal basso.
Governare la rete ed i processi di innovazione vuol dire anche questo.

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