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Risultati

  • Cod. T.6
  • 12/05/2009
  • 15:30 - 18:00

La mediazione comunitaria. Come funziona il lobbying istituzionale dell'Italia sull'Europa

Contrastare l’incapacità di assumere decisioni impopolari costruendo un processo partecipativo

La neonata associazione Pimby tra i suoi obiettivi primari propone fondamentalmente un cambiamento culturale. Una delle prime riflessioni è incentrata sulle infrastrutture e sull’importanza del coinvolgimento di tutti nei processi decisionali. Pimby si vuole contrapporre alla Sindrome Nimby, e di questo fenomeno socio-culturale si analizzano cause ed effetti. L’associazione interviene su due livelli: la rivisitazione delle procedure a livello nazionale (Manifesto Pimby) e la promozione delle buone pratiche a livello locale, per cui è stato istituito il Premio Annuale Pimby.Leggi tutto

Sicurezza urbana dedicata alle imprese

L’insicurezza è un costo per le imprese, che però si può rimuovere. La Camera di commercio di Roma sta portando avanti ormai da 10 anni una serie di iniziative per migliorare la vivibilità dell'ambiente socio-economico romano e promuovere tra gli imprenditori una cultura d'uso dei servizi della sicurezza, in modo tale da garantire un incontro efficace tra domanda di sicurezza e offerta di servizi da parte dello Stato.Leggi tutto

Politiche per la sicurezza: l'importanza della concertazione istituzionale

L'importanza di politiche per la sicurezza concordate e concertate tra i diversi livelli istituzionali è il tema trattato nel suo intervento da Luisa Laurelli, Presidente della Commissione Consiliare Speciale Sicurezza ed Integrazione sociale, Lotta alla Criminalità del Consiglio Regionale del Lazio. In mancanza di questa concertazione possono nascere fenomeni di allarmismo, dovuti alle diverse valutazioni da parte delle istituzioni, mentre politiche divergenti tra loro possono generare effetti negativi dal punto di vista della coesione sociale.

Venezia, partecipazione come parola chiave per lo sviluppo

Turiddo Pugliese, Dirigente area Pianificazione Strategica del Comune di Venezia, ci parla delle difficoltà e dei vantaggi riscontrati nel realizzare il piano strategico con una metodologia basata principalmente sulla concertazione e il coinvolgimento dei principali protagonisti della vita economica e sociale dell'area veneziana.

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Un Piano strategico per Venezia

Integrare il processo di programmazione del territorio con un'attività di dialogo con le parti sociali, gli operatori economici, il mondo della cultura e quello associativo, individuando quindi nella concertazione un metodo per lo sviluppo. È la linea che sta promuovendo il Comune di Venezia.

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Trento 2010: Piano Strategico della Città di Trento

Trento vuole trasformarsi in modo equilibrato e vuole crescere dal punto di vista economico, sociale e territoriale secondo un'idea di limite e di compatibilità. Vuole essere una "città delle opportunità"

Piano di Sviluppo Strategico della Città di Bolzano

L'ambizione del Piano è stata quella di rendere sempre più Bolzano una moderna città europea del dialogo, della convivenza, della cultura, il tutto grazie ad iniziative anche di carattere economico in grado di attrarre investimenti, puntando anche su un turismo culturale e formativo. Alla redazione del Piano hanno partecipato ben 270 stakeholders tra esperti, enti ed associazioni.

La concertazione come metodo per lo sviluppo dell'area veneziana

La volontà di dotarsi di un Piano Strategico è relazionata alla necessità di un intervento deciso, atto a frenare alcune pericolose tendenze inerziali ed a formulare una strategia generale partecipata e condivisa per la costruzione di una città caratterizzata dall'alta qualità della vita dei suoi abitanti, nei suoi aspetti relazionali, lavorativi e culturali, e dall'alta qualità dei suoi assetti fisici ed ambientali.