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142 progetti per "Industria 2015"

In occasione del ComPA di Milano e del Festival della Creatività e dell'Innovazione di Firenze, il Ministero per lo Sviluppo Economico, presenterà i risultati e le attività di "Industria 2015".

Tre i bandi lanciati, di cui due chiusi recentemente ed il terzo, dedicato alle Nuove Tecnologie per il Made in Italy, aperto fino al primo dicembre.

In risposta ai primi due bandi di "Industria 2015" sono pervenuti 142 progetti per un importo complessivo di oltre 3,1 miliardi di euro.

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Innovazione tecnologica: le criticità per le imprese in Italia

La relazione solleva alcune problematiche relative alla capacità delle imprese italiane di investire in innovazione ed essere competitive e alla scarsa attrattività esercitata dal nostro Paese sulle imprese straniere. L’obbiettivo si concentra sulle politiche per l’innovazione, mettendo l’accento sull’eccessivo ricorso a regimi speciali, introdotti anche quando non sarebbe necessario, perché si potrebbero utilizzare altri strumenti (come il venture capital).Leggi tutto

Innovazione e competitività: il punto di vista dell’imprenditore

La relazione fa una panoramica sui fattori che bloccano innovazione, sviluppo e competitività nel nostro Paese, guardandoli dal punto di vista dell’imprenditore e volgendo lo sguardo soprattutto allo scenario internazionale. Il sistema delle imprese ha bisogno di regole certe e di un contesto competitivo. La burocrazia, il costo del lavoro e il sistema legislativo sono individuati, ad esempio, come i principali motivi della scarsa attrazione esercitata dall’Italia sui manager delle grandi multinazionali.Leggi tutto

Industria 2015: modello di sviluppo industriale

Simonetta Moleti presenta il modello di sviluppo industriale alla base del piano Industria 2015, definendone il contesto internazionale e nazionale di riferimento. Due le caratteristiche principali: sostegno generalizzato all’apparato produttivo attraverso il meccanismo del credito d’imposta e intervento fortemente selettivo su progetti di innovazione industriale. Gli scopi: definizione chiara degli obiettivi e allocazione certa di risorse su aree definite di sufficiente massa critica.Leggi tutto

Ruolo della PA nell'innovazione industriale

Giancarlo Michellone articola una riflessione sul ruolo dell’amministrazione pubblica in tema di innovazione industriale, con riferimento al piano Industria 2015 e all’area strategica Infomobilità da lui coordinata. Due i principali punti sviluppati: la PA quale leva per la domanda pubblica e il tema della valutazione nelle azioni connesse del Piano 2015.

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L'industria informatica e i Beni Culturali

L’intervento di Paolo Vigevano muove dalla questione di modi e spazi di intervento per l’informatica nel settore dei beni culturali. Riflettendo sull’opportunità di costituire uno strumento ad hoc nell’industria culturale, ipotizza la formazione di un consorzio no profit, che non sia sotto un Ministero ma lavori a stretto gomito con la PA.

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Ruolo dell'Agenzia nel programma Industria 2015

Daniela Battisti sottolinea il ruolo fondamentale di raccordo sul territorio affidato dal MISE all’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, nell’ambito di Industria 2015. Muovendo dall’esigenza di innovare grandi settori e di raccordare progetti di innovazione con il territorio, l’Agenzia si impegna a rilevare l’absorbing capacity dei territori del nostro Paese, per lavorare a proposte di azioni congiunte, evitando di creare technologies valley of death.

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Osservazioni su Industria 2015

Fulvio D’Alvia propone il punto di vista delle imprese su Industria 2015. Identifica i tre punti qualificanti del Piano, partendo dalla sua funzione di scossa alla politica industriale italiana, attraverso la razionalizzazione degli strumenti di incentivazione e attraverso la messa al centro del manifatturiero in un’ottica di filiera. Al secondo punto la scelta di lavorare attraverso coordinamento di project manager, che facilita notevolmente i rapporti tra imprese e PA e al terzo la forte attenzione al territorio.Leggi tutto

Dall’era del “fondo perduto” alla partnership per lo sviluppo

Andrea Vecchia racconta come è nato il metodo di Industria 2015 sottolineando la differenza tra la pianificazione strategica che esso prevede e i tradizionali strumenti di politica industriale italiani. Facendo numerose comparazioni con le esperienze più mature dei Paesi che hanno pianificato la politica industriale prima dell’Italia il DG di IPI illustra le scelte di fondo che sono alla base del Programma delineandone gli aspetti qualificanti, le prospettive che offre e i rischi che corre.

Riflessione su Industria 2015 ed il valore economico dei Beni Culturali - stato dell’arte

Andrea Granelli introduce una riflessione sul valore economico dei beni culturali nel nostro Paese, partendo dalla constatazione che valorizzare un ingente patrimonio richiede ingenti risorse. In questo quadro Industria 2015 rappresenta una grande novità e al tempo stesso una grande sfida, inserendo il mondo della cultura a pieno titolo nella politica economica.

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