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L’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato: un organismo super partes

Roberto Malaman parla degli enti regolatori dell’energia e del ruolo dell’Italia in questo nuovo mercato. Sottolinea l’importanza dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Autorità per garantire la stabilità della regolazione negli scenari di lungo periodo. Aggiunge che il regolatore dovrebbe avere lo stesso atteggiamento nei confronti di un soggetto pubblico o privato. Ritiene che la trasparenza sia un elemento fondamentale. Parla della rivoluzione organizzativa messa in atto a livello europeo intorno ai temi della liberalizzazione e delle autorità a garanzia della concorrenza nel mercato.

L’Isvap e l’impatto delle liberalizzazioni nel mondo assicurativo

Flavia Mazzarella descrive le attività dell’Isvap e parla dei cambiamenti all’orizzonte del nuovo assetto organizzativo. Spiega che la vigilanza si concentra sul settore ispettivo e su quello cartolare. Parla della collaborazione tra autorità indipendente e Ministero e ribadisce l’autonomia dell’istituto. Descrive l’impatto delle liberalizzazioni nel mondo assicurativo e delle misure previste dal decreto Bersani per orientare il consumatore all’interno delle varie offerte assicurative. Parla del progetto sperimentale “check box “ per misurare la condotta di guida.

Trasparenza e comunicazione verso i cittadini

Giuseppe Tripoli sottolinea la necessità di cambiamenti culturali profondi per arrivare ad una società più liberale. Ritiene che ci sia un turn-over effettivo nel sistema delle piccole aziende che manca nel settore delle grandi imprese. Sostiene che la trasparenza e una chiara comunicazione verso i cittadini siano elementi imprescindibili per un rapporto corretto con i cittadini e a questo proposito sottolinea il prezioso ruolo delle associazioni dei consumatori. Prospetta un ruolo importante dello sportello unico per stimolare i rapporti e l’integrazione interistituzionale.

Con le liberalizzazioni il cittadino consumatore al centro dell’attenzione della politica

Lorenzo Miozzi sostiene cha ad un anno dall’applicazione del primo decreto Bersani si registra un cambiamento culturale che deve tradursi in un azioni in grado di abbattere il potere delle corporazioni. Fa riferimento a risultati di un rapporto Ipsos che sondando gli elettori sul tema dell liberalizzazione ha rilevato un giudizio positivo bipartisan. Illustra i vantaggi introdotti dalla liberazione dei farmaci. Aggiunge che la necessità di ricorrere alle liberalizzazioni “dall’alto” è un sintomo della debolezza strutturale del mercato.

Il quadro istituzionale delle liberalizzazioni e il ruolo del cittadino consumatore

Pietro Talarico propone delle considerazioni sul testo di legge sul tema delle liberalizzazioni e delle competenze istituzionali in materia. Sottolinea la necessità di collaborazione interistituzionale che definisca iter operativi in grado di tenere in considerazione le relative differenze che intercorrono tra le regioni. Ribadisce la centralità del consumatore per determinare politiche economiche efficaci e costruire una cultura nuova per la pubblica amministrazione.

L’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato e le liberalizzazioni

Luigi Fiorentino descrive il basso livello della concorrenza in Italia, con particolare riferimento alla “casta” notarile. Sostiene che parte della responsabilità di questo deficit attiene alla pubblica amministrazione. Sottolinea la necessità per l’autorità Garante per la concorrenza ed il mercato di svolgere azioni concrete. Descrive alcune decisioni realizzate dall’Autorità e l’incidenza che queste hanno avuto sul mercato. Ribadisce l’importanza dell’autonomia e di costi ridotti per l’Autorità.

L’instabilità normativa delle politiche di liberalizzazione

Angelo Rughetti descrive la relazione tra la situazione politica della fine degli anni novanta e le liberalizzazioni oggi in corso. Sottolinea l’instabilità normativa intorno a questi temi e le relative conseguenze. Esprime delle riserve sul disegno di legge Lanzillotta e ne evidenzia alcuni aspetti su cui si trova in disaccordo. Sottolinea la necessità di operare una riduzione dei livelli istituzionali per arrivare ad un’integrazione interistituzionale per una regolazione in grado di raggiungere migliori standard di efficienza.