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Placemaking blog series: The benefits of aging in place

Sometimes it’s hard to define what makes a great place, but you know it when you experience it. Great places lure people in with activities, people watching, shopping or just the experience of being around others and feeling a sense of connection. Does this only happen at organic farmers markets or outdoor cafes? Hardly. Placemaking doesn’t just occur in affluent communities or vacation hotspots. Chicago’s 26th street in Little Village, 18th Street in Pilsen, or the Glenwood Market in Rogers Park are evidence that the power of a vibrant public place transcends geographic and demographic boundaries.

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I vantaggi di invecchiare sul posto

A volte è difficile definire in cosa consiste un “buon luogo,” ma se ci imbattiamo in uno di essi, lo riconosciamo. Un buon luogo attrae le persone con attività, incontri, la possibilità di fare acquisti o anche solo di stare in mezzo alla gente e sentirsi in contatto con gli altri. Questo può accadere soltanto ai mercatini biologici o nei caffè all’aperto? Non necessariamente. Il “placemaking,” la creazione di spazi pubblici a misura d’uomo, non è riservato solo alle comunità benestanti o alle zone turistiche. A Chicago, la 26esima strada nel Little Village, la 18esima strada a Pilsen o il Glenwood Market a Rogers Park sono esempi di come il richiamo di spazi pubblici vivaci oltrepassi i confini geografici e demografici.

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La città intelligente: Reggio Emilia, città delle persone.

Nel primo intervento Mauro Bonaretti premette che la questione del patto di stabilità pesante e del blocco dei finanziamenti è fondamentale, quando non era invece necessario che le problematiche della finanza pubblica ricadessero sugli enti locali.

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Città sostenibili al centro delle strategie Ue

A rilanciare il tema della sostenibilità urbana è la Presidenza di turno spagnola dell’Ue, che nel corso della riunione informale dei ministri dello sviluppo urbano di Toledo ha chiesto agli Stati membri una maggiore attenzione allo sviluppo urbano e alla riqualificazione energetica degli edifici. Nel corso della due giorni di incontri, presieduti dalla ministra spagnola dell’housing Beatriz Corredor, i ministri dei ventisette Stati membri hanno siglato un comunicato finale sul risparmio energetico degli edifici e la Dichiarazione di Toledo, che prosegue il lavoro svolto dalla presidenza di turno francese con il Vertice di Marsiglia del novembre 2008.

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Nelle città d’acqua i waterfront tornano a vivere

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by kisses are a better fate than wisdom

Come riconquistare lo stretto rapporto che un tempo esisteva tra le città e l’acqua e restituire un ruolo attivo a porzioni di città che hanno perso la loro funzione (portuale, commerciale, industriale)? Ne abbiamo parlato con Rinio Bruttomesso, Direttore dell’associazione Centro Internazionale Città d'Acqua, incontrato in occasione del convegno “La relazione porto-città quale elemento strategico di qualità della vita urbana”, che si è tenuto oggi a FORUM PA. 

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Garantire le sicurezze per permettere una migliore vita nella comunità sociale

Il Prefetto Carlo Mosca spiega come oggi più che parlare di sicurezza si dovrebbe parlare di sicurezze al plurale. Al di là delle statistiche criminali - che presentano una netta riduzione dei fenomeni di criminalità violenta - esistono infatti diversi motivi per cui il sentimento di insicurezza è tanto diffuso. In primis – sostiene Mosca – si deve ricreare una situazione infrastrutturale accogliente e un tessuto sociale e valoriale che trovino il modo per ridare sicurezza e certezza all’incremento qualitativo della nostra vita quotidiana.

L’indulto: una possibilità di re-inclusione sociale

Subito dopo l’approvazione della L 241/2006, spiega Bernardino Tuccillo, l’Assessorato al Lavoro della Provincia di Napoli ha raccolto le sollecitazioni provenienti da movimenti e associazioni che chiedevano di offrire una possibilità di recupero e re-inclusione ai beneficiari del provvedimento.Leggi tutto

Il progetto ‘Oltre l’indulto’ e la realtà del territorio di Napoli

Il progetto ‘Oltre l’indulto’ nasce da un’iniziativa congiunta dei Ministeri del Lavoro e della Solidarietà Sociale, spiega Gemma Infantocci, che hanno affidato ad Italia Lavoro l’incarico di avviare una serie di iniziative per il re-inserimento lavorativo dei beneficiari dell’indulto. Sono state così individuate 14 aree metropolitane e selezionate le aziende che avrebbero offerto tirocini agli indultati.Leggi tutto

Il Progetto ‘Oltre l’indulto’

Monica Buonanno presenta il progetto ‘Oltre l’indulto’, finalizzato al reinserimento socio-lavorativo dei beneficiari del provvedimento ai sensi della Legge 241/2006, una legge che ha rappresentato un grosso punto di svolta per il sistema carcerario e ha avuto un grande impatto su territori quali quello della Provincia di Napoli.Leggi tutto

Vantaggi collettivi dell’inclusione sociale

I tempi di inclusione di un percorso di inclusione sociale e lavorativa sono indubbiamente più lunghi dei tempi della carcerazione, afferma Luca Sorrentino. Ciononostante è molto più conveniente per la collettività, sia da un punto di vista economico sia in termini di ricaduta sociale, intervenire con programmi di recupero sociale e lavorativo degli ex-detenuti piuttosto che abbandonarli a se stessi, creando le basi di un circolo vizioso che li riporterà in breve tempo ad affollare nuovamente le carceri da cui sono appena usciti.