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Vallo di Diano: concertazione come metodo per lo sviluppo sostenibile

Un modello di sviluppo sostenibile del territorio, realizzato attraverso la concertazione e la collaborazione tra diversi soggetti locali, impegnati per lo sviluppo socio-economico dell'area di riferimento. Ne parliamo con Michele Rienzo, Direttore tecnico della Comunità Montana Vallo di Diano e Responsabile del Procedimento del Progetto "Agenzia per lo Sviluppo del Vallo di Diano".

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Vallo di Diano 2013: la "Città Vallo"

La Comunità Montana Vallo di Diano lavora per creare la "Città Vallo", sistema di servizi e infrastrutture per la mobilità e il turismo sostenibile da realizzare attraverso la concertazione e la partecipazione degli attori locali. Il territorio del Vallo di Diano è un vasto altopiano, cerniera di tre regioni (Campania, Calabria e Basilicata). Vi presentiamo una scheda del progetto.

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Conclusioni del convegno sul tema della tutela del cittadino nel mercato energetico liberalizzato

Alessandro Ortis elabora le conclusioni del convegno sul tema della tutela del cittadino nel mercato energetico liberalizzato, sottolineando come l’incontro abbia dimostrato l’importanza del processo continuo di consultazione tra le parti. I contributi, molto puntuali e precisi, hanno fatto emergere criticità, che devono servire a far progredire il dibattito, ed apprezzamenti sul processo di liberalizzazione in atto, che devono servire da incoraggiamento.Leggi tutto

Il confronto tra Sindacati e Governo sulla liberalizzazione del mercato energetico

Francesco Fiore dà atto al Governo di aver cominciato a trattare in maniera seria le questioni energetiche, sebbene il coinvolgimento delle parti sociali sia ancora scarso. I Sindacati confederali hanno inviato al Ministro una lettera, sollevando questioni precise e richiedendo un incontro urgente; ad oggi non è ancora stata stabilita una data certa per il confronto. La UIL, quindi, ritiene che, in vista della scadenza del 1° luglio, sia necessario aprire una discussione approfondita su numerosi punti e, in particolare, sulla questione delle tariffe sociali.

Il passaggio dalla prima ad una seconda generazione dei Piani Strategici

Per Pasquale Persico la prima generazione di Piani Strategici ha fatto maturare la consapevolezza nelle città e nei territori, della necessità di concepirsi come organizzazioni complesse. Obiettivo dell’incontro, inoltre, è quello di valutare se sia possibile passare ad una seconda generazione di Piani Strategici, che faccia parte di una politica economica delle città e delle aree vaste. Il Relatore, quindi, propone ai partecipanti l’ascolto di un concerto per pianoforte, per far comprendere quale può essere il potenziale di un’area.Leggi tutto

Il ruolo della politica nella pianificazione strategica: l’esperienza di Bolzano

Renzo Caramaschi, citando l’esempio di Bolzano, afferma la sua contrarietà a ricorrere ad incarichi esterni quando si intraprende un processo di pianificazione strategica; è necessario, infatti, coinvolgere la struttura interna dell’ente: tutta l’Amministrazione deve partecipare in modo convinto, e la politica deve fare un passo indietro e lasciare che le diverse parti della società civile conferiscano il loro apporto.Leggi tutto

Le caratteristiche della seconda generazione dei Piani Strategici in Italia

Raffaella Florio compie una panoramica sull'evoluzione della pianificazione strategica in Italia, sottolineando come questa, ormai, sia una pratica diffusa ed in continua espansione su tutto il territorio: dal 2000 ad oggi, infatti, oltre trenta città si sono avvicinate alla pianificazione strategica come strumento di governo.Leggi tutto

L’esperienza della prima generazione dei Piani Strategici in Italia

Carlo Alberto Donolo illustra gli aspetti positivi della prima generazione dei Piani Strategici. Innanzitutto, l’adozione di una prospettiva strategica è un forte elemento di novità rispetto alla tradizione amministrativa e politica del nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda l’allungamento dell’orizzonte temporale delle scelte collettive. In secondo luogo, i primi Piani, spesso nati dall’iniziativa di singoli comuni, hanno mostrato la tendenza ad allargarsi assumendo il carattere di pianificazione d’area vasta.Leggi tutto

La pianificazione strategica ed i processi di multilevel governance

Ferdinando Ferrara introduce il dibattito sulla Pianificazione Strategica e la multivelel governance e sottolinea l’importanza che il Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali attribuisce al Progetto Sfide, un’iniziativa in collaborazione con Forum PA, che ha lo scopo di far emergere e valorizzare le best practice nell’ambito dello sviluppo locale.Leggi tutto

La cooperazione per la definizione di un piano nazionale per il patrimonio forestale

Fausto Martinelli sottolinea la necessità di trovare una condivisione fra gli attori istituzionali per la definizione di un piano forestale. Aggiunge che alla luce dei problemi ambientali non è più rinviabile una presa di coscienza della necessità di agire da parte delle istituzioni. Illustra i dati del patrimonio forestale italiano. Propone la definizione di un nuovo modello sociale per la gestione del patrimonio boschivo. Riporta i dati relativi agli stanziamenti finanziari per la definizione del piano nazionale forestale.