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Mantova smart region: l'unione fa la forza

Nel territorio mantovano l'iniziativa smart city ha qualcosa di nuovo ed esemplare rispetto ai numerosi casi nazionali e internazionali di città che stanno lavorando a questo tema. Infatti, grazie alla solida guida dell'amministrazione provinciale, in questa iniziativa i rigidi confini che separano le singole aree urbane sono stati completamente cancellati, favorendo la costruzione di un'unica grande community di progetto in cui sono stati coinvolti tutti i Comuni della provincia. In questo contesto, partecipazione e collaborazione sono diventati i concetti chiave che hanno permesso di sviluppare un progetto caratterizzato da un obiettivo condiviso che poteva essere raggiunto solo lavorando come gruppo, e non come singoli: mettere a sistema l'ingente patrimonio culturale e ambientale custodito da ciascun Comune al fine di migliorare la capacità attrattiva dell'intero territorio e le sue modalità di fruizione, promuovendone un'immagine unitaria.

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  • Cod. lab.150
  • 09/05/2011
  • 11:00 - 15:00
  • Padiglione 9
  • Stand 1A

Presentazione della Rete Italiana di Cultura Popolare e degli Stati Generali della Cultura Popolare - Torino 23,24 e 25 settembre 2011regio

A cosa serve la cultura?

Ernesto Galli della Loggia evidenzia come negli ultimi anni il MiBAC abbia subito un decadimento di immagine e si sia allontanato dai ceti colti del paese. Ciò è stato causato da una confusione tra cultura e turismo: è assolutamente legittimo cercare di trarre il massimo profitto dal consumo culturale, ma quella della rendita non può essere l’unica ideologia della valorizzazione culturale, altrimenti – ad esempio – dove andrebbero a finire strutture fondamentali seppur non redditizie come le biblioteche?

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La cultura come ingrediente dinamico del benessere sociale

Dopo aver richiamato l’attenzione sulla scarsezza delle risorse a disposizione, la dr.ssa Recchia sottolinea come il MiBAC debba recuperare una legittimazione a livello di opinione pubblica, da una parte nei confronti di chi protesta per i tagli, e dall’altra di quei contribuenti che non fruiscono di cultura pur partecipando economicamente alla sua produzione.

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Il patrimonio culturale italiano come vantaggio competitivo

Mario Resca sottolinea come sia finita per l’Italia l’epoca dello sviluppo manifatturiero, e come il Paese debba invece puntare sul più produttivo degli investimenti possibili: la tutela e la divulgazione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico. Dopo aver letto un messaggio del Ministro Galan, Resca illustra l’azione della DG per la valorizzazione incentrata sul recupero di quote di mercato nella grande competizione turistica internazionale. Il 2010 ha visto un aumento del 16% dei visitatori nei musei statali, con un conseguente aumento dei ricavi del 7,5%.

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Passato e presente: animus loci e tecnologie per la promozione culturale

Prendendo come esempio il Museo del Vetro di Murano o la vendita on line di artigianato artistico dalle colline toscane, Scognamiglio sottolinea come sia fondamentale saper coniugare un’ottima valorizzazione dello spirito dei luoghi e un efficace sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione per promuovere veramente il patrimonio culturale italiano.

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La customer experience e la cura della fruizione culturale

Andrea Granelli concentra il suo intervento sul necessario dialogo tra tradizione e innovazione che si deve istaurare quando si parla di consumo culturale. L’attenzione a come il consumatore entra in rapporto con la cultura è un tema su cui non ci si interroga abbastanza, mentre invece è fondamentale studiarlo per elaborare nuove forme di mediazione e promozione culturale.

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