Cerca: Federalismo e assetti istituzionali

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Il Presidente Agcom e le funzioni regolatrici delle autorità indipendenti

Le  autorità indipendenti non rappresentano un fine in sé ma uno strumento di garanzia dei diritti sensibili nel quadro di una continua trasformazione del rapporto tra economia e poteri pubblici. Sono arbitri dei mercati ma senza nessun arbitrio, esse si inseriscono nel il gioco fra istituzione e mercato garantendo il contraddittorio.

La funzione dell’autorità regolatrice è una funzione in divenire. Cinque sono i referenti delle autorità indipendenti: referente politico, referente istituzionale, giudice amministrativo, mercato e opinione pubblica

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La natura europea del Garante per la Protezione dei Dati Personali

Le autorità indipendenti come sappiamo hanno un’origine europea. Il punto di riferimento più opportuno è quello della cornice europea. Il concetto di autorità garante dei dati personali, nasce in Europa con l’obiettivo e lo scopo di una difficile posizione d’equilibrio: la direttiva 95/46 dice che non è accettabile che gli stati pongano ostacoli alla libera circolazione dei dati all’interno dell’unione, perché se ciò accadesse, non si potrebbe completare il processo di costituzione del mercato unico.

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La società ha il diritto di rendere conto dell’operato delle amministrazioni pubbliche: la nascita della CiVIT

Con la nascita della CiVIT si crea un autorità che va a monitorare i criteri di valutazione e trasparenza nell’ambito delle amministrazioni, non soltanto analizzando il singolo lavoratore, ma l’intera struttura. Si stabiliscono in questo modo dei criteri di valutazione obiettivi.

Il termine valutazione indipendente sottolinea lo sforzo di fare assumere autonomia agli organismi di controllo presenti all’interno delle amministrazioni.

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Una figura di vertice per l’interpretazione e la coniugazione dei principi di legalità ed efficienza

L’articolo 97 della Costituzione getta le basi e i criteri sui quali tutta la PA dovrebbe fondarsi: principio di legalità e di efficienza. Tali principi non possono essere perseguiti in via separata e alternata, ma devono essere perseguiti in concomitanza dall’azione amministrativa.

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Governance amministrativa, federalismo e assetto del corpo dirigenziale degli enti locali: le criticità del quadro normativo

Le novità del quadro normativo sulla governance amministrativa mette in rilevo la doppia prospettiva di efficienza e legalità dell’azione amministrativa. Gian Candido De Martin, che  introduce il convegno “La governance amministrativa degli enti locali: come contemperare le esigenze di managerialità, efficienza e controllo della legalità”, pone l’attenzione sulle criticità, le contraddizioni, le incertezze e i dubbi di interventi legislativi poco in sintonia con il federalismo e con l’assetto organizzativo degli enti locali.

Il modello normativo di governance e i limiti delle realtà amministrative locali

In una amministrazione locale che stenta a sopravvivere nella stretta asfissiante rappresentata dall’incertezza del quadro normativo di riferimento, dai vincoli eccessivi del patto di stabilità, dalle prospettive nebulose di un federalismo sempre più equivoco, dalla scarsità delle risorse finanziarie disponibili, resa più acuta dalla grave situazione di crisi del Paese, è certamente arduo introdurre modelli innovativi di governance.

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Pluralità dei modelli organizzativi: uno spazio di efficienza delle realtà comunali e provinciali

Ogni realtà locale è sottoposta a sollecitazioni che provengono dal contesto di appartenenza che diverge da ente a ente. La possibilità di disporre di uno spazio che consenta l’elaborazione e la realizzazione di un modello organizzativo adeguato è una delle condizioni essenziali per garantire l’efficienza dell’amministrazione.

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Il Direttore Generale nelle amministrazioni locali: un ruolo di coordinamento e supporto per garantire l’efficienza dell’azione amministrativa

L’attività tecnica e operativa delle amministrazioni non può essere slegata e, anzi dipende, da una politica che sia in grado di produrre idee. Tuttavia le proposte politiche vanno incontro al problema della loro realizzabilità.

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L’esperienza del Comune di Cesena: la preoccupazione per il rischio di una paralisi operativa

Vittorio Severi riporta l’esperienza del Comune di Cesena toccando alcuni aspetti che più agitano la realtà amministrativa e che potrebbero creare di fatto una paralisi operativa: l’agitazione del tema della legalità che condiziona pesantemente le scelte di gestione e la ripercussione che questa agitazione può avere sulla fiducia dei cittadini nei confronti dell’amministrazione; le esigenze di una reale autonomia dell’ente locale e, infine, la necessità interna di mettere in relazione le potenzialità e la conoscenza delle diverse figure che intervengono a vario titolo nella realizzazione

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L’efficienza come scelta politica. Il ruolo del Direttore Generale nelle amministrazioni locali e i limiti della governance amministrativa.

L’azione amministrativa deve ispirarsi ai caratteri di efficacia ed efficienza . Tuttavia tali caratteri non possono essere raggiunti attraverso una imposizione normativa ma dipendono dalla volontà dell’amministrazione nel voler agire in termini di economicità: dipendono da vere e proprie scelte politiche.  Michele Bertola sottolinea la necessità di fare una distinzione tra azione politica, svolta dal sindaco, e azione tecnica, svolta dal Direttore Generale, nella quale nessuna delle due figure deve esimersi dalla assunzione di responsabilità del proprio operato.

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