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Il piano forestale nazionale e il protocollo di Kyoto

Antonio Lumicisi sottolinea il ruolo delle foreste all’interno del Protocollo di Kyoto e accenna alla collaborazione in atto tra il Ministero dell’Ambiente e quello delle Politiche Agricole e Forestali. Propone come base da cui partire il Piano, depositato due anni fa in Conferenza Stato-Regioni, che doveva servire da linea guida per l’applicazione del protocollo di Kyoto per il settore forestale ma che non è mai stato approvato dalle regioni.

Quadro Strategico Nazionale: l’urgenza degli investimenti per il Mezzogiorno

Franco Garufi sostiene la necessità di una coerenza forte tra i programmi operativi regionali e gli interventi centrali. La sicurezza e la legalità sono temi da affrontare con estrema priorità per definire l’assetto del QSN. Sottolinea la necessità di realizzare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per far sì che si verifichi una reale crescita dell’economia. Introduce il tema della migrazione delle giovani intelligenze che abbandonano il Mezzogiorno e sottolinea l’urgenza di politiche per la loro reintegrazione nel tessuto meridionale.

Risorse e strategie integrate per il rilancio del patrimonio forestale

Riccardo Deserti sottolinea una rinnovata consapevolezza della funzione strategica del patrimonio forestale da parte delle istituzioni. Spiega che il ruolo dei boschi è cruciale per la gestione di obiettivi di tutela dell’ambiente. Sostiene la necessità di una politica di concertazione per la gestione delle risorse e per la valorizzazione del patrimonio forestale.Leggi tutto

La cooperazione per la definizione di un piano nazionale per il patrimonio forestale

Fausto Martinelli sottolinea la necessità di trovare una condivisione fra gli attori istituzionali per la definizione di un piano forestale. Aggiunge che alla luce dei problemi ambientali non è più rinviabile una presa di coscienza della necessità di agire da parte delle istituzioni. Illustra i dati del patrimonio forestale italiano. Propone la definizione di un nuovo modello sociale per la gestione del patrimonio boschivo. Riporta i dati relativi agli stanziamenti finanziari per la definizione del piano nazionale forestale.

L’attività di ‘Anima’

‘Anima’ è l’associazione che si occupa di CSR all’interno dell’Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, spiega Maria Pia Ruffilli. Nata 6 anni fa dall’intuizione di alcuni imprenditori, Anima ha l’obiettivo di diffondere cultura, formazione e informazione su temi di rilevanza industriale e sociale.

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Le attività dell’Istituto per il Lavoro a sostegno della CSR

Francesco Garibaldo spiega come l’Istituto per il Lavoro sia al momento impegnato su due settori, ovvero quello dell’edilizia e quello agro-industriale, che illustrano in modo chiaro alcune problematiche relative alla questione della responsabilità sociale. In particolare, da questi settori emerge un’idea di CSR posta in relazione diretta con una qualificazione dei processi di sviluppo e crescita economica.Leggi tutto

Le Province e il loro ruolo per la semplificazione.

Leonardo Michele Lo Tufo nel suo intervento sottolinea le enormi difficoltà esistenti nel creare una filiera istituzionale tra i vari livelli portando, in alcuni casi, ad esiti nefasti e si sofferma sul ruolo delle Regioni e sulla loro attività evidenziando le grandi differenze tra il nord e il sud in termini di pubblica amministrazione e di gestione. Lo Tufo pone l'accento sul ruolo della Provincia quale strumento di semplificazione e ente di raccolta di compiti, oggi svolti da altri organi, i cui benefici possono essere avvertiti in una riduzione dei costi della politica.

Il principio di sussidiarietà. L'evoluzione del ruolo dell'Ente Locale

Angelo Di Caprio si concentra sul principio di sussidiarietà applicato ai vari enti relativamente al trasferimento di determinate funzioni ai livelli superiori. Oggi ogni ente è in grado di decidere, da un punto di vista normativo, il proprio ordinamento locale senza tuttavia dimenticare l’importanza di una forte collaborazione con gli altri enti. Infatti il principio di leale collaborazione è la chiave di accesso per il principio di sussidiarietà.Leggi tutto

Trento 2010: Piano Strategico della Città di Trento

Trento vuole trasformarsi in modo equilibrato e vuole crescere dal punto di vista economico, sociale e territoriale secondo un'idea di limite e di compatibilità. Vuole essere una "città delle opportunità"

Patto per lo Sviluppo

Il "Patto per lo sviluppo" contribuisce ad un aggiornamento e ad un rilancio del modello di sviluppo territoriale attraverso concreti progetti settoriali di intervento e attraverso la definizione di uno strumento innovativo: la Fondazione di sviluppo.