Cerca: Federalismo e assetti istituzionali

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La società ha il diritto di rendere conto dell’operato delle amministrazioni pubbliche: la nascita della CiVIT

Con la nascita della CiVIT si crea un autorità che va a monitorare i criteri di valutazione e trasparenza nell’ambito delle amministrazioni, non soltanto analizzando il singolo lavoratore, ma l’intera struttura. Si stabiliscono in questo modo dei criteri di valutazione obiettivi.

Il termine valutazione indipendente sottolinea lo sforzo di fare assumere autonomia agli organismi di controllo presenti all’interno delle amministrazioni.

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Il sistema europeo energetico integrato. L'esperienza dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas

C’è l’esigenza di un sistema energetico europeo visto in una dimensione integrata. I diversi sistemi europei nazionali respirano in termini sempre più continentali.

Dobbiamo quindi tenere presenti le nuove decisioni prese dall’Europa, su come armonizzazione ed unificare tutte le norme delle diverse nazioni. Lo sforzo è teso verso l’armonizzazione pragmatica delle politiche energetiche e ambientali. Un elemento da tenere sotto controllo è il mercato energetico che è una parte importante della cosiddetta “Casa europea dell’energia”.

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Il Presidente Agcom e le funzioni regolatrici delle autorità indipendenti

Le  autorità indipendenti non rappresentano un fine in sé ma uno strumento di garanzia dei diritti sensibili nel quadro di una continua trasformazione del rapporto tra economia e poteri pubblici. Sono arbitri dei mercati ma senza nessun arbitrio, esse si inseriscono nel il gioco fra istituzione e mercato garantendo il contraddittorio.

La funzione dell’autorità regolatrice è una funzione in divenire. Cinque sono i referenti delle autorità indipendenti: referente politico, referente istituzionale, giudice amministrativo, mercato e opinione pubblica

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La trasparenza: un valore aggiunto alla dimensione di efficacia ed efficienza

La trasparenza si presenta come un valore aggiunto alla dimensione della managerialità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, Si presenta cioè come chiave di lettura per contemplare uno sforzo volto al ridimensionamento e alla eliminazione dell’autoreferenzialità  dell’agire amministrativo che, spesso chiuso in sé stesso, si dimostra incapace di avere elementi che favoriscano la valutazione sulla qualità dei servizi offerti e sulla qualità della dinamiche di funzionamento nella produzione dei servizi stessi.

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La formazione del corpo dirigenziale: una chiave per l’azione amministrativa che coniuga efficacia, efficienza e legalità

“La governance amministrativa degli enti locali: come contemperare le esigenze di managerialità, efficienza e controllo della legalità”. Poiché da tempo i principi di efficienza ed efficacia sono entrati nella legislazione italiana in materia di P.A. in modo esplicito, si potrebbe perfino affermare che il problema enunciato nel titolo del convegno è posto in maniera non del tutto esatta. Infatti oggi dobbiamo affermare che una modalità necessaria sia pur non sufficiente per assicurare la legalità dell’azione amministrativa è quello di assicurare ad essa efficacia ed efficienza.

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Una figura di vertice per l’interpretazione e la coniugazione dei principi di legalità ed efficienza

L’articolo 97 della Costituzione getta le basi e i criteri sui quali tutta la PA dovrebbe fondarsi: principio di legalità e di efficienza. Tali principi non possono essere perseguiti in via separata e alternata, ma devono essere perseguiti in concomitanza dall’azione amministrativa.

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Governance amministrativa, federalismo e assetto del corpo dirigenziale degli enti locali: le criticità del quadro normativo

Le novità del quadro normativo sulla governance amministrativa mette in rilevo la doppia prospettiva di efficienza e legalità dell’azione amministrativa. Gian Candido De Martin, che  introduce il convegno “La governance amministrativa degli enti locali: come contemperare le esigenze di managerialità, efficienza e controllo della legalità”, pone l’attenzione sulle criticità, le contraddizioni, le incertezze e i dubbi di interventi legislativi poco in sintonia con il federalismo e con l’assetto organizzativo degli enti locali.

Il modello normativo di governance e i limiti delle realtà amministrative locali

In una amministrazione locale che stenta a sopravvivere nella stretta asfissiante rappresentata dall’incertezza del quadro normativo di riferimento, dai vincoli eccessivi del patto di stabilità, dalle prospettive nebulose di un federalismo sempre più equivoco, dalla scarsità delle risorse finanziarie disponibili, resa più acuta dalla grave situazione di crisi del Paese, è certamente arduo introdurre modelli innovativi di governance.

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Pluralità dei modelli organizzativi: uno spazio di efficienza delle realtà comunali e provinciali

Ogni realtà locale è sottoposta a sollecitazioni che provengono dal contesto di appartenenza che diverge da ente a ente. La possibilità di disporre di uno spazio che consenta l’elaborazione e la realizzazione di un modello organizzativo adeguato è una delle condizioni essenziali per garantire l’efficienza dell’amministrazione.

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Il Direttore Generale nelle amministrazioni locali: un ruolo di coordinamento e supporto per garantire l’efficienza dell’azione amministrativa

L’attività tecnica e operativa delle amministrazioni non può essere slegata e, anzi dipende, da una politica che sia in grado di produrre idee. Tuttavia le proposte politiche vanno incontro al problema della loro realizzabilità.

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