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Legge 150/00. L’esperienza del Comune di Torino

La situazione del Comune di Torino rispetto all’attività di informazione e comunicazione: quali sono i problemi che si riscontrano oggi? Tra i tanti, innanzitutto il posizionamento della funzione di comunicazione all’interno dell’organizzazione, giocando sugli aspetti professionali, da qui ne deriva un problema di formazione: la comunicazione è fatta di tante forme di competenze che vanno gestite, quindi la formazione diventa fondamentale. Dal punto di vista organizzativo la funzione strategica deve essere collocata al vertice, ed essere trasversale all’organizzazione stessa.Leggi tutto

Nuove prospettive per la telematica urbana

Dopo dieci anni di sperimentazione, progetti e applicazioni, la telematica urbana sembra aver preso direzioni diverse tradendo le aspettative iniziali e limitando le sue stesse potenzialità. L’incontro, organizzato come laboratorio sperimentale utilizzando la Creativity Room appositamente attrezzata a Forum PA per eventi di natura collaborativa, è nato appunto dalla necessità di riflettere sul fenomeno della telematica urbana prendendo in considerazione prospettive nuove.

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La forza delle reti sociali al servizio delle città digitali

Quando sento parlare di città digitali mi vengono in mente le Città invisibili di Calvino, ed in effetti la frase più citata di questa opera spiega perfettamente il legame: “Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. Calvino non si riferiva ai servizi per i cittadini ma alcuni dei suoi scritti (penso alle Lezioni americane per la scrittura online) sono ancora straordinariamente attuali. Leggi tutto

Comunicazione pubblica nella provincia di Milano: le voci di dentro

Il lungo periodo post Legge 150 sembra non finire mai. anzi si tramuta sempre più in un ritorno al passato, a spinte verso una commistione forte tra comunicazione politica e comunicazione istituzionale, da una parte; in una lotta "sindacale", dall'altra. In questa situazione, poche e isolate sono le voci di coloro che, stabilmente inquadrati all'interno delle amministrazioni, possono testimoniare la propria esperienza; raccontare il proprio punto di vista.

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Piccolo mantra dei beni comuni: una proposta operativa

L’intervento di Gregorio Arena al convegno “La tragedia dei beni comuni”, questa mattina a Forum PA, riporta l’attenzione su un tema fondamentale per la nostra vita sociale e politica al punto da determinare la qualità della nostra vita individuale. Una definizione reale dei beni comuni, la segnalazione della tragedia italiana, la proposta di una Tavolo nazionale di coordinamento per prendersene cura. Lo strumento è la sussidiarietà, declinata verticalmente anche nella sua dimensione orizzontale, sotto l’ombrello dell’articolo 118 della Costituzione. Riportiamo liberamente i passaggi fondamentali della riflessione e della proposta concreta di Arena: un Piano di coordinamento e promozione delle iniziative di cittadini attivi sul territorio, perché come lui stesso dice, siamo utopici, ma utopici operativi.

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Progettare insieme, per decidere lo sviluppo urbano.

Partendo dall’articolata esperienza di trasformazione urbana della città di Torino Ilda Curti propone una serie di riflessioni sulla progettazione partecipata sottolineando come spesso essa venga mistificata spacciando per partecipazione solo una buona informazione pubblica e come al suo interno la politica non possa delegare la propria funzione di ricomposizione degli interessi e di catalisi di azioni inclusive.Leggi tutto

La chiamata di ANCI IDEALI per il Patto sull’efficienza energetica delle città

Marta Vincenzi presenta l’iniziativa della Fondazione ANCI IDEALI per lo sviluppo – sull’esempio di esperienze di successo in altri Paesi europei – di un Patto dei Sindaci capace di portare da subito avanti l’azione per il raggiungimento degli obbiettivi di efficienza energetica che l’Unione Europea ha stabilito nel pacchetto approvato il 9 marzo del 2007.Leggi tutto

Sostenibilità e partecipazione: esperienze in America e in Europa

Per diversi soggetti la partecipazione non è tenuta in considerazione, quando invece invece è una necessità. Molti amministratori e poteri forti (principal stakeholders) devono ancora convincersi delle ragioni della partecipazione, così come molti cittadini confondono la partecipazione con la protesta, e dovranno rendersi conto che costruire solo il “fronte del no” non produce vantaggi.Leggi tutto

Puntare tutto su credibilità e trasparenza

Federambiente, che più di altri ha sviluppato l’elemento di confronto sul territorio, oggi rappresenta il sistema delle aziende pubbliche che si occupano della gestione del ciclo dei rifiuti. L’intervento è focalizzato su alcuni punti essenziali al riguardo: innanzitutto le procedure, che insieme alla normativa sono elementi che non permettono al settore dei rifiuti di svilupparsi.

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Contrastare l’incapacità di assumere decisioni impopolari costruendo un processo partecipativo

La neonata associazione Pimby tra i suoi obiettivi primari propone fondamentalmente un cambiamento culturale. Una delle prime riflessioni è incentrata sulle infrastrutture e sull’importanza del coinvolgimento di tutti nei processi decisionali. Pimby si vuole contrapporre alla Sindrome Nimby, e di questo fenomeno socio-culturale si analizzano cause ed effetti. L’associazione interviene su due livelli: la rivisitazione delle procedure a livello nazionale (Manifesto Pimby) e la promozione delle buone pratiche a livello locale, per cui è stato istituito il Premio Annuale Pimby.Leggi tutto