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Elementi di innovazione nella disciplina dell’azione collettiva contro la PA

Maria Giulia Cosentino ripercorre il non facile iter legislativo dell’azione collettiva contro la PA, evidenziando le posizioni dei diversi portatori di interesse.  Pur riconoscendo che non ci troviamo di fronte ad uno strumento “perfetto”, sottolinea la portata innovativa della disciplina così come tracciata nel decreto legislativo 198/2009.

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Un PA ordinata in standard. Effetti del decreto legislativo 198/2009

“Il decreto legislativo 198/2009 introduce uno strumento che in altri tempi (non troppo lontani) sarebbe stato considerato eversivo”.  Così Giovanni Guzzetta introduce il confronto sulla disciplina dell’azione collettiva contro la pubblica amministrazione, formalizzata dopo un acceso confronto tra le parti interessate. “La disciplina ha una sua coerenza e indubbi elementi di novità.  L’intera attività amministrativa, ovvero della pubblica amministrazione e dei concessionari dei servizi pubblici – sottolinea - si troverà ordinata in standard qualitativi ed economici”.

Il Barometro della qualità effettiva dei servizi pubblici. Oltre l’efficacia

Nereo Zamaro ripercorre il lavoro che ha portato alla costituzione del Barometro della qualità effettiva dei servizi pubblici, alla cui sperimentazione hanno aderito INPS e ACI. Al centro un indicatore sintetico della qualità amministrativa e dei servizi, in un percorso che, partendo dalla definizione di qualità effettiva, ha portato alla  declinazione in dimensioni e indicatori standardizzati. "L'obiettivo - spiega  - è quello di raccogliere dati confrontabili nel tempo, fornendo informazioni non solo sull'efficacia dei servizi, ma anche sulla reputazione dell'amministrazione".

L’azione collettiva contro la PA vista dai cittadini attivi

Cittadinanzattiva vede nella disciplina dell’azione collettiva contro la PA pregi e difetti. Teresa Petrangolini li spiega con chiarezza e sintesi, proponendo concrete opzioni di miglioramento della legge.  “Nel frattempo – chiarisce - Cittadinanzattiva  ha scelto di usare la legge cercando di renderla il più possibile favorevole al cittadino e di considerare validi gli standard già esistenti in Carte dei servizi e leggi”.