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On line il bando da 100.000 Euro per progetti di sviluppo della Agenda Digitale di Bologna

100mila € per finanziare progetti nell’ambito dell’agenda digitale e 60giorni di tempo per presentare proposte. C'è tempo fino alle ore 12 del 25 febbraio 2013 per avanzare proposte progettuali di sviluppo dell’Agenda Digitale di Bologna. I progetti dovranno essere relativi agli assi tematici dell’Agenda Digitale:

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Economia digitale: chi l’ha vista?

Ho letto con molta attenzione il puntuale resoconto dell’azione di Governo che Palazzo Chigi ha pubblicato sul suo sito, anche se poi è stato repentinamente tolto ed in questo momento (sono le 10.00 del 4 gennaio) è introvabile. In questo breve editoriale, il primo dell’anno nuovo, vorrei proporre un commento relativo esclusivamente all’economia digitale e alle politiche industriali che lo sviluppo di questo settore fondamentale per la ripresa richiedono. Sono infatti sempre più convinto, esaminando anche le azioni puntuali dei Governi delle principali economie mondiali, che la chiave della ripresa sia lì e che da parte nostra ci sia una radicata e tenace sottovalutazione di questo settore.

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Agenda digitale europea: le nuove priorità per il 2013-2014

Martedì 18 dicembre la Commissione europea ha adottato sette nuove priorità per l'economia e la società digitali. L'economia digitale sta crescendo sette volte più velocemente rispetto al resto dell'economia, ma il suo potenziale è attualmente ostacolato da un quadro strategico paneuropeo disomogeneo. Le priorità individuate seguono, dunque, una politica globale di revisione e pongono nuova enfasi sugli elementi più trasformativi dell'Agenda digitale europea del 2010. 

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La Smart Specialisation e l’Agenda Digitale per lo sviluppo

Ancora una volta, dall’Europa arriva uno stimolo a migliorare le modalità con cui gestire ed indirizzare gli investimenti pubblici. Si tratta delle strategie per la Smart Specialisation, una delle precondizioni per un utilizzo efficiente dei fondi europei. Presentiamo un interessante Articolo di Luigi Reggi che permette di cogliere le differenze di impostazione rispetto al passato.

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Neelie Kroes ‏su twitter: Agisci ora! Chiedi al parlamento di mettere #AgendaDigitale come priorità

La crisi di Governo rischia di bloccare l'agenda digitale italiana e Neelie Kroes non ci sta. Partita ieri una vera e propria "campagna" su Twitter dall'account ufficiale della commissaria Europea che chiede la mobilitazione degli Italiani per chiedere al Parlamento di firmare la legge di approvazione del Decreto Crescita 2.0 (Digitalia).

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Decreto sviluppo bis: ora abbiamo qualche mattone per l’Agenda digitale, ma non basta

Sono troppi anni che andiamo sbavando per uno straccio di presa di posizione di Governo sull’Agenda Digitale del Paese per sparare addosso al nuovo decreto legge, che finalmente dedica a questo aspetto fondamentale dello sviluppo una buona parte dei suoi 38 articoli. E questa è senz’altro una buona notizia. Cerchiamo quindi di essere positivi anche nelle critiche: volevamo costruire un importante ed ambizioso palazzo e abbiamo intanto messo giù, sul terreno del cantiere, un po’ di mattoni

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Facile la vita in E-stonia!

Reduce da compilazioni di 730 & co, più di qualcuno di efficienza e qualità della vita legate alla “e” dei miracoli non ne vorrà sentire. Da più di un decennio, infatti, piani e promesse di e-gov si rincorrono e scivolano, spesso senza scandalo, attraverso i corridoi sovraffollati degli uffici pubblici. E ora che l’attenzione si sposta su città e intelligenza territoriale c’è il rischio di perdere completamente la visione nazionale dell'e-government italiano. Bene, se anche così fosse a guardare l’Estonia si direbbe che niente è perduto. In piena crisi anni ’90, la piccola Repubblica (ex sovietica) ha elaborato un modello "post-industriale" di e-gov. Così, assicurano a Tallin, è nata l’E-stonia, dove (per dirne una) il 94% dei contribuenti compila la dichiarazione dei redditi on line.

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Caro direttore, ti scrivo

Caro direttore, ti scrivo…non so ancora chi tu sia, dovresti essere nominato entro domani (sono passati 30 giorni dal decreto del 26 giugno) a dirigere l’altisonante e ambiziosa “Agenzia per l’Italia Digitale”, ma forse dovrai aspettare qualcosa di più. Saresti dovuto essere scelto attraverso un avviso pubblico, di cui però si sono perse le tracce nella canicola di luglio, ma comunque in un qualche modo sarai scelto e incaricato. Sono certo (quasi certo) che sarai una personalità competente, uomo o donna che tu sia (ma la seconda opzione mi pare fantascienza), sopra le parti, in grado di immaginare un percorso per farci risalire una china internazionale che invece stiamo rapidamente scendendo. Sono certo che avrai chiara l’enorme responsabilità di essere nei fatti il CIO (chief information officer, ossia il capo dell’ICT) del Paese e, se l’accetterai, avrai chiara anche la strada da fare: proprio per questo ti scrivo.

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Tra tagli lineari e spending review che fine ha fatto l'innovazione?

Oramai non fa più notizia o, meglio, non quanto dovrebbe: chiamiamoli tagli lineari o spending review la pubblica amministrazione viene vista e trattata come un corpaccione grasso da snellire rapidamente a colpi di mannaia piuttosto che di chirurgia estetica. Non ci sono dubbi che sia un processo, negli intenti ultimi, necessario ed inevitabile ma quello che lascia perplessi, ogni volta che si riaffronta il problema, è la mancanza di un progetto esplicito su quali siano i modelli operativi e gli strumenti che una pubblica amministrazione mutilata dovrebbe adottare nel cercare, a fronte della drastica riduzione dei costi, di svolgere la propria funzione di pubblico interesse. Una pubblica amministrazione che, continuando su questi passi, è destinata sempre più a diventare quel "regno inerme" ipotizzato da De Rita, sempre più distante dalla società e dai bisogni dei suoi cittadini.

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I rocamboleschi passi del gambero dell’Agenda Digitale Italiana

“Così procedendo si sgretolano le ragioni del diritto, perché non si permette alla norma di sedimentarsi, alla giurisprudenza di intervenire concretizzando i princìpi generali e alla dottrina di interpretarli. Con leggerezza disarmante tutto viene solo “appiccicato” senza criterio. Gli effetti disastrosi di questo modo di procedere li vivremo tra qualche anno, quando i tribunali metteranno in discussione questa normativa zoppicante e frettolosa. È quello che sta succedendo con la tanto sbandierata Agenda Digitale”. Riceviamo e con piacere vi proponiamo l'articolata analisi dell’avv. Andrea Lisi, già pubblicata su “eCloud”, la nuova rivista cartacea di cui è direttore scientifico.

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