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I privilegi della classe politica

Il politico, a qualsiasi livello, è un cittadino privilegiato, sostiene Leonardo Lo Tufo, non solo in virtù delle indennità o agevolazioni di cui gode, quanto per l’infinito reticolo di facilitazioni all’accesso di beni e servizi di cui dispone. Conseguenza necessaria di questo suo status è la mancata percezione del disagio vissuto dagli altri, di cui egli non è in grado di comprendere le sfaccettature e soprattutto la pregnanza. Quel politico è, tuttavia, anche colui che, con le sue decisioni, può innescare un processo di cambiamento.Leggi tutto

L’effettività delle decisioni della Commissione per l’accesso

Il ruolo svolto dalla Commissione per l’accesso è piuttosto nuovo, afferma Claudio Rossano, per l’attività contenziosa che espleta in materia di diritto di accesso nel nostro ordinamento. Essa non opera in alternativa rispetto all’autorità giudiziaria, ma serve ad attuare una deflazione dei numerosi ricorsi rivolti agli organi giurisdizionali, in primo e in secondo grado. L’art.Leggi tutto

Il rischio di deriva della democrazia italiana

Negli ultimi tempi si registra, afferma Luciano Vandelli, un’attenzione, quasi senza precedenti, sulla crescente disaffezione dei cittadini dalla politica, sulla scarsa fiducia nei partiti, e sul tema dei costi della politica. Il rischio è che si verifichi una sorta di deriva della nostra democrazia, dovuta ad una progressiva presa di distanza dei cittadini dal funzionamento delle istituzioni.Leggi tutto

Da una PA autoreferenziale ad una PA orientata al cittadino

L’attuale momento storico della PA, afferma Andrea Simi, verrà ricordato per una evoluzione lenta e faticosa da un modello di amministrazione contrassegnato da un sistema di esercizio di supremazia dei pubblici poteri a un modello incentrato dalla ricerca di pienezza ed effettività dell’esercizio dei diritti da parte dei cittadini. La transizione è in atto, sebbene vi siano ancora segni evidenti di una impostazione antiquata e autoreferenziale che resiste e che, pur non negando la necessità del cambiamento, pone al centro più l’amministrazione in sé che i cittadini/utenti dei servizi.Leggi tutto

La tutela del controinteressato

La Legge 15 del 2005 è stata definita come ‘tutela del controinteressato’, spiega Giampiero Cirillo, in quanto per la prima volta questa figura riceveva una visibilità di cui mai aveva goduto. In un’importante sentenza del 98, la quarta sezione del Consiglio di Stato - dovendo prendere posizione sulla natura del diritto di accesso - dichiarò inammissibile il ricorso in appello perché non era stato evocato in giudizio il controinteressato.Leggi tutto

Il diritto di accesso tra contenzioso e pre-contenzioso

La Commissione per l’accesso svolge da circa un anno una innovativa attività, afferma Vittorio Cesaroni, ovvero una forma di tutela non alternativa, bensì aggiuntiva e preventiva, nei confronti del contenzioso giurisdizionale che, per quanto riguarda il diritto di accesso ai documenti amministrativi, si svolge essenzialmente davanti al giudice amministrativo.Leggi tutto

La Legge 241/90 e il diritto di accesso

La novella della legge sul procedimento e sull’accesso adottata nel 2005, afferma Ignazio Francesco Caramazza, ha dato una spinta propulsiva alla Legge 241/90, già di per sé dotata di una formidabile carica innovativa. È ormai opinione diffusa che questa legge abbia rappresentato il punto di partenza per un rinnovamento profondo del sistema della Pubblica Amministrazione e della giustizia amministrativa.Leggi tutto