Cerca: Lavoro e welfare, Atti FORUM PA 2011

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Immigrazione, un modello trans-culturale per trasformare la società.

Secondo Aldo Morrone questo non è solo un momento storico di lacerazione dal punto di vista migratorio, ma anzi potrebbe rappresentare l'opportunità per trasformare la nostra società. Complice un modello non multi ma trans-culturale, che ci permetta di attraversare modelli culturali e sociali diversi, quindi di contaminarci e migliorarci.

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L'immigrazione alla prova dell'emergenza Nordafrica.

Sebastiano Musumeci riconosce che da qualche settimana il fenomeno migratorio ha assunto un carattere diverso, infatti prima si ragionava in termini di diritti-doveri, mentre ora la situazione emergenziale che si accadendo nel Nordafrica pone ad Europa e soprattutto a noi italiani qualche interrogativo.

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Intervento al convegno NW.03 "Il sistema di interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: un esempio di collaborazione interistituzionale"

Creazione ed incremento di nidi o interventi similari; facilitazione del rientro al lavoro dopo congedo parentale; incentivi per acquisto di servizi di cura nella forma di voucher/buono o buono lavoro; sostegno a modalità di prestazione lavoro e tipologie contrattuali facilitanti come part time o telelavoro; altri interventi innovativi proposti da Regioni o Province compatibili con le finalità di conciliazione.

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L'impegno degli enti locali per richiedenti asilo e rifugiati.

Maria Silvia Olivieri lavora per il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), la rete degli enti locali che, insieme al terzo settore, dal 2001 si occupa di misure di accoglienza integrata per le due categorie di stranieri. Dopo il primo intervento di supporto, essi promuovono percorsi di inserimento socio-economico, per favorire la riconquista dell'autonomia da parte dei loro assistiti

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Immigrazione, un modello interculturale per l'Italia.

Vincenzo Cesareo tenta di dare una definizione del processo di integrazione, stabilendone i due elementi distintivi nella multidimensionalità e nella bidirezionalità. Il relatore individua poi le tre caratteristiche che permettono di metterlo a fuoco: presenza degli immigrati, considerando che non è immediato stabilire chi lo sia; riconoscimento da parte dell'autorità; natura permanente e non provvisoria del fenomeno.

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Intesa conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Marinella Marino entra nel dettaglio dell'attuazione del piano elaborato dal dipartimento per le Pari Opportunità per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, poi approvato dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, per stabilire se alla prova dei fatti si stia dimostrando un valido strumento di policy. Nel frattempo, negli ultimi mesi, la forte accelerazione impressa al tema a livello europeo sta offrendo un enorme sostegno al lavoro del dipartimento.

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Immigrazione, diritto di cittadinanza e voto riforme necessarie per reale integrazione.

Antonio Russo ritiene che ad un anno dall'approvazione del piano per l'integrazione sia opportuno continuare ad intervenire utilizzando lo stesso approccio metodologico, visto che i 5 assi individuati sono gli stessi che ritroviamo all'interno del fenomeno migratorio sul territorio. Anche se si tratterà di aggiungere qualche considerazione in più alla luce della situazione straordinaria creatasi nel Nordafrica.

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L'integrazione ad un anno dal piano "Identità ed Incontro".

Natale Forlani illustra il contenuto del convegno, che verterà sul tema dell'integrazione alla luce del piano “Identità ed Incontro” approvato circa un anno fa dal governo e che rappresenta uno spartiacque nelle politiche dell'immigrazione in Italia. Dopo un decennio ad interrogarsi se fosse produttivo o meno accogliere gli immigrati, il nostro paese ha infatti deciso di passare a ragionare in termini di integrazione e a valorizzare la crescita della comunità straniera, composta da immigrati europei ed extraeuropei.

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Gli interventi delle Regioni per l'Intesa Conciliazione.

Mariagrazia Vendrame, dopo aver fornito alcune indicazioni di merito sull'Intesa conciliazione, insiste sull'importanza del monitoraggio da parte del gruppo di lavoro. Ma che non sia fine a se stesso, bensì per far in modo che i dati permettano al dipartimento delle Pari Opportunità di capire cosa avviene realmente sui territori e come sia meglio intervenire, nonché di divenire punto di raccordo sul tema della conciliazione, magari diventando un ministero con portafoglio.

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La conciliazione condivisa tra uomini e donne.

Valeria Maione sottolinea come la tenace resistenza delle donne sul mercato del lavoro, nonostante la crisi, sia in parte riconducibile al fatto che il salario delle donne sia sempre più indifferibile, in quanto di sostegno alle finanze familiari, piuttosto che di supporto. La docente, pur complimentandosi con la concretezza delle relatrici, puntualizza poi come sia necessario cambiare prospettiva, passando dal concetto di conciliazione a quello di condivisione, o meglio di "conciliazione condivisa", per cui anche l'uomo comincia ad occuparsi della famiglia.

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