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Banda larga: la provincia di Belluno guarda al futuro

Web 2.0

Foto di gualtiero

Le aree montane sono, quasi per definizione, zone a fallimento di mercato, ovvero zone su cui il mercato non ha interesse ad investire, soprattutto per la bassa densità di popolazione e, quindi, il basso numero di clienti/utenti potenziali. Considerazioni che, naturalmente, pesano anche sulle scelte delle aziende di telecomunicazioni e influenzano la disponibilità in queste aree della banda larga e, quindi, dell’accesso veloce alle nuove tecnologie digitali. Ne avevamo già parlato qualche settimana fa con Enrico Borghi, presidente dell’Uncem. Questa volta siamo tornati sull’argomento con Claudio Costa, Assessore all’Innovazione della Provincia di Belluno, ente che da alcuni anni sta dedicando grande attenzione a questo problema. Nella consapevolezza che il digital divide può compromettere seriamente la competitività dei territori.

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L’Italia del digital divide: banda larga per pochi, ma è il pc il grande assente

All the living people

Foto di Jose Maria Cuellar

Quanti sono i cittadini che in Italia hanno pieno accesso alle nuove tecnologie digitali grazie alla connessione veloce? I numeri ci restituiscono l’immagine di un Paese ancora lontano dalla media degli altri Paesi europei e diviso in due per quanto riguarda l’accesso ai servizi broadband (banda larga): da una parte le città medio-grandi, in cui c’è una diversificazione dell’offerta da parte degli operatori (quindi anche tariffe in concorrenza tra loro), dall’altra i piccoli centri, in cui le infrastrutture sono ancora di là da venire e l’offerta scarseggia, quando non è completamente assente.

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Nelle aree montane soluzioni da inventare contro il digital divide

Bay Bridge Silhouette

Foto di Thomas Hawk

La scienza riesce a creare ponti in grado di proiettare il genere umano su orizzonti fino a quel momento tratteggiati solo nelle opere di scrittori o cineasti fantasy che, spesso, proprio dalla scienza attingono le più illuminate ispirazioni. Questi stessi ponti possono rimanere inaccessibili a molti e creare, o acuire, fratture e lacerazioni nel tessuto economico e sociale. Un esempio? La connessione a banda larga che, laddove manca, dà origine al famigerato digital divide, il cui nome rischia di spostare l'attenzione sulle tecnologie laddove un gap digitale, oggi, è soprattutto un divario sociale. E' di questo che abbiamo parlato con Enrico Borghi, presidente dell'Uncem, portavoce di una delle aree geografiche italiane maggiormente svantaggiate per carenza di infrastrutture di accesso alla rete.

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Banda larga e digital divide: al via gli approfondimenti di FORUM PA

Compare And Contrast

Foto di Tom

A dicembre 2008 la IX Commissione della Camera (trasporti, poste e telecomunicazioni) ha pubblicato le conclusioni dell’Indagine conoscitiva sull'assetto e sulle prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni elettroniche. Un documento estremamente chiaro ed accessibile, che fa il punto della situazione italiana rispetto alle reti di comunicazioni elettroniche e che mette in evidenza alcuni punti critici del sistema, proponendo diverse ipotesi di lavoro.

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Amministrare 2.0. La sintesi di PanelPA

Numeri! • Numbers!

Foto di microrama

Usano Facebook, accedono alle banche on line e comprano su internet, ma dai siti web della PA si aspettano solo informazioni e trasparenza, non interazione e partecipazione. Questo l’identikit che emerge dall’indagine on line “Amministrare 2.0”, condotta da FORUM PA sugli iscritti alla propria community per rispondere a una domanda: Pubblica amministrazione e cittadini si incontrano on line?
I risultati dell’indagine (che rientra nel progetto PanelPA) ci dicono che le potenzialità più innovative messe a disposizione dalle nuove tecnologie (partecipazione, collaborazione, scambio di esperienze) non sono ancora pienamente sfruttate. In particolare, questo emerge da un dato: il 76% di chi negli ultimi mesi si è collegato al sito web di una pubblica amministrazione lo ha fatto per ricevere informazioni.

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“Amministrare 2.0”: un Tavolo permanente di lavoro per le città digitali

Orange

Foto di (Erik)

Si sono incontrate venerdì scorso, 6 febbraio, a Venezia alcune amministrazioni locali che stanno sperimentando una nuova filosofia di governo, basata su un sistema aperto e partecipato che utilizza le logiche e gli strumenti del web 2.0. Dall’incontro è nato ufficialmente il Tavolo permanente di lavoro "Amministrare 2.0", un’iniziativa di FORUM PA e Comune di Venezia, ideata per favorire lo scambio e la condivisione di strumenti, obiettivi ed esperienze tra tutte le realtà che vogliono rimettere i cittadini al centro del processo di sviluppo della PA digitale.

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Nasce a Venezia il Tavolo Permanente di Lavoro Amministrare 2.0

Transparent Screen

Foto di yohann.aberkane

I Comuni di Venezia, Monza, Parma, Reggio Emilia, Trieste e Udine sono gli enti fondatori del Tavolo, che nasce per favorire la collaborazione e lo scambio di esperienze tra le realtà che vedono nelle applicazioni del web 2.0 uno strumento fondamentale per migliorare la qualità dei servizi offerti a famiglie e imprese, per incoraggiare la condivisione e l’arricchimento dei saperi interni alle organizzazioni stesse e per sostenere la diffusione dei processi di partecipazione dei cittadini.

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PA 2.0, una metafora utile in tempo di crisi

“Quelli che con una bella dormita passa tutto… anche il cancro, oh yes!” cantava nel 1975 un ispirato Enzo Jannacci in una ballata passata alla storia. Il verso mi torna in mente ascoltando tanti discorsi di esperti e politici che parlano di come uscire dalla crisi. In realtà, a quel che dicono, la panacea ci sarebbe: basterebbe avere fiducia, essere ottimisti, pensare positivo…insomma una bella dormita! Temo che le cose siano invece un po’ più complicate e che la fiducia non cresca come erba spontanea dei campi, ma vada pazientemente coltivata.
Proviamo allora, ancora una volta nel nostro orticello e con tenace caparbietà, a fare un esercizio per capire come può e deve cambiare la PA perché questa fiducia nasca e metta radici. 
Questa volta lo faccio aiutandomi con una parola di moda che è insieme anche una metafora di quel che voglio dire. il “web 2.0” [1]

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Urbanistica partecipata, a Genova si discute della nuova autostrada

Wooohooooo for fall!!!!!!!!

Foto di Tina Keller

Se ne parla da circa trent’anni, ma fino ad oggi la realizzazione della Gronda di Genova, o Gronda di Ponente - il nuovo tratto autostradale che, raddoppiando l’attuale autostrada costiera A10, dovrebbe eliminare gli ingorghi e i rallentamenti che oggi si verificano nel tratto Voltri-Genova ovest – è rimasta solo un’ipotesi. Ora, invece, sembra che l’idea stia per concretizzarsi: Autostrade per l’Italia ha presentato la proposta di cinque tracciati alternativi, sui quali il Comune di Genova ha deciso di avviare un dibattito pubblico, dal 1° febbraio al 30 aprile 2009, per garantire la massima informazione e trasparenza sul progetto e per permettere a tutti i soggetti interessati (cittadini e associazioni) di chiedere chiarimenti, discutere ed esprimere il proprio punto di vista.

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