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Intervento di Gaetano Manfredi

Leggere un’opera 50 anni dopo come l’autostrada del Sole implica riconoscerne l’innovazione tecnologica e le possibilità aperte al Paese sul mercato estero. Oggi quelle competenze non mancano all’Italia ma operano all’esterno, come America Latina e Cina. Quello che abbiamo perso è il valore del tempo nella cornice degli investimenti: l’infrastruttura ha un’interazione dinamica con il contesto e i bisogni a cui risponde.

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Intervento di Ennio Fantastichini

La storia parla di uomini con una grande voglia di ricominciare e lasciarsi la guerra alle spalle. Quando fecero l’autostrada del Sole abitavo a Fiuggi e per andare a Roma era un’impresa. Guardando la serie con mio figlio ho pensato: non dimentichiamo quell’eccellenza e riportiamo ad oggi una grande passione legata anche a una grande ossessione.

Intervento di Orazio Iacono

Vogliamo dare prova che ossessione e passione sono ben presenti in Italia, ma cala la fiducia per le ragioni che sono state qui presentate. È necessaria un’iniziativa integrata e intermodale, le infrastrutture ci sono. Illustriamo quali sono le prospettive di RFI nel contesto delle infrastrutture e dei trasporti.

Intervento di Eleoonora Andreatta

La RAI ha scelto di ripercorrere una particolare attenzione al periodo che corre tra gli anni 50 e 60, fondamentali per un Paese che usciva dalla Guerra per pensare alla rinascita. Le storie di Mattei, Olivetti e oggi il maestro Manzi. La strada dritta è nell’alveo di questo pensiero, a 50 anni di distanza come per la nascita del SAIE. Non come operazioni di nostalgia, perché non erano anni facili, di grandi energie e di crescita economica ma ostacoli complessi.

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Il progetto: Food Hub to Connect

Food Hub to Connect vuole essere il primo hub del cibo locale in Italia. L’impatto dell’allungamento delle filiere alimentari e l’uso di sostanze chimiche nella coltivazione costituiscono i due maggiori problemi per un mercato che comprime i costi all’origine. Allo stesso tempo osserviamo le conseguenze dell’omologazione delle colture e la perdita di stagionalità, parallelamente alla “zonizzazione” delle produzioni.

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La Food policy per il procurement pubblico – una leva per spostare il paradigma del sistema alimentare

La Scozia è uno dei paesi più riconosciuti per la qualità del cibo. Tuttavia il paradosso scozzese è che nonostante il grande movimento creatosi rispetto al tema dell’alimentazione, 2/3 della popolazione è sovrappeso e c'è uno spreco di cibo di circa il 20%. In uno scenario in cui le politiche pubbliche sono chiamate ad occuparsi direttamente di questi temi nonostante le condizioni critiche dell’economia: anzi è soprattutto ora il momento di intervenire e dare risposte per costruire il futuro per le policy del cibo.

La storia del mercato di agricoltori di Bejing – la strada per dare accesso su piccola scala ai produttori nei mercati cittadini

La Cina è il più grande paese in termini di popolosità, di conseguenza con il 7% della terra coltivabile sul pianeta nutre circa il 19% della popolazione mondiale e conta circa 700 milioni di agricoltori, con una proprietà media di mezzo ettaro. Sono state avviate soprattutto negli ultimi 10 anni molte iniziative e politiche alimentari e agricole, in ambito nazionale e internazionale, in particolare con orientamento sud-sud. Tuttavia l’autosufficienza alimentare è diventata un tema più dinamico.

Bologna City of Food

Alessandro Bonfiglioli racconta del un trend positivo di CAAB e di City of Food, un progetto di marketing territoriale che ambisce a portare a sintesi gli orientamenti e le politiche sul tema dell’alimentazione. Un percorso originale di Bologna verso l’EXPO 2015, ma che ha fatto poi emergere una visione oltre capace di andare oltre tale appuntamento. Uno degli obbiettivi è rinforzare il ruolo di Bologna come città del cibo, instaurando delle collaborazioni con altre città del mondo.

Progetto: Solidarietà in Rete

Trasformare un bisogno in un progetto di ricerca, nato da una partnership pubblico-privata. L’obbiettivo è intercettare tre ambiti: dai donatori di cibo in eccesso a chi si occupa di distribuzione e chi del trasporto di cibo, con l’obbiettivo di metterli a regime.

Progetto: OrtiAlti

Orti Alti è un progetto nato per iniziare o implementare la superficie coltivabile sulle superfici inutilizzate di Torino, in particolare sui tetti dei fabbricati, intercettando altre forme di innovazione sociale. È un servizio collaborativo che coinvolge direttamente gli abitanti e una pluralità di partner scientifici e sociali.