Cerca: Città e territorio, Qualità della vita, Atti FORUM PA 2007

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Il tema della mobilità tra qualità della vita e qualità della Pubblica Amministrazione

Carlo Mochi Sismondi sottolinea come il convegno rappresenti il tentativo di mettere insieme ed esaminare, in che modo possano essere applicate le tecnologie ICT alla mobilità su gomma, per creare una città senza traffico e permettere ai cittadini di muoversi agevolmente. L’incontro si lega ad uno dei temi chiave del Forum PA: il nesso tra qualità della vita e qualità della Pubblica Amministrazione.Leggi tutto

Cenni sull'impegno e gli interventi del dipartimento per rafforzare il contrasto della tratta degli esseri umani anche a fini di sfruttamento lavorativo e le attività a tutela delle vittime

Due interventi dal pubblico sul tema della violazione dei diritti umani. Mario Palazzi parla dello sfruttamento in campo lavorativo e del “traffico” della donna. Sottolinea la difficoltà della vittima di violenza a riconoscersi tale, assieme ad un diffuso luogo comune sulla presunta normalità di questo fenomeno. Descrive le azioni del governo del sistema di selezione e finanziamento dei programmi (articolo 18). Parla del ruolo dell’informazione determinata dai media sui temi riguardanti la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sul lavoro.

Progetto SWIMM e Provincia di Bologna

Stefano Monti parla della sinergia tra pubblico, privato ed università nel progetto SWIMM, finanziato dalla Regione Emilia Romagna in partnership con la Provincia di Bologna. I Servizi Web Interattivi e Multimodali per la mobilità fanno parte della Rete Alta Tecnologia dell'Emilia-Romagna ed hanno l’obiettivo di realizzare un portale in grado di erogare servizi in modo multicanale e multimodale, per qualunque dispositivo, per qualunque tipo di connessione, da dovunque e in modo dinamico, anche per utenti disabili.Leggi tutto

Il progetto del Patriarcato di Venezia per favorire la regolarizzazione delle collaboratrici familiari

Dino Pistolato parla del progetto che riguarda le collaboratrici familiari, portato avanti dal Patriarcato di Venezia, dalle Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, da ItaliaLavoro e dal Ministero degli Esteri. Obiettivo dell’iniziativa è quello di favorire la regolarizzazione delle collaboratrici familiari, attraverso la loro formazione sui servizi di assistenza alla persona, attraverso la consulenza sul contratto del lavoro e attraverso l’incontro tra gli immigrati e le famiglie che necessitano di tali servizi.

Presentazione del progetto "Family in Trentino"

Luciano Malfer presenta sinteticamente i contenuti del progetto Family in Trentino, evidenziando la sua coerenza con il percorso che la Provincia di Trento ha intrapreso sul tema delle politiche familiari. L’iniziativa si è caratterizzata per un approccio non assistenziale ma di promozione del benessere delle famiglie, per l’attenzione particolare alla formazione di nuovi nuclei familiari ed ai figli e per la trasversalità delle competenze coinvolte all’interno del governo provinciale.Leggi tutto

Il piano di interventi per le politiche familiari della Provincia di Trento

Marta Dalmaso racconta come la Provincia di Trento abbia deciso di investire sul tema della politiche familiari, puntando su un piano di interventi che ha coinvolto in maniera trasversale tutti gli assessorati. Il piano non è incentrato su iniziative socio-assistenziali ma su azioni che promuovano la famiglia nella sua normalità e nel suo essere soggetto protagonista dello sviluppo del territorio.Leggi tutto

Riflessioni sul concetto di distretto per le politiche familiari

Oriano Giovanelli considera suggestiva l’idea di un distretto della famiglia come quello proposto dal progetto “Family in Trentino”, poiché implica che le politiche familiari acquistino una dimensione territoriale più che amministrativa, anche se sarà arduo arrivare ad un modello unico di interventi. Un ulteriore elemento di analogia con i distretti industriali è quello della filiera: anche per le politiche familiari, infatti, perché si arrivi ad un determinato risultato, vanno realizzati a monte sul territorio tutti i segmenti del processo.Leggi tutto

Le iniziative del Comune di Napoli in materia di politiche familiari e istruzione

Giuseppe Gambale porta l’esperienza del Comune di Napoli in materia di politiche familiari e istruzione. Il contesto napoletano registra un divario fortissimo tra la situazione di alcuni quartieri, dove l’esclusione sociale si riversa sulla famiglia creando ulteriore esclusione sociale, rispetto ad altre zone della città in cui il benessere e il livello di istruzione è più elevato.Leggi tutto

Le politiche per la famiglia del Comune di Roma ed il progetto Domus

Per Lia Di Renzo la famiglia è un soggetto pubblico e contribuisce a produrre capitale sociale. I Comuni, quindi, devono promuovere e valorizzare questo istituto e per fare ciò hanno bisogno di progettare nuove strategie, alla base delle quali deve esserci la sussidiarietà orizzontale, la tutela dei diritti della famiglia e dei soggetti che la compongono e una nuova governance delle politiche familiari nel rispetto della sussidiarietà verticale.Leggi tutto

Le politiche familiari nella Regione Sicilia

Paolo Colianni racconta come la Regione Sicilia, già nel 2003 con la legge 10 sulla famiglia, abbia iniziato ad operare in questo ambito e abbia istituito un Assessorato alla Famiglia ed alle Politiche Sociali, intuendo che tale percorso non può non vedere gli Enti Locali come protagonisti. In quest’ottica il compito dello Stato deve essere quello di trasferire le risorse ai territori e disegnare una cornice complessiva omogenea all’interno della quale gli Enti Locali possono operare in base alle loro specificità.