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La nuova riforma del lavoro pubblico: in particolare gli aspetti della responsabilità dirigenziale

L’intervento del dott. Verbaro analizza le riforme della PA a partire da l 1992, infatti è da questo stesso anno che si inizia a parlare di riforma del settore pubblico. Con la legge delega 421 / 92 in un contesto simile a quello di oggi cioè in un periodo di crisi economica, si cercò di ridurre i costi delle pubblica amministrazione.

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La SSPA e il nuovo dirigente pubblico

Si è voluto dare questo taglio al convegno perché lo stesso Ministro Brunetta in un’intervista di qualche tempo fa aveva parlato di una certa continuità in questi 15 anni di riforme.

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L'impegno della Regione Lazio per superare la crisi

La neoeletta Renata Polverini traccia un quadro sintetico di quanti e quali siano i compiti della Regione nell’attuale periodo di crisi. “Liberare risorse a servizio dei sistemi produttivi e fornire regole certe, creando contesti di investimento e sviluppo. Questo – continua è l’impegno della Regione Lazio, prima tra le Regioni ad aver sottoscritto con il Ministro Brunetta un Protocollo sperimentale per l’attuazione della riforma”.

Oltre la crisi. Il ruolo delle Province

“La Provincia si trova ad essere un importante punto di raccordo nel rapporto cittadini – PA”.  Da qui, argomenta Castiglione, deriva” il ruolo di centralità strategica dell’ente provincale, in materia di pianificazione”.  “Le Province  - continua  - in linea con quanto emerso dall’ultimo Congresso UPI, si impegnano ad essere parte attiva a fianco del Governo per  la riforma della PA”.

L'industria al fianco della PA per superare la crisi

“Nel suo operare, la PA non si muove come una monade ma in correlazone con il contesto sociale”. In quest’ottica, continua Stefano Pileri, “Confindustria si pone come partner della PA nel suo processo di digitalizzazione”.  Ricordando gli impegni assunti e i risultati ad oggi conseguiti (“le imprese usano servizi digitali a circa il 66% rispetto al 100% possibile”), traccia l’agenda delle priorità dal punto di vista degli industriali italiani.

La mission di CiVIT nella riforma della PA

Antonio Martone presenta la mission di CiVIT. La Commissione indipendente dovrà assicurare la valutazione delle strutture e delle singole persone che lavorano nella PA, declinando i parametri di efficienza e merito; assicurare la trasparenza e l’integrità della PA, aumentando il controllo sociale; stabilire gli standard qualitativi di tutti i servizi pubblici, rendendo efficace l’azione collettiva verso la PA.

Evitiamo la società digitale a due velocità

"Il nostro sguardo è al futuro, ma la nostra generazione di amministratori ha un compito molto importante: sviluppare i sistemi informativi in parallelo alla cultura di quanti dovranno utilizzarli. E’ nostro dovere – conclude Cavallari – evitare che si sviluppi una società a doppia velocità nei rapporti con la PA”.

Oltre la crisi, verso la Carta delle Autonomie

“Parlando di innovazione dobbiamo rilevare che in Italia l’ascensore sociale si sta fermando. L’unica soluzione possibile è la meritocrazia” Così Antonio Rosati apre il suo intervento, che continua con una richiesta per il Ministro: “in attesa della Carta delle Autonomie, rivediamo il Patto di stabilità, per rendere possibile meno spesa corrente e più investimenti nei bilanci degli enti locali”. 

La Riforma per il merito e l’innovazione nelle PA

Il Ministro Brunetta, a due anni dal suo insediamento, contestualizza il processo di riforma in atto iscrivendolo all’interno della situazione di crisi economica e finanziaria mondiale. Gli standard quali/quantitativi di erogazione dei servizi da una parte e i costi standard dall’altra rappresentano nella sua analisi i due cardini sui cui deve poggiare la modernizzazione della PA e, di conseguenza, del Sistema Paese. Ora è necessario, propone Brunetta, il passaggio dal paradigma del bastone e della carota a quello – più complesso e strategico – della consapevolezza e dell’orgoglio.