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  • 29/05/2013
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Salviamo il Nostro Servizio Sanitario Nazionale - POSTER SESSION

Fondazione GIMBE invita gli attori della sanità italiana ad aderire al progetto

Partnership anticrisi, le soluzioni dalla politica del farmaco. Eli Lilly Italia a FORUM PA 2012

Il 18 maggio FORUM PA 2012 ospiterà importante confronto organizzato in collaborazione con Eli Lilly, dal titolo “Partnership anticrisi. Le soluzioni dalla politica del farmaco per realizzare la sanità del futuro”. In questo video raccogliamo la presentazione di Patrik Jonsson, General Manager Eli Lilly Italia e del professore Federico Spandonaro, docente di economia sanitaria presso il CEIS – Università di Roma Tor Vergata, partner di Eli Lilly nell’ innovativo progetto di ricerca che per la prima volta ha comparato i sistemi sanitari delle Regioni cosiddette virtuose con quelle in piano di rientro. Il focus della ricerca è sulle politiche farmaceutiche regionali, cogliendo il punto di vista e le percezioni degli stakeholder del sistema: dagli assessori ai responsabili del farmaco ai dirigenti e ai direttori aziendali. I risultati saranno discussi per la prima volta il 18 maggio a FORUM PA.

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Integrazione tra servizi e integrazione tra istituzioni sul territorio

Intervenendo al convegno “Percorsi di salute: nelle cure primarie, tra territorio e ospedale. Integrazione, sostenibilità e pdta territoriali”, Leopoldo Di Girolamo sottolinea due temi su cui lavorare per realizzare un decisivo efficientamento del Ssn, migliorando al tempo stesso la qualità e l’appropriatezza dei servizi socio-sanitari erogati al paziente. Il primo grande tema è il progressivo spostamento di risorse e competenze dall’ospedale al territorio, il secondo è l’endemica ristrettezza i bilancio per i Comuni che si traduce in un taglio consistente alle spese per il sociale.

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Il casemix delle cure primarie: scarsa variabilità è sinonimo di appropriatezza? Esperienze di ricerca a confronto, tra Veneto e FVG

Intervenendo al convegno “Percorsi di salute: nelle cure primarie, tra territorio e ospedale. Integrazione, sostenibilità e pdta territoriali”, Paolo Piergentili presenta i risultati intermedi della Ricerca dal titolo “Valutazione  della qualita' assistenziale  e dei costi del medico di famiglia basata su metodologie di risk adjustment”, partita nel 2007 e finanziata dal Ministero della salute. “Il punto da cui siamo partiti  - spiega Piergentili – è che per togliere centralità all’ospedale bisogna dare nuova centralità al medico di medicina generale”.

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Le cura primarie in un sistema in cambiamento

Angelo Lino del Favero introduce i lavori del workshop dedicato ai percorsi di salute nelle cure primarie. Il suo intervento intende contestualizzare la riflessione su due piani. “Innanzitutto – sottolinea – occorre rimarcare che siamo passati da un confronto tra " buone pratiche" a un confronto tra "modelli" di sanità”.

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La professionalità nella Sanità pubblica: il punto di vista di ANAAO ASSOMED - Associazione Medici Dirigenti

Sì al riconoscimento della centralità del tema della valorizzazione dello sviluppo professionale. No alla tendenza, più o meno manifesta, a rinchiudere la professione medica in una sorta di cittadella fortificata di competenze cliniche, mentre tutto il resto è competenza della dirigenza. Questo il punto di vista di Domenico Iscaro, il quale sottolinea come quando si affronta il problema della mancanza di medici, che già nel 2020 sarà clamorosa, si risponde con modelli organizzativi che lasciano molte perplessità come, ad esempio, il modello dell’ospedale di intensità di cura.

La dirigenza in sanità: il punto di vista della FASSID

L’organizzazione sindacale FASSID ha creduto nel concetto di dirigenza, anche perché serviva per fare un salto di qualità sia economico che normativo, ma l'attuazione si è poi rivelata monca, a causa della scarsità delle risorse economiche e a causa dell'assenza di una cultura adeguata sia da parte della dirigenza delle aziende,sia da parte degli stessi professionisti.

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La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista del CIMO-ASMD

“Se da dieci anni un sistema non funziona, evidentemente c'è qualcosa di sbagliato alla base”. Esordisce così Riccardo Cassi, Presidente nazionale di CIMO - ASMD (Coordinamento Italiano dei Medici Ospedalieri - Associazione Sindacale dei Medici Dirigenti), il quale mette l’accento sul meccanismo degli incarichi che, secondo lui, non è adatto a riconoscere il lavoro del professionista nel settore medico, perché una volta affidato un incarico questo diviene un ruolo organizzativo e non più professionale.

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La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista della U.I.L.F.P.L.

“Apprezzo il lavoro compiuto da Brunetta rispetto alla valorizzazione delle professioni, ma perché il sistema della fasce non viene applicato anche nel suo dipartimento?” Inizia con questa provocazione l'intervento di Giovanni Torluccio, il quale comunque riconosce l'esigenza di ridisegnare l'organizzazione della sanità sulla base di professionalità che si sono evolute negli anni e di bisogni della salute ora diversi - dovuti anche all'invecchiamento della popolazione -, con un necessario incrocio tra soluzioni in ambito sanitario e sociale.

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La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista della Cisl

La riforma Brunetta tenta di ottimizzare il servizio pubblico, sburocratizzandolo e rendendolo più vicino ai bisogni dei cittadini, con il comparto sanitario a fare da punta avanzata della sperimentazione in quanto il diritto alla salute è un bisogno primario. Ne è convinta Daniela Volpato, rappresentante della sezione Funzione Pubblica della Cisl, che sottolinea come l'evoluzione dei modelli organizzativi sia molto più impellente nella sanità che in altri comparti.

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