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Dalla democratizzazione dei servizi al co-design in sanità

La ristrettezza di risorse e la rapida evoluzione dei bisogni di salute impongono delle sfide che possono essere vinte solo con l'innovazione. Il mondo della sanità ha bisogno di aprirsi al contributo degli utenti, spesso molto competenti quando si parla di cultura digitale. Questa la riflessione che proponiamo a firma di Claudio Dario, Presidente di Arsenàl, consorzio che a #FPA2015 ha promosso un l'incontro #sipuòfaresanitàvicinalcittadinose con l'intento di raccogliere idee e spunti per ampliare ulteriormente la partecipazione.

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Come facilitare la vita di un paziente? Ci pensa l’ULSS 1 di Belluno

É online il nuovo sito dell'unità locale socio sanitaria di Belluno, uno strumento avanzato di relazione con i pazienti e i loro familiari che risponde alle crescenti aspettative di chi ha che fare con la struttura sanitaria.

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SPAZIOCUORE: l’innovazione sociale risponde al bisogno dei cittadini

Social Innovation è un concetto che può essere declinato in molti modi: a Milano l’esempio di un’ idea diventata realtà grazie alla tenacia e all’impegno di un gruppo di persone che hanno deciso di mettersi al servizio della comunità rispondendo alle esigenze delle famiglie proprio all’interno del luogo in cui abitano. Poca teoria e molta pratica partendo da una novità normativa introdotta nel dicembre 2012. L’attenzione alla realtà e la sensibilità di voler rispondere con lucida intelligenza ad un bisogno impellente e diffuso per rendere la vita nelle città italiane sempre più smart.

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Donne e servizi digitali per la salute

Abbiamo finalmente un Parlamento in cui le donne sono rappresentate, abbiamo una Presidente della Camera, ma buona parte del supporto sociale e sanitario della famiglia allargata (genitori, figli, eventuali zii soli,..) continua a gravare sulla donna, forse per la sua innata capacità di occuparsi di tante cose contemporaneamente, forse per il sottile senso di colpa che spesso le impone di non disattendere i suoi compiti “tradizionali” anche quando contribuisce in modo determinante all’andamento economico familiare. Pertanto tutte le inefficienze del sistema sanitario si ripercuotono quasi automaticamente sul genere femminile e causano extra lavoro. Lasciateci sognare (ma non solo...)

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Pronto all’uso il Fascicolo sanitario elettronico, fonte di grande risparmio e di migliore interazione fra cittadini e PA

Con l’entrata in funzione a pieno regime del web-fascicolo si eviterebbero spese in una misura compresa fra i 3 e i 5 miliardi di euro all’anno: questo quanto dichiarato dal ministro Filippo Patroni Griffi, che ha presentato - insieme al collega Francesco Profumo - i termini dell'iniziativa a Roma, martedì 4 luglio. Già avviata, in collaborazione con il Cnr, una sperimentazione “massiccia” del progetto in tre regioni: Piemonte, Campania e Calabria. Nel corso della presentazione è stato anche annunciato che il documento elettronico unificato, vero trait d’union fra carta di identità e tessera sanitaria, debutterà nel 2013.

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Per Rbm Salute-Censis sono più di nove milioni gli italiani esclusi dall’accesso alle prestazioni sanitarie per ragioni economiche

Sono stati presentati a Roma, nel corso della seconda edizione del “Welfare Day”, i risultati della ricerca “Il ruolo della sanità integrativa nel Servizio Sanitario Nazionale”. Secondo l’analisi, nel corso dell’ultimo anno 5 milioni e 600mila donne e 3 milioni e 500mila uomini non hanno potuto usufruire delle prestazioni del SSN per mancanza di disponibilità finanziarie. Per contro, il 77% dei pazienti dei pazienti che ricorrono alle strutture private sono costretti a farlo per le lunghissime liste d’attesa nelle strutture pubbliche. Una situazione generale che mostra sempre più evidenti i segnali di crisi del sistema, e che rafforza il ruolo dei fondi integrativi che operano nel settore.

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Patient empowerment attraverso la comunicazione web. Due buone pratiche

Come evidenziato da Thomas Schael nel contributo “Andare incontro ai bisogni del cittadino. Dalla Customer satisfaction al Customer power in sanità”, la comunicazione in sanità, se ben gestita e focalizzata sui reali bisogni dell’utente, può trasformarsi in un ottimo strumento di marketing della salute in grado di soddisfare le esigenze di informazione del cittadino, offrire un canale di dialogo e di ascolto, proporre un utilizzo trasparente dei dati del singolo utente orientato all’erogazione di un servizio di qualità e supportare il cittadino nelle scelte di tutela della propria salute. Gli esempi di come si possa tradurre in concreto tutto ciò non mancano e, anzi, sono i filoni principali su cui le strutture sanitarie si stanno muovendo grazie all’introduzione delle nuove tecnologie.  Ve ne proponiamo due, individuati da un confronto con lo stesso Schael.

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Andare incontro ai bisogni del cittadino. Dalla Customer satisfaction al Customer power in sanità

Attraverso il contributo di Thomas Schael, Dirigente Fondazione Opera San Camillo e Direttore Dipartimento Sanità Eurispes Lombardia, approfondiamo un aspetto fondamentale della relazione tra pubblica amministrazione e cittadino. La costruzione di un rapporto di fiducia con il cittadino – cliente, infatti, passa di necessità attraverso un processo di comunicazione chiaro, completo, accessibile, interattivo e soprattutto rispondente alle logiche e alle esigenze dell'utente più che a quelle dell’organizzazione. Schael ci guida in una riflessione sul tema, a partire dai dati di un contesto particolarmente sensibile e interessante: quello delle aziende sanitarie. Vediamo cosa ne viene fuori…

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Cat@hospital. Il CUP telematico nella Provincia di Catanzaro

Oltre 160 postazioni di accesso alla rete, tra Comuni, strutture sanitarie e farmacie. 180 referenti comunali, 60 dipendenti delle strutture sanitarie, 60 farmacisti, un numero crescente di medici di base. Un totale di 4.200.000 prenotazioni in circa 5 anni. Questi i numeri di cat@hospital, il sistema telematico di prenotazione di prestazioni sanitarie messo a punto dall’amministrazione provinciale di Catanzaro per ridurre le difficoltà di accesso in un territorio difficile e frammentato. Vediamo se e come ci sono riusciti.

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Possiamo dare le “stelle” ai Dipartimenti nel SSN? Sintesi di uno studio pilota

Il Programma SIVEAS, Sistema di Valutazione dell’Efficacia del Sistema sanitario, del Ministero della Salute ha affidato al Centro studi, ricerche e formazione su politiche, economia e management in Sanità della Cattolica l’incarico di analizzare l’evoluzione dei modelli organizzativi e dei meccanismi di funzionamento dei dipartimenti ospedalieri. Il gruppo di ricerca coordinato dal  prof. Cicchetti, ha ideato e testato un modello per l’analisi organizzativa dei dipartimenti, partendo dall’individuazione delle “determinanti” delle performance assistenziali. A seguire vi proponiamo la sintesi dello studio pilota.

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