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La cultura del dato aperto

Anche nel contesto italiano sta ormai maturando una cultura del dato aperto, tuttavia sono ancora molte le sfide da affrontare. Lo scorso maggio a FORUM PA è stata lanciata la seconda fase degli Open Data che mette al centro della discussione l'utilizzo sociale dei dati piuttosto che la semplice liberazione: un nuovo modello per andare oltre la trasparenza.

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L’ISTAT e la Scuola Superiore di Statistica insegnano a leggere i dati a FORUM PA 2012

Un nuovo interessante soggetto si affaccia quest’anno a FORUM PA: la Scuola superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche; è nata da una costola dell’Istat, di cui rappresenta una direzione centrale, e si trova ad operare in un momento di profonda ristrutturazione - a seguito della riforma Gelmini - delle facoltà di statistica. La scuola sarà presentata ufficialmente giovedì 17 maggio, nel corso di una conferenza stampa a FORUM PA 2012, e - per saperne di più - abbiamo intervistato il suo direttore, Tommaso Di Fonzo che, prima di assumerne la guida, insegnava statistica economica all’Università di Padova, ed è stato preside della Facoltà di Scienze Statistiche dal 2005 al 2008.

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Comuni nella rete. Come la vedono ad Ascoli Piceno

Secondo Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno “l’irruzione” della PA nella rete è "un fatto di democrazia", non solo per render conto delle cose che si fanno ma anche per rendere possibile il farne di più a costi contenuti.  In questa breve intervista, rilasciata a margine della conferenza stampa di presentazione dell’"Operazione Open government Italia", lo scorso 18 ottobre a Roma, ci parla degli effetti della presenza in rete dell’amministrazione pubblica, con una riflessione particolare su quella comunale, che rimane, dati alla mano, la “più amata dagli italiani”.

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A ciascuno il suo Open data. Quello italiano viaggia in bottom up

A ciascuno il suo Open data, verrebbe da dire. Infatti, se da un lato assistiamo ad una spinta diffusa per la messa on line di dati pubblici in formato aperto, dall’altro rileviamo che di contesto in contesto mutano gli output e i modelli adottati. Nel momento in cui l’Italia sembra allinearsi “ufficialmente” all’ondata open data già dilagante in Europa, ci siamo chiesti se c’è e quale è il modello italiano. Ne parliamo qui con Anna Cavallo, CSI Piemonte. Non solo perché Regione Piemonte è stata la prima amministrazione a mettere on line dati in formato aperto, ma anche e soprattutto perché dati.piemonte.it si è rivelato, ad oggi, il centro nevralgico di un importante percorso di avanzamento dell’open data sui territori italiani (ed è proprio il caso di usare il plurale). 

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