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Intervento di Gennarino Tozzi

Cosa cogliamo dalla fiction? Che non ci sono più questi eroi della progettazioni? Forse che ci sono delle regole che impediscono l’espressione dell’eccellenza esistente. Non mancano le capacità tecniche e le intelligenze, ma una cultura orchestrale che le liberi sul piano burocratico. Gli esempi positivi ci sono e il loro successo è dovuto al coraggio di accettare certe sfide e la coesione attorno ai tavoli decisionali.

Intervento di Fabrizio Binacchi

Il racconto di un'Italia che accettava le sfide: l'epopoea dell'autostrada del Sole nella fiction La strada dritta.

Intervento di Carlo Zini

L’elemento prioritario oltre alla volontà politica per la realizzazione delle infrastrutture, con tutto il dibattito alimentato dalla trasformazione delle città, è necessario di disporre di ingenti investimenti. Oggi investiamo miliardi nella coesione sociale dove non manca la qualità realizzativa, ma il consenso politico e le risorse economiche. È importante quindi assegnare delle priorità alle opere, considerando ovviamente le tensioni locali che vengono generate.

Intervento di Enrico Seta

Non possiamo considerare un atto normativo una panacea: il nostro ordinamento soffre di patologie accumulate nel tempo. Il tema degli investimenti nel mondo delle costruzioni va collocato in una visione più ampia, dove il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti possa essere un ambito di crescita e non di spesa, recuperando efficienza. Crescita significa anche bloccare la richiesta continua di spesa pubblica e riorganizzare interi settori. Meno contributi a fondo perduto e più sinergie.

Intervento di Flavio Tosi

A Verona abbiamo assunto un atteggiamento pratico nell’affrontare i problemi: la fiction sulla costruzione dell’autostrada del Sole è attuale ed emblematica. Vanno affrontati e superati i limiti della burocrazia e i limiti culturali se vogliamo dotarci delle infrastrutture neccessarie per compiere un salto di qualità.

Intervento di Pierfrancesco Maran

EXPO ha consentito di sbloccare gli investimenti. Oltre allo Sblocca Italia e sul come vengono gestiti gli investimenti, dobbiamo porci il problema di quali investimenti vogliamo e possiamo sostenere: Milano porta qualche esempio, per esempio gli interventi di contenimento delle esondazioni. E le nuove opere che va fatte con le opportune valutazioni.

Intervento di Paolo Buzzetti

Osserviamo città stravolte da eventi naturali, con grandi responsabilità umane. Riuscivamo a fare cose che ci copiavano in tutto il mondo, quando le immagini del cavalcavia dell’autostrada del Sole esposti al MoMA e i giapponesi che ci osannavano. Oggi andiamo verso un fermo totale, mi fa piacere che il Governo si opponga a un’ottusa austerità, che annulla gli investimenti e aumenta la spesa pubblica. Le conseguenze sono sotto i nostri occhi. Serve un grande piano.

FORUM PA Challenge: scoprite le soluzioni alle sfide direttamente dagli innovatori

Software per la validazione dei consumi energetici o per la gestione del patrimonio pubblico; app che elaborano percorsi di visita personalizzati per ogni turista o anche solo per trovare parcheggio; modelli innovativi di pratiche partecipate per il recupero di aree dismesse o per la gestione di prestazioni integrate per le persone non autosufficienti. Ma anche car pooling scolastico, abbattimento delle barriere linguistiche, piattaforme Open Data e premi per l’innovazione.

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Un "Manifesto" per una nuova Pubblica Amministrazione

Rispondendo idealmente al mio lamento sulla "necrofilia amministrativa", Enrico Conte, dirigente del Comune di Trieste, ci manda un ideale "Manifesto" per una vera riforma della PA che non posso che condividere. Al di là dei temi della valutazione, della comunicazione, della mobilità e gestione delle risorse umane da noi spesso trattati, mi pare che questo contributo sia particolarmente interessante per l'apertura "oltre il palazzo" che coinvolge il mondo delle imprese e quello della cittadinanza attiva. Il dibattito continua. Aspettiamo altri contributi. - Carlo Mochi Sismondi

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Necrofilia amministrativa

Spesso il necrofilo si riconosce da una mania fobica per la pulizia: lo vedi con lo straccetto imbevuto d’alcol che sterilizza dovunque si poggi. Il necrofilo amministrativo, che di questa sindrome è un caso di specie interessante, si riconosce invece dalla costante paura della responsabilità e dal tentativo di sterilizzare qualsiasi scelta facendola diventare un adempimento obbligatorio che svincoli il vertice amministrativo da qualsiasi contaminazione.

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