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Cinisello Balsamo, la città dagli orari flessibili

Il comune è partito dall’ascolto dei bisogni dei cittadini per sviluppare delle politiche temporali che si occupino contemporaneamente di tempi sociali e di lavoro, di tempo libero o per sé, di tempi familiari e di relazione. Perché incidere sui tempi della città attraverso progetti ed iniziative che aiutino i suoi abitanti ad ottimizzare il tempo significa migliorare la qualità della vita.  Coordinare ad esempio i calendari e gli orari scolastici con quelli lavorativi è un modo per liberare tempo, di avere più opportunità di scelta e di crescita personale: vuol dire favorire il progresso dell’intera comunità.

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Messaggio in bottiglia da Helsinki: “Promuovere incontri faccia-a-faccia per quei dati che non si vendono da soli”

Il progetto Infoshare Open Data di Helsinki è una delle iniziative di open government più consolidate in Europa: in realtà, quello che Ville sta per dirci potrebbe essere visto come il “saggio consiglio” derivante da una lunga esperienza, e diretto a coloro che si apprestano per la prima volta a fare iniziative di open data nella PA.

Non c’è da meravigliarsi se Ville si focalizza principalmente sulla comunicazione con gli utilizzatori di open data, che come vedremo è di fatto il principale fattore critico di successo.

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#sce2013 è in diretta streaming su www.innovatv.it ecco il programma

Anche quest’anno  InnovaTiVi, il progetto di FORUM PA, Radio Radicale, Unidata, Centro di Ascolto e Cedat85, sarà la web tv live di SMART City Exibition. Più di trenta gli eventi in diretta e quasi 100 le ore di trasmissione, che consentiranno a tutti coloro che non hanno potuto raggiungere Bologna, di seguire comunque gli eventi che riterranno più interessanti. SEGUI LA DIRETTA

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Open data: una visione al femminile

Il mondo è pensato ad immagine e somiglianza di un maschio normodotato. Partendo da una frase "rubata ad un amico",  Morena Ragone, Vice Presidente - Circolo dei Giuristi Telematici e co-founder Wikitalia apre una riflessione sulla "doverosa inclusione di una visione di genere nella co-progettazione di servizi al femminile". Al centro, lo strumento "open data" e la domanda: di quali dati aperti hanno bisogno le donne per valorizzare, valorizzarsi, inserirsi, lavorare, studiare, formarsi, o anche solo, semplicemente, vivere? Ci prepariamo così all'appuntamento delle WISTER - Women for Intelligent and Smart TERritories, dedicato alla scrittura partecipata del #PianoD: come liberare le risorse delle donne,  il 28 maggio a FORUM PA 2013

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Accessibilità dei siti web della PA: la recente circolare dell’Agenzia per l’Italia Digitale

A fine marzo scorso, l'Agenzia per l'Italia Digitale, con una sua circolare, ha fornito uno strumento alla stesura degli obiettivi di accessibilità dei siti web della pa secondo quanto previsto dal Decreto Crescita 2.0. Nell'ambito della collaborazione con lo Studio Legale Lisi presentiamo un articolo che illustra nel dettaglio cosa cambia e quali sono i nuovi obblighi.

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Donne e tecnologie: inclusione e partecipazione

L’analisi relativa al rapporto esistente fra donne e tecnologie è necessario punto di partenza per progettare strategie per il futuro. Bisogna infatti misurarsi con la realtà attuale per valutare il grado di pervasività delle tecnologie nel tessuto femminile della società e conseguentemente immaginare le condizioni da creare e le soluzioni da attivare. Diverse sono le dimensioni da considerare...

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The Web Index: una fotografia sull’impatto della rete in 61 Paesi

Come e quanto il web può influenzare l’economia, la società, la politica dei diversi Paesi del mondo? Quali sono le nazioni che maggiormente hanno colto le opportunità offerte dalla rete per creare sviluppo e occupazione, favorire la condivisione e la conoscenza, migliorare la qualità della vita dei cittadini?

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Dalla bancarotta alla rivoluzione digitale. Islanda, per esempio

Ultimamente l’Islanda ha fatto parlare di sé. Dalla nazionalizzazione delle banche, alle porte sbattute in faccia al FMI, alla prima Costituzione riscritta via Internet, la reazione alla crisi, agguerrita, intransigente e soprattutto “attiva” dei suoi cittadini (spesso confinati dall’immaginario collettivo in un paradiso lontano di luoghi impronunciabili) sta facendo, a suo modo, scuola. Tutto questo avrà qualcosa a che fare con lo European e-Democracy Awards 2011 appena vinto dall’islandese Fondazione Citizens? C’e chi giura di si.

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Le donne anziane possono spiegarci cos’è il Digital Divide

«Per capire il fenomeno del digital divide in Italia, poche cose sono utili, in questo momento, quanto il rapporto "La vita moderna della donna anziana", elaborato da Intrage - il primo tra i portali italiani dedicati alla terza età - e presentato in occasione dell’8 marzo. Intrage, passando in rassegna tutti i dati disponibili sulle persone che, statisticamente, possono essere definite anziane (di età superiore ai 65 anni), ha fatto diverse scoperte interessanti, che possono essere utili per capire meglio i motivi che stanno alla base di un persistente divario, nell’uso delle tecnologie internet, che da noi colpisce gli anziani più che in qualsiasi altro paese europeo». Comincia così un contributo di Paolo Subioli sul tema digital divide, donne e terza età, che riceviamo e volentieri pubblichiamo.

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L’internet libero e le libertà fondamentali dei suoi utenti. Hilary Clinton

“La diffusione delle reti d’informazione sta formando il nuovo sistema nervoso del nostro pianeta. (…) Per loro natura, le nuove tecnologie non si schierano nella lotta per la libertà e il progresso. Gli Stati Uniti invece sì. Noi vogliamo un solo Internet al quale tutta l’umanità ha accesso eguale per attingere conoscenze e idee. Per questo, oggi riteniamo cruciale garantire agli utenti di Internet alcune libertà fondamentali”. Così Hilary Clinton, nel suo discorso “Remarks on internet freedom" al Newseum di Washington - museo interattivo dedicato a 5 secoli di news. Ma quali sono le libertà fondamentali degli utenti di internet, nella visione del Segretario di Stato americano?

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