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eGov, dall'EU le soluzioni open pronte all'uso per la PA

La Commissione Europea ha pubblicato nuove informazioni in merito a quasi venti soluzioni di eGovernment create dal programma ISA per le Pubbliche amministrazioni europee. Le soluzioni, molte delle quali open source, sono accessibili gratuitamente e possono essere adottate in numerosi ambiti.

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Open Data, trasparenza e privacy: le nuove sfide della PA

Con le Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico gli Open Data vengono intesi come un elemento centrale nelle strategie di e-Government, fondamentale per favorire una maggiore trasparenza nell’agire amministrativo e la partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali delle amministrazioni pubbliche. Il contributo dello Studio legale Lisi chiarisce le tappe di questo percorso legislativo.

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Open Data: la norma c'è, ora chiediamoli

Dal 28 al 30 marzo 2014, si è svolta a Bologna SOD14, la seconda edizione del raduno di Spaghetti Open Data, la più ampia community sugli open data in Italia. L’evento ci fornisce l’occasione per fare un breve resoconto su uno dei temi caldi del panorama italiano dei dati aperti, sia dal punto di vista giuridico che informatico, ovvero l’importante principio dell’openbydefault. Ne ripercorriamo sinteticamente la storia per i non addetti ai lavori.

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Arriva l'Open Data Census Italia: servono reviewers

Eccola la prima iniziativa dal basso per censire gli Open Data in Italia. Ma badate bene, non si tratta semplicemente di fare il punto su quanti siano gli OD nostrani, ma di dare anche conto della qualità dei dati pubblicati. Non semplici osservatori, quindi, ma "critici" del dato come ci spiega in questo contributo Maurizio Napolitano. Tutti possono essere dei reviewers, basta iscriversi ed iniziare a cercare, per poi valutare insieme alla community dei critici i dataset pubblici.

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PanelPA, "Open Data: l'Italia s'è desta" parte seconda. Aspettiamo le vostre risposte

A due anni dal primo panel in cui chiedevamo alla nostra community di esprimersi sulle proprie conoscenze in materia di open data, riproponiamo l'indagine in un contesto socio economico decisamente più maturo. Sedici domande a cui si potrà rispondere fino al 17 febbraio 2014 e che ci permetteranno di storicizzare le nostre informazioni, ponendo le basi per una analisi approfondita sul mutamento della percezione del panel.

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Il driver che non c’è

I servizi on line delle pubbliche amministrazioni potrebbero essere la chiave per aumentare l’accesso a Internet, ma i cittadini li usano poco; sarebbe interessante sapere perché e che cosa vorrebbero. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo approfondimento di Alberto Zuliani in attesa di capire a FORUM PA insieme all'Agenzia per l'Italia Digitale quale direzione prenderà l'e-Gov nel nostro paese.

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Riflessioni in ordine sparso: dall’era dell’E-GOV alla stagione delle Smart Cities. Quanti errori riusciremo ad evitare?

Ancora non si conosce il testo definitivo del decreto agenda digitale e chi si occupa di innovazione lo attende con ansia, quasi rappresentasse la bacchetta magica per uscire dallo stallo in cui grava l’innovazione della PA e del Paese. Dalla bozza in circolazione tutti gli appartenenti alla comunità dei cosiddetti innovatori, ciascuno dal proprio punto di vista, si affannano a commentare il testo proponendone la riscrittura in toto o in parte rispetto ai loro desiderata e alla loro specifica visione della realtà. La scena che si presenta ad un osservatore esterno assomiglia molto a quanto accade nel teatro di Pirandello. Parafrasando: ciascuno recita a soggetto.

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Facile la vita in E-stonia!

Reduce da compilazioni di 730 & co, più di qualcuno di efficienza e qualità della vita legate alla “e” dei miracoli non ne vorrà sentire. Da più di un decennio, infatti, piani e promesse di e-gov si rincorrono e scivolano, spesso senza scandalo, attraverso i corridoi sovraffollati degli uffici pubblici. E ora che l’attenzione si sposta su città e intelligenza territoriale c’è il rischio di perdere completamente la visione nazionale dell'e-government italiano. Bene, se anche così fosse a guardare l’Estonia si direbbe che niente è perduto. In piena crisi anni ’90, la piccola Repubblica (ex sovietica) ha elaborato un modello "post-industriale" di e-gov. Così, assicurano a Tallin, è nata l’E-stonia, dove (per dirne una) il 94% dei contribuenti compila la dichiarazione dei redditi on line.

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Dialogo tra Comuni e cittadini sui social media: una misurazione possibile?

I social media offrono alle amministrazioni comunali una grande opportunità per instaurare un dialogo con i propri cittadini. Ma i Comuni riescono davvero a coinvolgere i propri abitanti attraverso questi strumenti? Quanto è efficace il dialogo instaurato su queste piattaforme? Uno studio, condotto nei primi cinque mesi del 2012, ha provato a dare una risposta prendendo in esame 119 comuni italiani capoluogo di provincia e analizzandone la presenza su tre social media: Facebook, Twitter e YouTube. Lo studio è stato curato, per il Politecnico di Milano, da Deborah Agostino che ci anticipa una prima sintesi dei risultati.

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L'e-Government c'è ma non decolla. Lo usa solo il 14% dei cittadini

Nel 2011 l’Istat ha svolto, insieme al Dipartimento per l’innovazione tecnologica, un’indagine sull’utilizzo degli strumenti di e-Government da parte di consumatori e imprese. Circa il 14% dei cittadini italiani ha dichiarato di aver utilizzato Internet come canale di contatto con la Pubblica Amministrazione. Tra le imprese intervistate, invece, Internet è la principale modalità di interazione con la PA per il 64% di quelle manifatturiere, il 58% delle società dei servizi di mercato ed il 49% delle imprese del commercio al dettaglio. Il maggiore ostacolo ad un più ampio utilizzo di Internet  sia da parte dei singoli che delle imprese è la mancanza di contatto personale.

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