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  • Cod. G.04b
  • 17/05/2012
  • 14:30 - 18:00

Giornata dell’Innovazione Sociale - Innovazione sociale made in Italy. Come e perché

In collaborazione con: Artea Studio, Aequinet Hub, Fondazione Mondo Digitale, I- SIN - Rete Innovatori Sociali Italiani, Parco Scientifico Università di Roma – Tor Vergata

La forza motrice dell’open government in USA non è Obama, sono gli americani

Alex Howard, meglio conosciuto come @digiphile, è uno dei punti di riferimento della comunità del Government 2.0. È il corrispondente da Washington di O'Reilly Media ed ha un blog ricchissimo di informazioni su cosa succede su temi del Government 2.0. Alex e David Osimo hanno fatto una chiacchierata via skype, l’uno da Bruxelles l’altro in un Internet café di Washington. Si comincia con un aggiornamento sullo stato dell’Open Government negli Stati Uniti e si finisce con una domanda aperta “possiamo utilizzare parte del tempo dedicato a guardare la televisione verso attività che migliorano la cosa pubblica e creano occupazione”?

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Enabling city. L'innovazione sociale (spesso) succede dove meno te lo aspetti

“Enabling” con un termine un po' evocativo di manuali di pedagogia può tradursi in italiano con “abilitante”. Ma è un po’ il contrario di quel che sembra, perché l’enabling city è in realtà una città che sa imparare. Dai cittadini e dalle comunità che la abitano, la animano, la migliorano, risolvendo i problemi che la attraversano. Spesso in modi imprevisti e nei luoghi su cui meno si scommetterebbe. “Enabling City” è il progetto di Chiara Camponeschi che si occupa di innovazione sociale nell'ambito della sostenibilità urbana e della governance partecipativa. “Per me – ci spiega Chiara - una città è veramente “enabling” quando lascia spazio alla collaborazione, alla sperimentazione, alla trasparenza. Quando mette cioé a disposizione fondi, infrastrutture e un progetto politico per stimolare l'empowerment di comunità locali che si attivino per contribuire al cambiamento”.

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La giustizia è un servizio. Un percorso di valutazione civica in nove Tribunali d’Italia

“Il 15 settembre 2011, per la prima volta, i cittadini italiani sono entrati in tribunale per valutare la qualità del servizio e per condividere possibili azioni e interventi di miglioramento direttamente con il Presidente, il dirigente amministrativo, i magistrati e gli operatori quotidianamente coinvolti nella gestione delle attività”. Il percorso di valutazione civica del servizio giustizia, progetto coordinato da Cittadinanzattiva, mette  in chiaro che la giustizia è un servizio, alla cui qualità i cittadini possono concorrere in qualità di co-valutatori e co-designer. Ma alla base del progetto non ci sono solo questioni di service management. “Il percorso – ci spiega Mimma Modica Alberti, Coordinatrice Nazionale Giustizia per i Diritti (GD) Cittadinanzattiva - nasce dalla convinzione che è necessario superare il perimetro tradizionale dello stato sociale, includendo nella sfera dell’approccio universalistico la giustizia e ridefinendo lo status dei cittadini come attori del welfare al fine di garantirne qualità e sostenibilità”

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So Smart, so Sentient, so Social. E’ la nostra città di domani?

L’intelligenza di matrice tecnologica nel modello della smart city è un must, ma non basta. Dentro questo spazio di interconnessioni sottilissime e pervasive, solo apparentemente senza pareti, chi si muove e chi si incontra? Cosa può nascere o morire in una città potenzialmente capace di offrire infinite e personalizzate versioni di se stessa, attraverso un processo instancabile di ricerca e scoperta di dispositivi tech? Che fine fa lo spazio della sfera pubblica, cioè quello spazio di cui una società ha bisogno per ricomporre le differenze che la abitano e la animano? Queste sono le domande che emergono sempre più pressanti da chi, con prospettiva multidisciplinare, studia gli assetti urbani del futuro. Se ne parla ad Amsterdam, da oggi, in una quattro dedicata alle Social Cities of Tomorrow (#socialcities)

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Lo stato trasparente. Linked open data e cittadinanza attiva

“Nell’Open Government risiede oggi il pilastro più importante di una democrazia funzionante, capace di riconciliare i filoni, per anni infecondi, dell’e-government e dell’e-democracy”. Partendo da Platone, passando per Kant, arrivando alle tesi del wiki-government e della strong democracy (rispettivamente degli statunitensi Noveck e Barber) Francesca Di Donato spiega perché se lo stato trasparente è il modello, gli open linked data sono lo strumento e i cittadini informati e attivi i protagonisti. Invitandovi a leggere il saggio “Lo stato trasparente. Linked open data e cittadinanza attiva” (scaricabile gratuitamente) ve ne proponiamo un assaggio nell’intervista all’autrice, Ricercatrice all’Università di Pisa, Dipartimento di Scienze politiche e sociali e Community Coordinator di Linked Open Data Italia.

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Decoro Urbano

decoro urbanoNome applicazione - Decoro Urbano

Amministrazione proponente - 21 Comuni

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Change by US New York City. La città cambiata da noi

La domanda è: come possiamo rendere la nostra città un posto più bello e più verde in cui vivere? La risposta siamo Noi (Us), cittadini organizzati e non, e le idee che ci vengono in mente. Lo strumento è una grande bacheca on line dove postare idee o aderire a quelle degli altri per trasformarle insieme in progetti. E i soldi? Non sempre ne servono molti. Una piattaforma semplice, informazione tempestiva a chiara sui finanziamenti, un efficace servizio di tutoraggio e una rete di contatti: è la ricetta di New York City, attraverso Change by US.

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Critical City Upload: la trasformazione urbana diventa un gioco

Vai sul sito criticalcity.org, scegli una “missione” tra quelle proposte (si tratta di microprogetti creativi da svolgere in città) e realizzala, documentando il tutto con foto e video. Poi carica sul sito i materiali che raccontano il micro-progetto realizzato e ottieni un punteggio; accumulando punti si sale di livello e si possono compiere missioni sempre più difficili.

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Cremacambia. Se l’amministrazione non va ai cittadini…

Da un lato una cittadina della provincia italiana, vivibile e senza grandi problemi. Dall’altro una rete di amministrazioni locali impegnate a condividere percorsi di amministrazione partecipata. Nel mezzo un gruppo di cittadini tra i 25 e i 45 anni che si domanda: perché non la nostra amministrazione? Dalla collaborazione tra i cittadini cremaschi e la  Rete Nuovo Municipio nasce Cremacambia, per disegnare un percorso di partecipazione nella città ed elaborare proposte programmatiche su cinque temi: Consumo Critico, Urbanistica Partecipata, Energie Pulite, Città e Giovani , Mobilità Sostenibile. Davide Cazzoni, tra gli ideatori, ci racconta il progetto, le resistenze e l’esperienza della rete in un territorio di piccoli Comuni. Obiettivo raggiunto? Risponde: “Ad oggi i temi e il metodo sono entrati nell’agenda del dibattito pre-elettorale”.

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