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Smarter city un anno dopo:Smarter Cities insieme ad IBM: migliorare, semplificare, innovare. i percorsi di trasformazione per diventare una “città intelligente”

IBM ha intrapreso il percorso per le Smarter Cities nel gennaio 2009, e nei primi 18 mesi ha già coinvolto numerosissime città ed enti territoriali. La città più intelligente – dice Cristina Farioli – è in grado di ascoltare e raccogliere le informazioni attraverso un sistema di sensori, il valore di questi sensori viene poi messo a frutto nella misura in cui le informazioni vengono interconnesse e gestite nei processi di governance dell’Amministrazione locale.

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Nettuno, la città accessibile.

L’intelligenza di una città – dice il Sindaco Chiavetta – si misura dal suo grado di accessibilità. Uscendo da un periodo molto complicato, la città di Nettuno negli ultimi due anni ha puntato alla sua riqualificazione basandosi proprio su accessibilità ed efficienza, anche attraverso importanti progetti sviluppati in partnership con aziende private di rilevanza mondiale: il progetto Spicchio di sole con Enel, il progetto Smart Town con Telecom e il progetto ACT! con IBM.

La città delle conoscenze condivise.

Michele Vianello definisce la Smart City come quella città dove ogni soggetto ritiene che ciò che conosce non è solo suo, ma può essere messo a disposizione degli altri. Condizione necessaria per la realizzazione di questa condivisione è l’accesso di tutti i cittadini alla banda larga, senza la quale i provvedimenti non hanno i binari per correre. In conclusione Vianello propone di creare nelle città la figura di un “manager della condivisione” che aiuti ad interconnettere le informazioni e le diverse competenze. 

Quali modelli per lo sviluppo della città futura?

Carlo Mochi Sismondi modera l'incontro partendo dalle domande "ha senso parlare della costruzione delle smart cities in questo momento di crisi?" e "Quali sono le priorità e gli ostacoli maggiori in questo processo?"

Punto fermo di questo percorso, sottolinea Mochi Sismondi, è la necessità di liberare la P.A. dai lacci e laccioli che la bloccano e superare l'ancor troppo presente burocratizzazione dell'ovvio. Bisogna mettere in evidenza le nuove frontiere , immaginare il domani e il tema delle smart cities offre uno squarcio in questa direzione.

Il caso Genova: un approccio integrato all’innovazione.

 

Il Comune di Genova sta investendo sul progetto Smart Cities a partire dall’esperienza della Città Digitale affiancandovi una serie di Piani di settore - dal Piano del Verde a Urban Lab con Renzo Piano - che informano l’azione amministrativa lungo le direttrici dell’innovazione. Non in ultimo, spiega l’Assessore Montanari, Genova si sta fortemente impegnando all’interno del Patto tra i Sindaci per raggiungere obbiettivi misurabili di efficienza e risparmio energetici. 

Mobilità intelligente: le sfide di governance per la sostenibilità.

Mario Villa riunisce intorno alla nozione di “sostenibilità” i concetti che contribuiscono a misurare quanta intelligenza viene posta nelle politiche per le città e i territori. In questo senso – dice Villa – occorre programmare la mobilità contestualmente ai progetti di espansione urbana attraverso strumenti che facciano leva sulla cooperazione tra enti, sulla co-progettazione e sulla sussidiarietà,  intesa sia in senso orizzontale che verticale.

Il ruolo centrale dei Comuni italiani per l’innovazione.

Dopo aver sottolineato che sono proprio i momenti di crisi quelli in cui bisogna investire sull’innovazione, Mattero Renzi evidenzia come l’attuale dibattito sul federalismo non stia dando la giusta importanza alla centralità dei Comuni. L’innovazione tecnologica, dice ancora Renzi, non può essere lasciata solo agli addetti ai lavori, ma deve permeare tutti i settori ed essere al centro della proposta politica. Condizione necessaria, però, è che il Parlamento prenda il coraggio per semplificare in modo trasparente le procedure burocratiche immobiliste che stritolano le Municipalità.

Parma 2.0, la città sensibile.

L’Assessore Marini sottolinea l’esigenza della politica di riprendere pienamente il proprio ruolo, perché una città non è smart quando ha tanta nuova tecnologia, ma lo è quando chi la governa e chi ci vive è smart. Compito degli amministratori dei Comuni è quello di fare mediazione cercando un terreno comune di incontro tra le potenzialità, sempre meno esprimibili tramite le risorse che arrivano dal centro, e le necessità dei cittadini.

Comuni: le condizioni abilitanti per poter essere smarter.

Dopo aver illustrato le scelte del Comune di Prato, le cui peculiarità industriali più che altrove richiedono interventi urgenti per reagire alle conseguenze della crisi economica, l’Assessore Bernocchi approfondisce alcuni elementi di contesto che ostacolano il percorso delle città italiane. Per affrontare al meglio le sfide poste dal contemporaneo - dice Bernocchi - le città italiane necessitano di un quadro di relazioni istituzionali e di un quadro normativo più chiari e che riportino il centro decisionale all’interno dei Municipi.

Atlante sul consumo di suolo nelle Aree urbane funzionali delle Marche 1954 al 2007

L’Atlante è il primo studio condotto a livello regionale sull’andamento del consumo di suolo. Ha analizzato la dinamica del consumo di suolo tra il 1954 e il 2007 su 93 Comuni appartenenti alle 11 aree urbane funzionali (FUAs). Pur rappresentando solo il 37% del territorio delle Marche, in esse vive il 71% della popolazione e lavora il 74% degli addetti.

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