Cerca: Corsivo, Riforma PA, lotta alla corruzione

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Ecco come scovare i furbacchioni: cherchez l’ostriche!

Le ultime vicissitudini in tema di malversazioni da parte di alcuni esponenti di partito mi hanno fatto pensare ad un altro tipo possibile di “misurazione” delle loro malefatte. Si tratta di una specie di redditometro “in salsa ittica” da adottare rispetto ai reati che possono essere messi in atto da figuri torbidi del settore, anche se le acque nelle quali hanno per lungo tempo navigato son tutt’altro che chiare, dolci e fresche. Credo che la proposta, che vado tosto ad illustrare, potrebbe risultare buona per acclarare eventuali future situazioni in caso di azioni nobili tipo appropriazione indebita, truffa, peculato e via di questo passo, e mi permetto umilmente di segnalarne il metodo e l’uso a chi può giovarsene in termini di indagine.

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Notizie sparse e in salsa agrodolce dalla PA: ce n’è per tutti i gusti!

Una attenta lettura dei giornali dei giorni scorsi “regala” una serie di spunti particolarmente interessanti riferiti alla nostra pubblica amministrazione, davvero buoni per tutti i gusti: un modo per restare “freschi” e sulle notizie, in un periodo caldo, in tutti i sensi. Vediamone alcuni, in grado di “accontentare” “palati” diversi: si va dal tranquillo deja vù in terra siciliana prima di virare su qualcosa assolutamente portatore di arrabbiatura tout court, per arrivare anche alla nota di (quasi) buonumore. E per finire, un “invito alla lettura” per l’estate: da casa, in albergo o sotto l’ombrellone (in questi ultimi due casi: per i pochi - come dicono le statistiche- che quest’anno ci andranno).

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Niente più regali (o quasi) ai dipendenti della PA. Una bella sorpresa... e forse non è l’unica

 

Nel primo articolo del ddl anti-corruzione (recentemente approvato alla Camera) viene fissato il divieto di chiederne o accettarne, “a qualsiasi titolo (…) in connessione con l’espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati”. E nel contempo, la Commissione ad hoc costituita dal Ministro Patroni Griffi prospetta l’istituzione di premi (garantendo l’anonimato) per chi denuncia atti di corruzione ascrivibili a soggetti in forza alla pubblica amministrazione. E questo, a noi di FORUM PA, ricorda qualcosa…

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L'Inps e i falsi invalidi: uno su quattro non ce la fa più a fare il finto malato

Su 250mila controlli finora effettuati, sono quasi 72mila le posizioni che sono risultate non regolari, soggetti risultati “sani” ai quali la pensione è stata prontamente revocata. La media nazionale del raggiro in questo campo supera il 28% dei casi, con picchi regionali di dieci punti più alti. Il danno alla collettività è di almeno cinque miliardi di euro all’anno: una Finanziaria in più che pagano i cittadini onesti, e della quale si potrebbe e vorrebbe fare assolutamente a meno. E forse ce la faremo.

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Come ti truffo lo Stato a tempo di musica. E poi con Facebook mi faccio beccare

Due signore liguri risultavano “malate” e quasi immobili da tempo, invece la sera si scatenavano in balli e canti e poi postavano le loro prodezze sulla bacheca personale del social network: così sono state scoperte dalla Guardia di Finanza e denunciate per truffa ai danni di Inps e Inail. Morale: le bugie hanno le gambe corte, e anche per questo scatenarsi in discoteca non conviene. Fra l’altro, essere presi in giro e a suon di musica, di questi tempi, è del tutto insopportabile.

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Falsi invalidi e invalidi veri: l’Inps fra giusti controlli e abitudine (nazionale) all’eccesso

I controlli effettuati l’anno scorso dal nostro istituto nazionale di previdenza mettono finalmente in luce l’altissima percentuale di irregolarità, tanto che ben il 23% delle indennità passate al setaccio sono già state revocate. Sul fenomeno ha finora inciso in maniera forte la “funzione di scambio” esercitata dalla politica e dalla criminalità organizzata. Pesanti ombre e critiche, invece, sull’iter che devono affrontare molti invalidi a tutti gli effetti: un calvario che sarebbe giustificato, secondo il presidente Mastrapasqua, dal fatto che “lavorando sui grandi numeri, qualche errore si può fare”. Ma oltre ai controlli e al rigore, nei casi più gravi dovrebbe forse prevalere un atteggiamento di sensibilità, umanamente obbligatorio quando le ragioni dei deboli sono evidenti.

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