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I bisogni e le aspettative degli utenti alla base delle scelte di interoperabilità

Jean Wodon sostiene che l’organizzazione in fatto di interoperabilità deve essere affrontata allo stesso livello della tecnologia, della semantica e della legislazione. Ritiene che l’organizzazione debba essere analizzata per servizio e per processo invece che per funzione come tuttora avviene. Prima di tutto, aggiunge, bisogna identificare il servizio e i suoi utenti per analizzare il processo nella sua interezza. Tra le aree su cui ritiene occorra investire ci sono l’innovazione e l’efficienza del back office, nonché disporre di una metodologia a supporto di ogni processo.

La PA digitale ha bisogno di passare dalla logica delle sperimentazioni a quella delle implementazioni

Beatrice Magnolfi ritiene che la pubblica amministrazione si trovi in una fase in cui l’informatizzazione non è accompagnata dall’innovazione. Per questo motivo occorre spostare gli investimenti dal front office al back office. Sottolinea il ruolo fondamentale dell’interoperabilità per il dialogo delle amministrazioni e fa riferimento alla Conferenza permanente per la PA centrale per l’individuazione delle priorità da realizzare entro il 2008.Leggi tutto

Il comune di Anzola e la realizzazione del protocollo informatico: il back-office e le sue problematiche

Patrizia Saggini ha curato nell’ambito del progetto DocArea la realizzazione del protocollo informatico. Si tratta di un’attività che attiene alla gestione del back-office e ha un forte impatto tecnologico e organizzativo. Le leve organizzative in questione sono: l’analisi dei procedimenti, il titolario per la classificazione dei documenti e il manuale di gestione. Sono tutti strumenti di natura archivistica che non appartengono alla cultura degli operatori per cui sulle difficoltà organizzative intrinseche si innestano deficit culturali.Leggi tutto