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Presentazione del Progetto RADICAL - RApid Deployment for Intelligent Cities And Living

La più importante intuizione della Commissione Europea è stata spingere i territori alla sinergia. Nel caso del progetto RADICAL, al di là del tema ICT, ha la peculiarità di focalizzarsi sui cittadini come soggetti portatori di competenze, oltre che desideri e bisogni, coinvolgendoli nella co-progettazione dei servizi. Il modello dei Living Lab è un punto di riferimento per sviluppare i presupposti per un allargamento del bacino di innovazione.

Intervento di Mario Cucinella

Il Regolamento Edilizio Unico è una battaglia che l’Ordine Nazionale degli architetti sta combattendo da tempo, una semplificazione necessaria per avere una base di lavoro omogenea pur nella specificità dei territori. La città del futuro l’abbiamo già costruita, ma ha bisogno di molte cure con un sistema di regole non allineato con questo bisogno.

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Intervento di Andrea Gumina

Lo Smart City Tour è un programma che mette assieme stakeholder pubblici e privati, orientato sia sullo scenario italiano che europeo con un’idea: le smart city possono diventare piattaforme attivatrici di politiche industriali, coinvolgendo importanti energie finanziarie. Cosa manca per andare oltre le singole innovazioni? Ovviamente una regia, una visione d’insieme ma anche il driver economico di cui non è ancora stato espresso pienamente il potenziale.

Intervento di Franco Bassanini

Ci troviamo in situazione straordinaria ed eccezionale (mai in Italia mai c’è stata una situazione di recessione di 5 anni che esaurisce le possibilità di sopravvivenza) in cui occorre trovare un punto di equilibrio tra riforme e regole con validità permanente, vista la frequenza e l’inopportuinità delle eccezioni.

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Intervento di Gianluca Mazzini

C’è una riflessione in corso in merito ai POR che potrebbe cambiare completamente gli scenari di cui stiamo parlando: l’infrastruttura che lega le città grandi e piccole dovrebbe essere prioritario, in particolare in relazione alle piccole città e ai territori di cui si parla meno se non in occasione si qualche disastro naturale. Per essere veramente interconnessi dovremmo esserlo anche all’interno della città: anche in questo contesto abbiamo la tendenza a settorializzare le attenzioni, creando di nuovo cittadini di serie A o serie B.

Intervento di Stefano Epifani

Non è di certo da ieri che si lavora sulla sensoristica: le tecnologie non vanno alla stessa velocità della società ed è un bene, ci dà il tempo di adattarci: quali sono tuttavia i problemi delle città senzienti nel momento in cui diventano sempre più invadenti? Come questi problemi vengono affrontati dagli operatori del settore?

Intervento di Riccardo Nencini

La legge delega per il nuovo codice appalti e servizi si appresta a entrare nel suo iter conclusivo, per essere attuativa nell’autunno 2015, con la prospettiva di asciugarne l’articolazione e renderla più snella e leggibile con certezza, senza effetti di rimbalzo tra regolamenti e norme, stando dentro i criteri comunitari ma permettendone anche degli adattamenti.

Intervento di Michelangelo Marchesi

È importante per l’amministratore parlare di “città connessa” ma ben oltre il mero approccio tecnologico, attraverso obbiettivi ben definiti interessanti per il cittadino. Bisogna quindi partire da una definizione di smart city, articolata e complessa. Trento si è caratterizzata soprattutto sulla vocazione al  benessere, alla governance e alla qualità della vita, ragione per cui è entrata nell’ambito delle città laboratorio internazionale dell’IEEE.

Intervento di Alessandro Arona

La semplificazione per sbloccare l’Italia su 3 fronti: edilizia e urbanistica, trasparenza degli appalti pubblici, il ruolo della tecnologia per il miglioramento delle funzioni urbane.

Intervento di Marco Dugato

Nel tema del “costruire le città del futuro” l’apparato burocratico è fondamentale: in un sistema dinamico di crescita la città è fatta da una molteplicità di soggetti e la burocrazia dovrebbe consentire alla regia di governarne i processi. Trovandoci nel dedalo problematico degli apparati burocratici dovremmo reclamare quindi non “meno”, ma una “miglior burocrazia”.