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Trasparenza e anticorruzione: ma non chiamatelo FOIA!

È dal 1966 che gli Stati Uniti si sono dotati del FOIA (Freedom of Information Act), una legge che garantisce a chiunque l’accesso agli atti e ai documenti della Pubblica amministrazione. Questo approccio improntato alla massima trasparenza, che garantisce quindi il controllo dell’attività amministrativa da parte dei cittadini e costituisce anche un forte strumento anticorruzione, è stato poi adottato da molti Paesi europei, ma non dall’Italia. Di un FOIA italiano si è tornato a parlare ieri, quando il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, un decreto legislativo in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle PA, che attua alcune disposizioni della legge 190 del 2012 (conosciuta come legge anticorruzione). I commenti entusiasti di alcuni giornali vengono smorzati però da Elena Aga Rossi, presidente di “Iniziativa per l'adozione di un FOIA in Italia”.

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PanelPA “Un Freedom of Information Act anche per l’Italia?”

Il Consiglio dei ministri ha appena approvato un decreto legislativo in attuazione delle legge anticorruzione, che “riordina tutte le norme che riguardano gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle PA e introduce sanzioni per il mancato rispetto di questi vincoli”. In questo senso il provvedimento risponde a un’esigenza di trasparenza che è sentita dai cittadini, come emerge dai risultati del nostro Panel “Un Freedom of Information Act anche per l’Italia?”. Abbiamo lanciato questo Panel - in collaborazione con ”Iniziativa per l'adozione di un Freedom of Information Act in Italia” - con lo scopo di capire come la nostra community percepisca il livello di trasparenza e di accessibilità da parte del semplice cittadino alle informazioni della PA e cosa proponga per risolvere eventuali criticità.

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#SalviamoGliOpenData: la "Settimana della Trasparenza" di Agorà Digitale

Da lunedì 21 gennaio i cittadini metteranno alla prova il livello di trasparenza delle amministrazioni, in particolare quelle a loro più vicine, come la scuola dei figli o l'ospedale in cui si curano. E intanto stanno arrivando adesioni bipartisan al “Patto per gli Open data” una lista di impegni per i candidati alle prossime elezioni...

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Considerazioni personali sulla trasparenza

Cosa possono e cosa devono fare le amministrazioni per per essere più trasparenti? A seguito dell'editoriale della settimana scorsa "Povera trasparenza, morta asfissiata!" che ha sollevato un'interessante discussione tra i commenti, riceviamo un contributo da Davide D'Amico - esperto di sistemi informatici del dipartimento della funzione pubblica PCM - in cui viene presentata un'approfondita analisi del concetto di "trasparenza" così come viene interpretato dalla nostra normativa e di "open data", fornendo anche una lettura critica di alcune tendenze in atto. Pubblichiamo volentieri l'articolo certi che sarà utile a stimolare la discussione e a far nascere nuovi spunti di riflessione.

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Obama e Romney analizzati col web semantico. Il primo parla di governo e lavoro, l'altro di presidenza e tasse. Entrambi di persone e sanità.

Cosa hanno detto i due candidati alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel primo dibattito TV. Grazie alla tecnologia semantica abbiamo un report preciso su quali sono stati i temi affrontati da ciascuno, e come hanno impostato il proprio discorso. L'analisi che ne viene fuori è davvero interessante.

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Customer satisfaction e performance management: il ruolo dei cittadini nella riforma della PA

Nell’attuale legislatura, tra luci ed ombre, il segno della riforma è stato dettato dal D.Lgs. 150/2009. Certo è facile pensare che purtroppo la portata della riforma si sia scontrata con la durezza delle leggi finanziarie di questi ultimi anni, che tra tagli, blocchi della contrattazione, reiterati azzeramenti del turn over, hanno in larga misura hanno pregiudicato l’effettiva attuazione degli istituti più innovativi. Tuttavia, si tratta di una riforma che forse più di altre ridisegna il rapporto tra PA e cittadini affermando la centralità dei cittadini nell’amministrazione della cosa pubblica.

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FORUM PA 2012: chiuso il contest, ecco la nuova campagna di comunicazione

Scelti la grafica, il video e lo spot audio per la campagna di FORUM PA 2012. Anche quest’anno sono tutti opera di creativi che hanno partecipato al contest on line su Zooppa. 

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Premi a chi denuncia la corruzione nella PA: anche il nostro contest ne parla!

Non siamo così presuntuosi da pensare che le idee del nostro contest “La tua idea per una PA migliore” abbiano potuto ispirare la “Commissione anticorruzione” istituita dal ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi. Tuttavia ci fa piacere segnalare che la proposta di prevedere premi per il dipendente pubblico che denuncia casi di corruzione, garantendogli l'anonimato, contenuta nel Piano proposto dalla Commissione era presente anche nell'idea #167 "Premi ai dipendenti pubblici che promuovono etica e legalità" proposta da Laura Strano.

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Quale customer satisfaction per i Comuni Italiani?

Manila Marcuccio, professore a Contratto in Public Management, LUISS G. Carli, ha portato a termine, nei giorni scorsi, un’indagine volta a rilevare il grado di diffusione delle pratiche di CS in 33 Comuni italiani del Nord, Centro e Sud (tutti con un reddito medio pro-capite compreso tra 19.000 e 21.000 euro) nonché l'efficacia e la pervasità delle stesse in termini di miglioramento delle performance complessive di Ente. In questo interessante contributo traccia per noi una sintesi dei risultati, mentre il testo integrale del lavoro è disponibile in pdf. “Sui 33 enti comunali analizzati risulta che solo 14 comuni dispongono nel sito web di indagini di CS…”

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Open data e giornalismo: questo matrimonio s'ha da fare

La rete si sta trasformando in un archivio sempre più ricco di dati di pubblico interesse, soprattutto da quando ha incontrato il movimento per l’open data. Set di dati pubblici, in formato aperto e senza restrizioni per il riutilizzo, sono già on line a disposizione di tutti. Ma, nel momento in cui questa mole di informazioni dovesse diventare davvero grande, a fare la differenza sarà probabilmente la capacità di ricercare, selezionare, analizzare, collegare e, infine, restituire i dati in modo leggibile ad un pubblico più vasto. Per questo Agorà Digitale, l’Associazione di Giornalismo Investigativo e Radio Radicale organizzano il primo corso di alta formazione in Open Data Journalism, che partirà a febbraio.

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